Straordinario successo di ‘Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+’: con la sentenza n. 68/2025 pubblicata oggi e qui scaricabile la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di riconoscere, come figli di due madri e non solo della donna partoriente, i bambini nati in Italia e concepiti all’estero da due donne tramite fecondazione eterologa.
Addio, quindi, da oggi, per tutte le coppie di donne, alle adozioni in casi particolari.
Nel marzo 2021 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 32, aveva invitato il Parlamento a intervenire con urgenza, al fine di colmare la lacuna normativa.
Oggi, dopo oltre quattro anni di assoluto e imbarazzante silenzio legislativo, la svolta della Consulta: l’identità personale e familiare dei figli di due madri, con tutti i diritti che ne conseguono, non può più essere compromessa.
Dal 2018 alcuni Sindaci avevano iniziato a formare atti di nascita indicando sia la donna partoriente, sia la compagna (‘madre intenzionale’) che aveva espresso all’estero il consenso alla procreazione medicalmente assistita.
Nel 2023, però, alcune Procure, tra cui quelle di Lucca e di Padova, avevano chiesto ai vari Tribunali di volta in volta competenti di cancellare il nominativo della madre intenzionale dagli atti di nascita di molti bambini, reputando che quest’ultima potesse soltanto adottare (con la c.d. ‘stepchild adoption’) il bambino concepito all’estero anche grazie al suo consenso, senza però poterlo riconoscerlo direttamente alla nascita.
Nell’assumere la difesa di tante coppie di madri colpite dai ricorsi delle Procure l’associazione di avvocate e avvocati esperti in materia di diritti LGBTI+ “Rete Lenford” ha costituito uno specifico team di lavoro e ha avviato la campagna nazionale “Affermazione Costituzionale”, patrocinando decine di udienze e chiedendo ai vari Tribunali di rimettere la questione alla Corte costituzionale, tra cui quello di Lucca che ha sollevato la questione.
Il presidente di Rete Lenford avv. Vincenzo Miri, difensore della coppia di madri dinanzi al Tribunale di Lucca e poi davanti alla Corte costituzionale, commenta: «Si tratta di una sentenza storica, ottenuta dopo anni di battaglie giudiziarie in tutta Italia e volte a superare l’indirizzo della Cassazione. Dal 2020, infatti, la Corte di cassazione ha sempre individuato nell’adozione l’unico strumento a disposizione della madre intenzionale per tutelare i propri figli e le proprie figlie, ma non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato a denunciare in ogni sede i gravissimi limiti della c.d. stepchild adoption. Dopo un lunghissimo percorso giudiziario, che ha attraversato tantissimi tribunali italiani, è intervenuta la Corte costituzionale, con una decisione efficace per tutte le famiglie italiane con due mamme. Esprimo un grandissimo ringraziamento a tutto il team di lavoro di Rete Lenford e all’associazione EDGE, che ha subito supportato la campagna “Affermazione costituzionale”, che oggi ha raggiunto il suo obiettivo. Rete Lenford ha anche depositato nel giudizio davanti alla Corte costituzionale un atto di Amicus Curiae, fiduciosa che fosse restituita uguaglianza a tutte le famiglie e fosse eliminata una situazione giurisprudenziale di intollerabile caos, che angosciava troppe famiglie, colpevoli soltanto di essere tali. Pubblicheremo presta una nota di approfondimento della sentenza, ma intanto possiamo affermare, con immensa soddisfazione, che finalmente i bambini non possono più subire gli effetti di posizione politiche ideologiche e discriminatorie».
Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+
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