{"id":827,"date":"2013-06-27T18:33:41","date_gmt":"2013-06-27T16:33:41","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/nuovosito\/2013\/06\/27\/904-260-palermo-pride-il-diritto-che-cerca-i-diritti\/"},"modified":"2019-04-23T19:26:21","modified_gmt":"2019-04-23T17:26:21","slug":"904-260-palermo-pride-il-diritto-che-cerca-i-diritti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=827","title":{"rendered":"Palermo pride. Il diritto che cerca i diritti"},"content":{"rendered":"<p>Una citt\u00e0 bollente, semideserta, mi accoglie nelle ore pi\u00f9 calde del giorno pi\u00f9 lungo dell\u2019anno, 21 giugno, solstizio d\u2019estate.<\/p>\n<p>Tutto tace, ma dai vicoletti e dai palazzoni della capitale siciliana sembra pregustarsi un\u2019eco affollata. In questo silenzio si scorge tutto il peso della citt\u00e0 dai \u00a030 musei, dai 14 teatri, dalle 10 universit\u00e0 e dal milione di abitanti, candidata a capitale europea della cultura nel 2019. La citt\u00e0 che quest\u2019anno ha accolto la massima manifestazione dell\u2019orgoglio gay nazionale, il Pride 2013, il mio primo pride, proprio nel luogo del miracolo intellettuale:<strong> i Cantieri Culturali alla Zisa<\/strong>, un complesso di capannoni industriali dismessi e \u00a0convertiti in un mosaico formativo (sede del <em>Goethe Institut, dell\u2019Institut fran\u00e7ais<\/em>, del centro Cinematografico, della Biblioteca e Centro Studi Gramsci, e tanto altro (1) ).<\/p>\n<p>\u201cI siciliani vanno condotti per mano &#8211; mi confessa un nativo palermitano &#8211; per loro indole sono inclini ad accettare la realt\u00e0, ci\u00f2 che \u2018c\u2019\u00e8\u2019, quindi soprattutto le diversit\u00e0. Ecco perch\u00e9 il Pride nazionale a Palermo sar\u00e0 fondamentale per l\u2019integrazione\u201d. Un messaggio perfettamente in linea con lo slogan della campagna antibullismo del 2008 di Stonewall dedicato alle scuole britanniche <em>\u201cSome people are gay. Get over it!<\/em>\u201d e importato, tradotto, dall\u2019Arcigay: la diversit\u00e0 di orientamento sessuale \u00e8 un fatto. Non si pu\u00f2 far altro che accettarlo.<\/p>\n<p>Europa<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso sia stata proprio l\u2019Inghilterra a proporre un tale slogan, che sembra attecchire cos\u00ec bene in terra sicula. Due isole, lontane, ma \u201ccontigue\u201d, abituate alla diversit\u00e0 culturale, ad un tessuto sociale frastagliato, terre di scambi e di confronto tra mondi opposti.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Inghilterra<\/strong> empirica, in cui la realt\u00e0 precede il rimedio e \u201cil rimedio precede il diritto\u201d, una nazione in cui il pragmatismo individualista ha portato la <strong>Baronessa Hale<\/strong>, unica donna della storia alla Suprema Corte britannica, ad accettare la genitorialit\u00e0 delle coppie omosessuali in base al<strong> supremo interesse del minore<\/strong>. Ce lo spiega Marica Moscati, docente presso la<em> School of Oriental and African Studies<\/em> di Londra, durante il convegno \u201cI diritti umani delle persone LGBTI \u201d(2), organizzato da \u201c<strong>Rete Lenford &#8211; Avvocatura per i diritti Lgbti<\/strong>\u201d ,(3) sotto la guida del Presidente Antonio Rotelli e del Prof. Francesco Bilotta, con la collaborazione di<em> Amnesty International.