Bercy ha riconosciuto la validità del matrimonio di una coppia di uomini neerlandesi insediatasi in Francia e che avevano contratto la loro unione nei Paesi Bassi, così permettendo loro di essere oggetto di un’imposizione comune, secondo quanto annunciato venerdì dall’avvocato dei due uomini.
PeterJan e Aad, sposati nei Paesi Bassi dove il matrimonio omosessuale è legale, vivono in Francia da molti anni, gestiscono un rifugio nel Gers e pagano le loro imposte in Francia. In sostanza volevano fare una dichiarazione dei redditi congiunta, ciò che era loro sistematicamente rifiutato in Francia, secondo il loro difensore. «È da un anno e mezzo che avevo fatto ricorso al servizio giuridico e alla direzione della legislazione fiscale: questi due servizi erano tenuti a rispondere», ha raccontato l’avvocato Leclerc.
Una decisione amministrativa dell’11 luglio 2008 emanata dalla Direzione generale delle finanze pubbliche del Ministero del bilancio riconosce la legalità del loro matrimonio «e soprattutto le conseguenze fiscali d’un matrimonio contratto da due persone dello stesso sesso nella misura in cui esso è legale: esso determina le stesse conseguenze giuridiche che quello di due coniugi francesi», ha precisato.
«Questa decisione è una piccola vittoria per un grande avvenire», ha aggiunto, affermando che si tratta del primo caso in Francia. «La loro battaglia è non tanto per i risparmi economici, quanto una questione di principio», aggiunge l’avvocato, sottolineando che «ciò apre una breccia per le questioni importanti collegate alle successioni».
L.S. (lefigaro.fr) con Agence France Presse