{"id":4759,"date":"2022-11-16T07:59:11","date_gmt":"2022-11-16T06:59:11","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/?p=4759"},"modified":"2022-11-16T09:52:39","modified_gmt":"2022-11-16T08:52:39","slug":"il-decreto-salvini-sulle-carte-didentita-e-illegittimo-e-va-disapplicato-il-tribunale-di-roma-dice-si-alla-dicitura-genitori-per-le-famiglie-arcobaleno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=4759","title":{"rendered":"IL \u2018DECRETO SALVINI\u2019 SULLE CARTE D\u2019IDENTIT\u00c0 \u00c8 ILLEGITTIMO E VA DISAPPLICATO: IL TRIBUNALE DI ROMA DICE S\u00cc ALLA DICITURA \u2018GENITORI\u2019 PER LE FAMIGLIE ARCOBALENO."},"content":{"rendered":"<p>Grande <strong>vittoria giudiziaria<\/strong> per le famiglie composte da due mamme o da due pap\u00e0.<\/p>\n<p>All\u2019esito di un giudizio avviato dalle associazioni <strong>Rete Lenford<\/strong> e <strong>Famiglie Arcobaleno<\/strong> il Tribunale di Roma ha dato ragione a una coppia di mamme, che, nella <strong>carta d\u2019identit\u00e0<\/strong> della propria bimba, rifiutava di vedere scritto la dicitura \u201c<em>Padre e madre<\/em>\u201d: il Ministero dell\u2019interno, infatti, \u00e8 stato condannato a emettere la carta di identit\u00e0 con la dicitura \u201c<em>Genitori<\/em>\u201d, che rappresenta correttamente tutte le famiglie.<\/p>\n<p>Il 31 gennaio 2019 <strong>l\u2019allora Ministro dell\u2019interno Matteo Salvini<\/strong>, attuale Ministro delle infrastrutture e vicepremier, aveva emanato un <strong>decreto<\/strong> con cui aveva modificato la dicitura da imprimere sulle carte di identit\u00e0 elettroniche rilasciate a persone minorenni: non pi\u00f9 \u201c<em>Genitori<\/em>\u201d nei campi contenenti i nominativi delle persone che esercitano la responsabilit\u00e0 genitoriale, ma \u201c<em>Padre e madre<\/em>\u201d, anche nei casi di famiglie composte da due mamme o da due pap\u00e0.<\/p>\n<p>Al fine di evidenziarne le gravi illegittimit\u00e0 e scongiurarne l\u2019emanazione, gi\u00e0 nella fase di discussione del decreto ministeriale Rete Lenford si era immediatamente attivata, costituendo uno specifico g<strong>ruppo di lavoro coordinato dal socio avv. Mario Di Carlo, presidente di EDGE, e dal socio avv. Tommaso Mauro<\/strong>, al quale partecipavano anche le avv.te Susanna Lollini e Federica Tempori (associate di Rete Lenford e componenti del Gruppo Legale di Famiglie Arcobaleno), l\u2019avv. Vincenzo Miri (oggi presidente di Rete Lenford), l\u2019avv. Antonio Rotelli (co-fondatore di Rete Lenford), l\u2019avv. Carlo Alberto Mario Corazzini e l\u2019ufficiale dello stato civile Luca Tavani. Anche \u2018<strong>CILD &#8211; Coalizione Italiana Libert\u00e0 e Diritti civili<\/strong>\u2019, di cui Rete Lenford fa parte, ha sempre supportato l\u2019attivit\u00e0 del gruppo di lavoro, tramite pubblicazioni dei risultati di studio e successive iniziative.<\/p>\n<p>L\u2019adozione del decreto, peraltro in aperto contrasto con i pareri resi dal Garante per la protezione dei dati personali e dalla Conferenza Stato-citt\u00e0, ha cos\u00ec volutamente attuato una grave discriminazione delle famiglie arcobaleno: migliaia di mamme e di pap\u00e0, gi\u00e0 legalmente tali in forza di legge o di intervenute sentenze di adozione, sono state costrette (e lo sono ancora oggi) a vedere il proprio nominativo femminile indicato sotto la dicitura \u201c<em>Padre<\/em>\u201d e, viceversa, il proprio nominativo maschile indicato sotto la dicitura \u201c<em>Madre<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno, pertanto, hanno impugnato il decreto dinanzi al <strong>T.A.R. Lazio<\/strong>, domandandone l\u2019annullamento per una pluralit\u00e0 di ragioni, ampiamente studiate e approfondite nel gruppo di lavoro.