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L'iniziativa di legge popolare per il riconoscimento delle unioni civili non avrà la nostra firma

11 Giugno 2012

L'iniziativa di legge popolare per il riconoscimento delle unioni civili non avrà la nostra firma

L'assemblea dell'Associazione Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford ha deciso all'unanimità di non appoggiare la campagna per la sottoscrizione della legge di iniziativa popolare sulle unioni civili.

Il motivo di questa decisione è semplice.
Da anni la nostra Associazione si batte per il pieno riconoscimento del diritto alla dignità e all'eguaglianza delle famiglie formate da persone dello stesso sesso. È quindi una questione di coerenza con le nostre idee. Siamo fermamente convinti e convinte che sui diritti fondamentali delle persone non si possano fare compromessi, come succede in qualsiasi stato liberale.
Chi sostiene che in Europa altri paesi hanno introdotto istituti alternativi al matrimonio, ma con contenuto identico, dovrebbe ricordare che ciò è successo solo nel Regno Unito. E anche in questo paese, nel giro di pochi anni, si è decisamente imboccata la via dell'apertura del matrimonio alle coppie dello stesso sesso, proprio per garantire piena parità di trattamento tra i cittadini.

In più occasioni abbiamo chiarito come l'intervento legislativo più semplice e rispettoso della dignità sociale delle persone consista nel rendere il matrimonio civile accessibile a tutte e a tutti. Basterebbe un articolo in una proposta di legge.
Non vi sono ostacoli in tal senso di carattere costituzionale, come ha recentemente chiarito la Corte di Cassazione. Chiedere le unioni civili allo stato attuale della giurisprudenza, sia della Corte costituzionale sia della Corte di cassazione, è un gioco al ribasso del tutto incomprensibile.
L'unico impedimento è la mancanza di coraggio e di lungimiranza dei partiti e di alcuni loro esponenti che hanno presentato questa iniziativa di legge. Si ignorano del tutto, in tal modo, la volontà e le richieste dei cittadini e delle cittadine omosessuali di questo Paese che in maniera limpida sono state espresse anche in occasione dell'ultimo Pride svoltosi a Bologna.
Auspichiamo che si sviluppi al più presto un grande movimento comune e collettivo da parte delle persone lesbiche e gay, delle associazioni LGBTI e della società civile tutta, affinché si possa presentare al Parlamento una iniziativa di legge popolare sul matrimonio egualitario.

Intanto, noi non firmeremo questa iniziativa di legge e suggeriremo a chi ce lo chiede di non firmare.

Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford