Fonte: repubblica.it del 24 agosto 2009
Gay aggrediti a Roma arrestato l’accoltellatore
ROMA – E’ finita la libertà per il quarantenne che nei giorni scorsi ha aggredito due giovani omosessuali all’uscita del Gay Village a Roma. Il pregiudicato, soprannominato Svastichella, identificato subito dopo l’aggressione, era stato semplicemente denunciato a piede libero per tentato omicidio.
La decisone aveva suscitato aspre critiche, sollevate per primo dal sindaco di Roma Gianni Alemanno che aveva parlato di decisione "inopportuna". Ieri, la Procura aveva fatto marcia indietro e aveva chiesto l’arresto dell’aggressore. Richiesta oggi accolta dal giudice per le indagini preliminari. L’uomo è stato arrestato nella sua abitazione alla periferia di Roma e portato in carcere.
Fonte: repubblica.it del 23 agosto 2009
E’ ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Eugenio Dino, il giovane aggredito a coltellate ieri sera, assieme al suo compagno Giuseppe, all’uscita dal Gay Village. Intanto il testimone che ha permesso l’identificazione dell’aggressore teme per la sua incolumità: "Adesso che quell’aggressore è ancora fuori – ha detto – ho paura per la mia vita. Lui conosce il mio volto, mi ha visto da vicino, subito dopo aver accoltellato la vittima. E’ assurdo che un individuo del genere sia ancora libero".
La persona che ha ferito i due – l’uno con un coltello, l’altro con una bottiglia in testa – è infatti a piede libero. Il sostituto procuratore Giovanni Ferrara ha semplicemente applicato la legge, che prevede – appunto – che un aggressore può essere arrestato solo in flagranza di reato.
"Vorrei andare via dall’Italia. Quello che è successo è assurdo, quando mi sono trovato il coltello conficcato ho pensato di morire", ha detto l’aggredito, un giovane marchigiano, che lavora nella capitale e che oggi ha chiamato i genitori per informarli di quanto accaduto. Accanto a lui, il compagno, anche lui aggredito, che lavora in Spagna e che avrebbe deciso di voler "restituire simbolicamente il passaporto italiano".
Ieri sera, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, a proposito del mancato arresto dell’aggressore dei due giovani aggrediti aveva definito "inaccettabile" che un accoltellatore venisse soltanto denunciato a piede libero "per un mero cavillo procedurale".
Immediata è stata la replica della Procura: "Quello che è stato definito cavillo procedurale – spiega il procuratore della Repubblica – in realtà è la mancata flagranza di reato. La legge, in questo caso, impone soltanto la denuncia. Naturalmente la vicenda è molto grave e prenderemo tutti gli opportuni provvedimenti del caso".
Nelle prossime ore, secondo quanto si è appreso, la Procura potrebbe emettere un decreto di fermo nei confronti dell’ aggressore dei due ragazzi, provvedimento che sarà valutato dal gip. Secondo il Codice l’arresto è consentito in flagranza di reato o in un momento immediatamente successivo a quello di una notizia di reato. L’accoltellatore era stato individuato e rintracciato diverse ore dopo il fatto.
Nel frattempo, una manifestazione di protesta – "una grande marcia a Roma, per i diritti e la dignità delle persone" – è stata promossa nei prossimi giorni a tutte le associazioni del movimento italiano omosessuale. L’11 ottobre, a Washington, si terrà la tradizionale giornata del Coming Out che quest’anno sarà il punto d’arrivo della marcia lanciata da Cleve Jones, attivista gay, che ha lavorato al fianco di Harvey Milk.
"Anche noi, come i gay americani, pretendiamo che il Parlamento faccia giustizia sull’uguaglianza dei diritti e per il matrimonio civile per le persone lgbt", si legge in un comunicato. "Siamo certi che tutte le persone realmente democratiche avvertano la gravità dell’ondata di odio e di violenza che si è abbattuta sul nostro Paese".