Presidente Boldrini se non ci chiama famiglie non ci rispetta!
14 Giugno 2013
Presidente Boldrini se non ci chiama famiglie non ci rispetta!
Gentile Presidente Boldrini,
è vero che – come lei sostiene – la tutela della famiglia e quella dei diritti delle persone omosessuali non sono in contrasto, ma lei non dice mai che quelle formate da lesbiche e gay, spesso con figli, sono famiglie.
Pertanto, non possiamo che rivolgerle pubblicamente questa domanda: secondo lei, quelle formate da lesbiche e gay, sono famiglie come tutte le altre, con la stessa dignità e rilevanza sociale, con lo stesso bisogno di tutela da parte del legislatore oppure no?
Se la risposta – come ci auguriamo – è sì, non pronunciare mai la parola famiglia quando parla di quelle omosessuali a noi sembra una grave rimozione. Il silenzio, per tutti i gruppi socialmente esclusi è – come Lei ben sa – l’arma più affilata, capace di impedire quel riconoscimento sociale che Lei per prima sostiene di voler supportare.
Quindi, per la serenità di milioni di cittadine/i italiane/i omosessuali La preghiamo di voler spazzare via ogni dubbio, non solo rispondendo a questa nostra domanda, ma impegnandosi per il futuro a usare la parola “famiglia” al posto delle espressioni “unioni omosessuali” o peggio “unioni di fatto” quando fa riferimento alla realtà famigliare delle persone omosessuali.
Il suo riconoscimento sancirà istituzionalmente quello che abbiamo già ottenuto dalla giurisprudenza italiana ed europea!
Avv. Antonio ROTELLI, Presidente Avvocatura per i Diritti LGBTI
Comunicato stampa – 14/06/2013