<\/em><\/p>\n<p>\u201cTra i fattori dell\u2019apertura britannica e dell\u2019attaccamento alla realt\u00e0 fattuale, sicuramente ha rilevato una sorta di autocoscienza della <em>House of Lords<\/em> di non essere pi\u00f9 rappresentativa della complessa societ\u00e0 contemporanea\u201d, costituita com\u2019\u00e8, la Corte, solo da agiati, maschi, bianchi, di mezza et\u00e0, \u201ce dunque non pi\u00f9 custode della moralit\u00e0 pubblica e dei costumi sociali\u201d. E poi altri motori: l\u2019affrancamento dal puritanesimo vittoriano, la forte presenza di avvocatesse per i diritti umani alla<em> House of Lords<\/em>, una chiesa anglicana abituata a non aver pi\u00f9 il monopolio morale del regno, l\u2019aumento di famiglie transnazionali e lo sviluppo di alternative sociali al matrimonio alla base delle cellule familiari.<\/p>\n<p>Nessuna filosofia di \u201c<strong>naturalit\u00e0\u201d sessuale<\/strong>, dunque ha spinto la giurisprudenza inglese nel suo progredire.<\/p>\n<p>Tuttavia, la \u201cnaturalit\u00e0\u201d del diritto di famiglia \u00e8 stata sempre un paradigma di ogni societ\u00e0, al punto che anche in luoghi giuridicamente ibridi (India, Giappone, Africa) lo \u201cstatuto della personalit\u00e0\u201d si \u00e8 lasciato alle culture e tradizioni locali.<\/p>\n<p>Quella naturalit\u00e0 che oggi ambienti elevati della Chiesa Cattolica tentano di restaurare in virt\u00f9 di una \u201cbonifica culturale per discernere l\u2019alfabeto dell\u2019umano\u201d (A.Bagnasco) e ritrovare l\u2019<strong>\u201cecologia dell\u2019umano\u201d<\/strong> (J.Ratzinger). Si arriva cos\u00ec alla teoria<em>straight<\/em>, per cui la differenza dei sessi fonda l\u2019ordine del pensiero e la famiglia \u00e8 costretta in una concezione macellare della fecondazione. \u201cE vi si contrappone il finto pensiero <em>\u201cgender\u201d<\/em> , una caricatura disegnata intorno ad un intero campo di studi per ridicolizzare ed attaccare meglio i movimenti che si battono per l\u2019eguaglianza\u201d ci tiene a sottolineare \u00a0nel suo intervento Sara Garbagnoli, dottoranda presso l&#8217;<em>\u00c9cole des hautes \u00e9tudes en sciences sociales<\/em> di Parigi.<\/p>\n<p>Nel frattempo, ci si professa non omofobi, per poter continuare meglio le discriminazioni.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec che avviene in Russia, parola di<strong> Anthony Kuzmin<\/strong>, classe 1986, ingegnere biomedico di S.Pietroburgo, attivista gay. Un paese in cui si urla che l\u2019\u201comofobia non esiste\u201d, ma poi viene approvata una legge che considera reato fare propaganda per i diritti gay.<\/p>\n<p>Tuttavia, in questi anni le istanze lgbt stanno imponendo, per quanto a fatica, un forte <strong>\u201cmutamento di paradigma\u201d(4)<\/strong> , una rivoluzione del pensiero. Una rivoluzione che tocca l\u2019integrit\u00e0 mentale delle persone e porta ad una \u201ctorsione del diritto\u201d: la sovversione della cosmologia della famiglia cattolica.<\/p>\n<p>La <strong>\u201crivoluzione normale\u201d<\/strong>, come Gay.it battezz\u00f2 la sua campagna anti-omofobia. Una \u201crivoluzione gentile\u201d come svela il sottotitolo dell\u2019autobiografia di<strong> Franco Grillini (5)<\/strong>\u00a0 regalatami la sera a tavola dall\u2019autore in persona. Una rivoluzione che avviene lentamente, come affermano i magistrati <strong>Marco Gattuso e Anna Canepa<\/strong>, segretaria nazionale di Magistratura Democratica.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 emblematico ragionare di rivoluzioni nella terra che di rivoluzioni ne ha vissute ben 4 dagli antichi Vespri siciliani fino ai moti del 1848, con recenti rigurgiti di \u201cforconi\u201d.