A dieci anni dalla sentenza n. 138/2010
15 Aprile 2020
Dopo l’udienza pubblica del 23 marzo, la
sentenza n. 138/2010 fu decisa il 14 aprile, depositata il 15 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 21.
A dieci anni di distanza,
abbiamo deciso di raccontare il percorso che ha portato la Corte costituzionale a esprimersi sul diritto, per una coppia formata da persone dello stesso sesso, di contrarre matrimonio. Abbiamo, cioè, chiesto ad alcuni fra gli attori principali di quel percorso di illustrarci le tappe e i passi compiuti per quella che stata definita, in più ambiti e a più riprese, una decisione storica per l’Italia.
Antonio Rotelli ci ha raccontato l’esperienza di Affermazione Civile, la campagna condotta anche dalla nostra associazione, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, e dall’associazione radicale Certi Diritti. Nata nel 2007, Affermazione Civile «chiedeva alle coppie che volevano sposarsi – ci ha precisato Rotelli – di avanzare richiesta di pubblicazioni matrimoniali ai comuni e, a seguito del rifiuto ricevuto, di fare causa allo stato».
Poi,
Francesco Bilotta ci ha raccontato, il Tribunale di Venezia emise un’ordinanza di remissione alla Corte costituzionale il 3 aprile 2009. Nell’ordinanza, si chiedeva «se fosse compatibile con la Costituzione escludere dal matrimonio le coppie dello stesso sesso» e aggiunse che «la libertà di sposarsi e di scegliere il coniuge riguarda la sfera dell’autonomia e dell’individualità».
Il caso portato davanti al Tribunale di Venezia e, dopo, anche alla Corte costituzionale era quello di
Sergio Gallozzi e Galliano Mariani, i quali ci hanno, generosamente, fatto partecipi dei loro ricordi e delle loro riflessioni. La sentenza n. 138/2010, ci hanno detto Gallozzi e Mariani, fu certamente storica e interessante, ma per loro, purtroppo, «il senso era che il matrimonio non s’ha da fare». Hanno quindi deciso di sposarsi in Spagna senza torta nunziale: un simbolo negato che contiene in sé l’intera battaglia per l’uguaglianza nell’accesso ai diritti. Ancora oggi, attendono il giorno in cui potranno essere marito e marito per la legge italiana.
Roberto Bin, infine, ci ha raccontato il contenuto della sentenza n. 138/2010. Ci ha detto che «estendere la disciplina del matrimonio alle coppie omosessuali è un’operazione che va oltre quello che è il compito di un qualsiasi giudice». E che, tuttavia, nella sentenza c’è «un invito, un po’ criptato, al legislatore a provvedere, a regolare i rapporti» tra due persone dello stesso sesso. L’invito verrà, come noto e ribadito da Bin, raccolto dal Parlamento nel 2016 con legge sulle unioni civili e le convivenze.
I quattro video di Rotelli, Bilotta, Gallozzi e Mariani, Bin ci hanno permesso di raccontare un pezzo di storia e, per questo, ringraziamo la generosità degli intervenuti. Dal 18 aprile, invece, vorremmo proporre alcuni nuovi video di analisi e di contesto su quello che è accaduto dopo la sentenza n. 138/2010: quali interrogativi ha sollevato? Quale dibattito è possibile oggi? Si può ancora inquadrare il diritto al matrimonio per coppie dello stesso sesso in Italia? Se sì, secondo quali linee di ragionamento?