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Il discorso di Christiane Taubira

28 Aprile 2013

Di seguito la traduzione dell'intervento di Christiane Taubira, Ministra della Giustizia francese, pronunciato il giorno 23 aprile 2013 in concomitanza dell'approvazione del "Mariage pour tous".

"Sono sopraffatta dall’emozione. Spero d’esser capace di dirvi qualche parola. Sono molto riconoscente al signor Primo ministro, al Presidente della Repubblica per averci offerta l’opportunità di condurre in porto questa bellissima riforma, di condurla con forza, di condurla sempre con la fiducia del governo, di condurla con la vostra partecipazione attiva. Voi avete migliorato questo testo, l’avete arricchito, siete stati molto presenti, durante le lunghe notti siete stati là, stoicamente, ad ascoltare talvolta proposte assolutamente insopportabili che scontrano valori profondi, che scontrano la nostra etica. Ma abbiamo avuto anche dei momenti grandissimi e bellissimi, di democrazia: abbiamo avuto nell’opposizione interventi e parlamentari che si sono battuti su questo testo, hanno fatto valere la loro opposizione forte e ferma con degli argomenti. Gliene saremo grati, perché anche questi interventi resteranno nella storia.
Sappiamo di saper costruire insieme. Sappiamo di non aver tolto niente a nessuno.
Noi ci siamo interrogati quando le prime domande si sono espresse nella società, ci siamo chiesti se le nostre condizioni fossero sufficienti. E poi abbiamo ascoltato con attenzione le inquietudini, le proteste dell’opposizione, a cui ci siamo sforzati di rispondere lucidamente, sinceramente, chiaramente, rinviandole al testo.
Ci siamo chiesti cosa fosse più prezioso per le coppie eterosessuali e le famiglie eteroparentali: sappiamo che è prima di tutto il legame biologico. E sappiamo che lì non abbiamo cambiato niente.
Sappiamo che le coppie eterosessuali e le famiglie eteroparentali sono molto legate alla presunzione di paternità: e lì non abbiamo cambiato niente.
Al contrario, abbiamo migliorato l’esercizio dell’autorità parentale, abbiamo facilitato la condivisione dell’autorità parentale, abbiamo protetto gli ambienti dei bambini. Abbiamo fatto in modo che possa esser conservato il legame con un genitore in caso di separazione conflittuale, compresa quella fuori dal matrimonio. Abbiamo facilitato per i futuri sposi la possibilità di scegliere – loro e soltanto loro, non le loro madri – il luogo della celebrazione del matrimonio.
Sappiamo dunque di non aver tolto niente a nessuno, al contrario: con questo testo di legge abbiamo riconosciuto i diritti dei nostri concittadini la cui cittadinanza era contestata, e abbiamo aperto dei diritti a tutte le altre coppie. Dunque è incontestabilmente un testo generoso, quello che oggi avete votato.
E ve ne siamo definitivamente grati.
Sappiamo anche che bisogna parlare. A quelli e quelle che sono stati feriti, nei giorni scorsi, da parole, da gesti, da atti. Dire loro che sono pienamente dentro questa società, e che sappiamo che la responsabilità della potenza pubblica è lottare contro le discriminazioni. È una esigenza del patto repubblicano. E lottare contro le discriminazioni è evidentemente aprire a tutti i cittadini i dispositivi del diritto comune, così come le più belle istituzioni della Repubblica.
Vogliamo dire in particolare agli adolescenti e alle adolescenti di questo paese, che sono stati offesi, che sono stati affranti in questi ultimi giorni, che si sono trovati in una profonda immensa confusione, che hanno scoperto una società in cui la sublimazione degli egoismi permetteva ad alcuni di protestare rumorosamente contro i diritti degli altri, – vogliamo dir loro semplicemente che sono nella loro singolarità e al loro posto nella società. E che noi li riconosciamo nel loro posto, nella società. Con i loro misteri, con i loro talenti, i loro difetti, le loro qualità, le loro fragilità. E che questa è la singolarità di ciascuna e di ciascuno di noi, anche indipendentemente da ogni questione sessuale. Ciascuno, ciascuno di noi è singolare, ed è la forza della società. È anche la condizione della società, è la condizione della relazione nella società. Allora, a loro diciamo: se siete presi dalla disperazione, spazzatela via, sono parole che spariranno.
Restate con noi e tenete la testa alta. Non avete niente da rimproverarvi. Lo diciamo chiaro, a voce tonante. Perché come diceva Nietzsche le verità uccidono, quelle che tacciamo diventano velenose. Grazie a tutti
".