Prosegue la contesa sul riconoscimento del diritto al matrimonio per le coppie formate da persone dello stesso sesso in Italia.
E’ stata oggi depositata alla Corte costituzionale una memoria da parte della coppia di Venezia che aveva chiesto al Comune le pubblicazioni di matrimonio. Di fronte al rifiuto dell’uffciale dello stato civile, loro avevano fatto ricorso al tribunale del capoluogo veneto. Il quale a sua volta ha rimesso la questione alla Corte costituzionale, della quale si attende ora la sentenza.
"Realizzarsi pienamente come persona – si legge nel documento – significa poter vivere fino in fondo il proprio orientamento sessuale, scegliendo come partner di vita, all`interno di una relazione giuridica qualificata, qual è il matrimonio, una persona del proprio sesso. Solo così si potrebbe garantire l`effettivo godimento in ambito famigliare per le persone omosessuali del diritto a realizzarsi come persona".
"Così come abbiamo imparato – prosegue il testo curato da un collegio di avvocati – anche grazie alle sentenze della Corte costituzionale italiana e delle più alte Corti straniere, che un uomo non è superiore a una donna, una persona di colore non è inferiore a una persona bianca, un cristiano non è migliore di un ebreo, è arrivato il momento di affermare che una persona omosessuale non merita una dignità inferiore, sul piano giuridico, rispetto a una persona eterosessuale anche quando decide di contrarre matrimonio".
La mossa giuridica rientra all’interno della campagna ‘Affermazione civile’, promossa in tutta Italia dall`associazione radicale Certi diritti, in collaborazione con l`Associazione Avvocatura per i diritti Lgbt-Rete Lenford.