<\/p>\n<p>Notevole, invece, come anche stavolta, in Inghilterra non si possa parlare di rivoluzioni. La terra che \u00e8 sfuggita ai moti rivoluzionari dell\u2019era moderna, anche nel 2013 \u201capre\u201d al matrimonio omosessuale inneggiando proprio alla conservazione. \u201cSono convervatore e in quanto tale conservo le tradizioni dell\u2019occidente, tra cui l\u2019uguaglianza &#8211; ha affermato orgoglioso il premier Cameron -. Per me essere conservatore vuol dire anche riconoscere il matrimonio gay\u201d (6). \u00a0Sembra ascoltare<strong>Zapatero<\/strong> che afferm\u00f2 di non poter accettare \u201ccompromessi\u201d sull\u2019uguaglianza formale: l\u2019uguaglianza o c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8. Se si un po\u2019 meno uguali, si \u00e8 diseguali, in un gioco aritmetico senza sconti.<\/p>\n<p>In <strong>Francia<\/strong>, invece, la terra che le rivoluzioni le ha inventate, il matrimonio gay \u00e8 stato un vero e proprio movimento dal basso. Non patrimonio ideologico del<em> Parti Socialiste<\/em> di Hollande, ma lotta quotidiana dell\u2019esiguo gruppo dei Verdi, che gi\u00e0 nel 2004 nel piccolo comune di B\u00e8gles \u201ccelebr\u00f2\u201d il primo matrimonio gay. Fino ad arrivare, 9 anni dopo, al \u201c<em>Mariage pour tous<\/em>\u201d (7), fortemente voluto dal Ministro della Giustizia, <strong>Christiane Taubira<\/strong>, che non a caso ha voluto essere virtualmente presente al convegno di Palermo con un suo messaggio ufficiale a Rete Lenford.<\/p>\n<p>Italia<\/p>\n<p>In Italia, invece, la situazione \u00e8 nota. Un\u2019Italia che le r<br \/>\nivoluzioni le ha salutate, ma mai concluse, un\u2019Italia in cui (a differenza del resto del mondo) l\u2019assenza di leggi che criminalizzassero l\u2019omosessualit\u00e0 ha reso pi\u00f9 difficile una battaglia \u201cin positivo\u201d sul tema. Lo spiega<strong> Sergio Lo Giudice,<\/strong> senatore del PD e grande attivista gay, intervenuto al convegno. \u201cIn Italia tutto rimaneva nell\u2019ombra, nel privato e dunque pi\u00f9 difficile da sdoganare\u201d: l\u2019omosessualit\u00e0 non \u00e8 mai esistita (per il legislatore).<\/p>\n<p>D\u2019altro canto il matrimonio ha vissuto le sorti di un contratto. Non un contratto tra privati, come nella tradizione francese, inglese (con uno stato minimo) e tedesca (col dogma della volont\u00e0). Ma una contrattualizzazione della famiglia in cui \u00e8 necessario il \u201cconsenso\u201d dell\u2019altro contraente, che sia lo Stato, la Chiesa, l\u2019autorit\u00e0 imposta, la morale. La famiglia \u00e8 costruita su un\u2019entit\u00e0 polimorfa, sacra e al tempo stesso<strong> patriarcale e proprietaria<\/strong>, gelosa della trasmissione della ricchezza e del potere. Cellula di mediazione per lo stato sociale.<\/p>\n<p>Su un fronte diverso, la nostra<strong> legge anti discriminazione (8)<\/strong> \u00a0\u00e8 in s\u00e9 discriminatoria, ci tiene a sottolineare Giusy D\u2019Alconzo, direttrice dell\u2019Ufficio Campagne e ricerca di Amnesty International Italia: recintare le discriminazioni in un numero chiuso, in cui si considera l\u2019odio razziale ma non quello omofobico \u00e8 qualcosa di indecente.