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Seggi elettorali con file maschili e femminili: Rete Lenford segnala al Garante Privacy l’illegittimità del coming out forzato per le persone trans

17 Maggio 2024

In occasione della giornata mondiale contro l’omolesbobitransfobia che si celebra oggi 17 maggio, Rete Lenford ha inviato una segnalazione al Garante Privacy, denunciando l’esistenza di gravi violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali durante le procedure amministrative preliminari all’esercizio del diritto di voto.

La segnalazione, in particolare, riguarda la diffusa prassi della creazione di file separate per uomini e donne all’interno dei seggi elettorali, al fine di identificare in due appositi “registri” le persone effettivamente votanti tra quelle indicate nelle “liste elettorali, contenenti i nominativi delle persone ammesse al voto.

Questa prassi è illegittima, perché costringe le persone transgender – per il solo fatto di disporsi in fila – a dover comunicare a chi è presente il sesso risultante all’anagrafe difforme dalla propria identità di genere.

Questa forzata divulgazione di dati personali non è necessaria ed è gravissima, perché si realizza a danno di persone interessate a mantenere massimamente riservate determinate categorie di dati personali, viste le conseguenze che la loro pubblicazione comporta spesso per le loro vite in termini non solo di privacy ma, purtroppo, anche di sicurezza personale. E così, assai spesso, la suddivisione in file distinte per genere compromette il pieno e libero esercizio del diritto-dovere di voto delle persone transgender, le quali, avvertendo un forte disagio nel dover attendere la chiamata alle urne nella fila corrispondente al sesso anagrafico assegnato dalla nascita e non riconosciuto come proprio, per questa esclusiva ragione rinunciano all’esercizio del diritto di voto costituzionalmente tutelato.

Rete Lenford, perciò, si è rivolta al Garante della Privacy, segnalando che la previsione di file organizzate per genere non è prevista da alcuna norma, dal momento che la legge 1058/1947 stabilisce la distinzione “per uomini e donne” soltanto con riferimento alle “liste elettorali”, e denunciando la violazione dei principi di finalità del trattamento, di minimizzazione, di integrità e riservatezza.

Conseguentemente, l’Associazione ha rilevato che la prassi di creare – anche in conformità alle “Istruzioni” del Ministero dell’Interno pubblicate in occasione di ogni tornata elettorale – due “registri” distinti, uno per gli elettori e l’altro per le elettrici, non trova fondamento in alcuna disposizione di legge e deve essere abbandonata.

I registri volti a identificare le persone votanti, infatti, possono essere organizzati in ordine alfabetico per cognome ed eventualmente, ove necessario per facilitare la gestione dei flussi, si possono formare due file di votanti, sulla base dello stesso criterio dell’ordine alfabetico (ad esempio, dalla lettera A alla lettera M, dalla lettera N alla lettera Z).

Anche la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 9428/2024, del resto, ha precisato che lo svolgimento delle operazioni elettorali “ben potrebbe essere diversamente organizzato” e che nessuna norma prevede “in alcun modo una ostensione o distinzione, fisica o visibile, degli elettori in base al genere risultante dalle liste elettorali”.

Vista la imminenza delle elezioni europee e amministrative, Rete Lenford ha, quindi, formalmente domandato all’Autorità di intervenire anche tramite provvedimenti d’urgenza rivolti al Ministero dell’Interno e ai Comuni, affinché siano fornite opportune indicazioni sulla tenuta dei registri soltanto per ordine alfabetico, con la conseguente abolizione delle file divise per genere.

Il presidente di Rete Lenford avv. Vincenzo Miri confida nella positiva valutazione della segnalazione da parte del Garante e ringrazia l’associata avv. Giulia Sala per aver lavorato alla segnalazione al Garante e per aver coordinato il team di lavoro composto anche dagli avv.ti Roberto Brigoni e Fabrizio Tommasi.

La segnalazione è scaricabile qui