<\/p>\n<p>Tuttavia, il cammino per il riconoscimento dei diritti alle persone omosessuali \u00e8 iniziato su pi\u00f9 fronti. Innanzitutto a livello giurisprudenziale, forte dell\u2019art. 3, 2\u00b0 comma della Costituzione che impone a tutti (quindi anche ai giudici) di eliminare ostacoli (anche normativi e di costume) che impediscano lo sviluppo della persona umana (come appunto un trattamento discriminatorio in tema di famiglia). A ci\u00f2 si aggiunge la Carta dei Diritti Fondamentali dell\u2019Unione Europea e varie sentenze supreme, come la 138\/2010 della Corte Costituzionale che riconosce le famiglie omosessuali come \u201c<strong>formazioni social<\/strong>i\u201d o la sentenza 4184\/2012 della Cassazione per cui la diversit\u00e0 di sesso non \u00e8 pi\u00f9 un requisito necessario per la validit\u00e0 del matrimonio. <strong>\u201cServe una giurisprudenza creativa\u201d<\/strong> e quanto pi\u00f9 persuasiva, rimarca <strong>Francesco Bilotta<\/strong>, accademico da anni punto di riferimento italiano su questi temi.<\/p>\n<p>Il materiale, del resto, non manca. Nel 1990, infatti, l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 stata rimossa dall\u2019elenco delle patologie psichiatriche dell<strong>\u2019OMS<\/strong>, da questo momento si pu\u00f2 tecnicamente considerare l\u2019omosessualit\u00e0 come una qualsiasi variabile della persona, come il colore dei capelli. 20 anni dopo, la giurisprudenza ha riconosciuto il matrimonio come diritto fondamentale. (9) \u00a0\u00c8 cos\u00ec che si viene a creare il paradosso per cui \u00e8 negato un diritto fondamentale (in nome della Costituzione!) alle persone, diciamo cos\u00ec, che hanno i capelli di un certo colore. Ci riflette Marco Gattuso, magistrato bolognese, il patron di un piccolo miracolo giuridico: il portale<a href=\"http:\/\/%20www.articolo29.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> www.articolo29.it<\/a>. Il sito nasce a fondazione di una sfida culturale e giuridica: un <strong>Codice LGBTI<\/strong>, che superando la concezione storica del \u201ccodice\u201d, unisce giurisprudenza, legislazione e dottrina verso un corpus di diritti delle persone omosessuali e per di pi\u00f9 online e in continuo aggiornamento.<\/p>\n<p>Sul piano della dottrina il cammino \u00e8 molto fitto. Ci si rammarica solo che i diritti gay siano materia di studio quasi esclusivamente di costituzionalisti, nella diffusa indifferenza degli studiosi di diritto privato.<\/p>\n<p>Sul fronte politico-legislativo, invece, l\u2019idea comune \u00e8 quella di una strumentalizzazione (in negativo o in positivo) da parte dei politici della questione omosessuale. Lo si dice a chiare lettere, \u00a0non senza una punta di ottimismo, proprio mentre senatori e deputati come<strong> Ivan Scalfarotto, Sergio Lo Giudice, Alessandro Zan, Michela Marzano<\/strong>, affollano le vie del Gay Village in quelle ore.<\/p>\n<p>E non \u00e8 un caso, infatti, che in Parlamento siano calendarizzate<strong> le proposte di legge<\/strong> sull\u2019aggravante d\u2019odio per omofobia e transfobia (firmata da 216 parlamentari, una delle proposte pi\u00f9 sottoscritte nella storia della Repubblica) e il matrimonio omosessuale (presentato da Pd e Pdl, i cui relatori hanno affermato che non serve revisione costituzionale per estendere il matrimonio alle coppie gay, ma basta un atto legislativo ordinario), i cui redattori sono proprio gli esperti di Rete Lenford &#8211; Avvocatura Lgbti.<\/p>\n<p>Fuori dall\u2019Europa<\/p>\n<p>Sogni tangibili o fragili illusioni, maggiormente se confrontati ad un contesto diverso, ad un\u2019altra tavola rotonda (nella seconda sessione del convegno, a tema \u201cLa marcia per l\u2019affermazione dei diritti delle persone Lgbti a livello internazionale: i casi di Russia, Uganda, Algeria, Francia e Italia\u201d), in cui tre tra i relatori presenti rischiano ogni giorno la <strong>propria libert\u00e0 personale<\/strong>.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 nel mondo si cammina in due direzioni opposte. Il tavolo degli studiosi europei, tra tanto sconforto non pu\u00f2 nascondere qualche vena d\u2019ottimismo, mentre il tavolo degli attivisti perseguitati sembra aver finito la forza di urlare, in una spirale al \u201c<strong>sempre peggio<\/strong>\u201d. Da un lato si scrutano sprazzi sorridenti di un cammino verso l\u2019uguaglianza, dall\u2019altro lato, invece, si chiede al pubblico di non fotografare \u201cla parte destra del tavolo\u201d, perch\u00e9 tra i relatori c\u2019\u00e8 un <strong>perseguitato politico<\/strong>.<\/p>\n<p>Ed ecco che Russia, Algeria e Uganda sono tre simboli di tre regioni culturali, l\u2019Asia, l\u2019Islam e l\u2019Africa.<\/p>\n<p>Una<strong> Russia<\/strong> in cui l\u2019esasperarsi dell\u2019integralismo religioso costringe all\u2019ignoranza riguardo ai diritti gay, al concetto di \u201corientamento sessuale\u201d e alla totale invisibilit\u00e0 del transessualismo. Fino ad arrivare al divieto di libert\u00e0 di identit\u00e0 sessuale tra i minori, con la gran pressione che viene fatta ai ragazzi nelle scuole in cui i \u201clobbisti della tradizione\u201d prendono il posto di psicologi ed insegnanti liberi.<\/p>\n<p>In <strong>Uganda<\/strong> la violenza omofoba \u00e8 spalleggiata da uno stato totalmente maschilista, in cui l\u2019integralismo religioso viaggia sul binario parallelo all\u2019ignoranza e al tab\u00f9 sessuale, corroborando la morte sociale, ancor prima che giuridica, dell\u2019omosessuale. Un paese in cui dichiararsi gay in televisione o davanti ad un\u2019autorit\u00e0 fa scattare l\u2019arresto, senza alcuna garanzia di legalit\u00e0. Ce lo spiega<strong> Kasha Jacqueline Nabagesera<\/strong>, fondatrice e direttrice esecutiva dell\u2019organizzazione per i diritti Lgbti Freedom and Roam Uganda. Voce tremula, emozionata. \u201c\u00c8 il mio ultimo convegno da presidente del mio gruppo\u201d dice. Poi un sospiro \u201crischio ogni giorno di essere arrestata, per questa mia battaglia\u201d.<\/p>\n<p>Forse anche peggiore \u00e8 la situazione dell<strong>\u2019Algeria<\/strong>, dopo che la primavera araba ha prodotto una rigida islamizzazione di tutto il Nord Africa, col risultato che i nuovi governi, per fare qualche concessione alle istanze integraliste, agiscono sulle leggi \u201ca costo zero\u201d, come appunto la criminalizzazione dell\u2019omosessualit\u00e0.<\/p>\n<p>Dagli <strong>1 ai 3 anni di carcere<\/strong>, questa la pena per l\u2019omosessualit\u00e0 in uno stato in cui l\u2019art. 2 \u00a0d<br \/>\nella Cost. recita fiero: \u201cL\u2019islam \u00e8 la religione di stato\u201d.\u00a0Nel frattempo giuristi e medici sono al tavolo per inasprire le pene e affrontare il grave problema del possibile \u201c<strong>contagio<\/strong>\u201d in carcere dell\u2019omosessualit\u00e0 ai detenuti etero. L\u2019epilogo \u00e8 stata la condanna a morte di due persone omosessuali <strong>\u201csposatesi su Facebook<\/strong>\u201d. Ai limiti della follia. Ne parla incredulo e \u00a0 spaventato, seppur fiero,<strong> Zoheir Djazeiri<\/strong>, Coordinatore nazionale dell\u2019associazione Lgbti algerina Abu Nawas e fondatore del Forum gay algerino Algay.<\/p>\n<p>Che sia un mondo a due velocit\u00e0 e in due direzioni opposte \u00e8 facilmente riscontrabile qualora i Paesi occidentali tentano di vincolare a moratorie anti-omofobia gli aiuti economici verso i paesi africani, vitali per la loro sopravvivenza economica. In un cocktail d<strong>i imperialismo culturale e universalismo dei diritti umani<\/strong>, la reazione \u00e8 delle peggiori: uccisioni e assalti ai concittadini gay, rei di essere causa di un possibile blocco dei prestiti occidentali; divieto per le associazioni di ricevere finanziamenti dall\u2019estero, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Mondi paralleli, ma a geometrie variabili, rivoluzioni concluse, iniziate, in contromano, conservazioni rivoluzionarie. \u201cSparuti e incostanti sprazzi di bellezza\u201d, mentre un pap\u00e0, col passeggino e la moglie accanto, cammina per le vie del gay village con un adesivo del Pride sul cuore. E sorride, in quel piccolo enclave di futuro, in un\u2019Italia che vive di passato.<\/p>\n<p>Gianclaudio MALGIERI<\/p>\n<p>Note<\/p>\n<p>(1) \u00a0http:\/\/www.cantierizisa.it<\/p>\n<p>(2) \u00a0LGBTI \u00e8 l\u2019acronimo utilizzato, anche \u00a0a livello internazionale, per \u201cLesbiche Gay Bisessuali Transessuali e Intersessuati\u201d.<\/p>\n<p>(3) \u00a0https:\/\/retelenford.it<\/p>\n<p>(4) Come teorizzato da Thomas S. Kuhn nella sua celebre opera The Structure of Scientific Revolutions, University of Chicago Press, 1962<\/p>\n<p>(5) \u00a0Ecce Omo, 25 anni di rivoluzione gentile, Milano, 2008<\/p>\n<p>(6) \u00a0<a href=\"http:\/\/www.huffingtonpost.co.uk\/2013\/05\/22\/david-cameron-gay-marriage_n_3317340.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.huffingtonpost.co.uk\/2013\/05\/22\/david-cameron-gay-marriage_n_3317340.html<\/a><\/p>\n<p>(7) Una legge, per\u00f2, che nella sua semplicit\u00e0 incorre in un problema giuridico: si estendono tutte le norme del Code civil \u00a0riferite alle coppie etero alle coppie omosessuali, con l\u2019evidente problema di lasciare tutta la legislazione speciale (es. Fecondazione eterologo) immutata e dunque ancora esclusiva per le coppie etero.<\/p>\n<p>(8) La c.d. Legge Mancino, Legge n. 205 del 25 giugno 1993.<\/p>\n<p>(9) Per un rapido resoconto, cfr.<a href=\"http:\/\/www.laclessidra.net\/%20http:\/www.litis.it\/2013\/06\/17\/la-corte-di-cassazione-alla-ricerca-dellattuazione-dei-diritti-fondamentali-di-mariabice-schiavi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> http:\/\/www.litis.it\/2013\/06\/17\/la-corte-di-cassazione-alla-ricerca-dellattuazione-dei-diritti-fondamentali-di-mariabice-schiavi\/<\/a><\/p>\n<p>fonte: laclessidra.net &#8211; pubblicato in data 27 giu 2013 da Gianclaudio Malgieri &#8211; <a href=\"http:\/\/www.laclessidra.net\/societa\/153-palermo-pride-il-diritto-che-cerca-i-diritti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una citt\u00e0 bollente, semideserta, mi accoglie nelle ore pi\u00f9 calde del giorno pi\u00f9 lungo dell\u2019anno, 21 giugno, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-827","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-lgbti-in-italia"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=827"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3152,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827\/revisions\/3152"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}