<\/p>\n<p>Con la sentenza n. 212 del 9 gennaio 2020, il T.A.R. ha negato la propria giurisdizione, rilevando per\u00f2 la seriet\u00e0 dei profili giuridici indicati dalle associazioni ricorrenti e affidando a ciascuna coppia di mamme o di pap\u00e0 l\u2019onere di domandare, volta per volta, al Tribunale territorialmente competente la disapplicazione del decreto, per ogni specifica vicenda giudiziaria, e la condanna del Ministero dell\u2019interno a rilasciare una carte d\u2019identit\u00e0 rispettosa della specifica composizione familiare.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, mentre nel 2020 il Governo e la Ministra dell\u2019interno Luciana Lamorgese rimanevano sorprendentemente silenti dinanzi agli appelli e alle posizioni espresse dalle associazioni e dal Garante Privacy, nel 2021 una coppia di mamme, assistita dall\u2019<strong>avv. Vincenzo Miri<\/strong> e dall\u2019<strong>avv. Federica Tempori<\/strong>, ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale di Roma, chiedendo la disapplicazione del decreto proprio sulla base degli studi svolti dal Gruppo di lavoro coordinato dagli <strong>avv.ti Di Carlo e Mauro<\/strong>.<\/p>\n<p>La causa, che ha visto la trattazione di molte e complesse questioni processuali, si \u00e8 conclusa positivamente per la coppia, con la ordinanza resa dal <strong>Giudice dott. Francesco Crisafulli della XVIII Sezione civile<\/strong>, che, essendo ormai decorsi i termini di legge ai sensi dell\u2019art. 702-<em>quater<\/em> c.p.c., risulta passata in giudicato.<\/p>\n<p>L\u2019ordinanza, ampiamente motivata, tra le altre statuizioni precisa: \u00abDiscutendosi, nella fattispecie, del rilascio della Carte d\u2019Identit\u00e0 Elettronica valida per l\u2019espatrio, la falsa rappresentazione del ruolo parentale di una delle due genitrici, in evidente contrasto con la sua identit\u00e0 sessuale e di genere, comporta conseguenze (almeno potenziali) rilevanti sia sul piano del rispetto dei diritti garantiti dalla <strong>Costituzione<\/strong>, sia sul piano della necessaria applicazione del <strong>diritto primario e derivato dell\u2019Unione europea<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Inoltre, riconoscendo di dover \u00abchiudere un ormai troppo lungo discorso su una questione la cui soluzione dovrebbe risultare di immediata percezione\u00bb, il Giudice ha aggiunto: \u00abla carta d\u2019identit\u00e0 \u00e8 un documento con valore certificativo, destinato a provare l\u2019identit\u00e0 personale del titolare, che deve rappresentare in modo esatto quanto risulta dagli atti dello stato civile di cui certifica il contenuto. Ora, un documento che, sulla base di un atto di nascita dal quale risulta che una minore \u00e8 figlia di una determinata donna ed \u00e8 stata adottata da un\u2019altra donna, indichi una delle due donne come \u201cpadre\u201d, contiene una r<strong>appresentazione alterata, e perci\u00f2 falsa<\/strong>, della realt\u00e0 ed integra gli estremi materiali del reato di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico (artt. 479 e 480 cod. penale)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Esattamente quel che Rete Lenford e Famiglie Arcobaleno avevano sempre affermato<\/strong>.<\/p>\n<p>Si attende, ora, un\u2019altra pronuncia, sempre del Tribunale di Roma, relativa a un caso del tutto analogo di due mamme, assistite dall\u2019<strong>avv. Mario Di Carlo<\/strong> e dall\u2019<strong>avv.ta Susanna Lollini<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>avv. Vincenzo Miri<\/strong>, presidente di Rete Lenford, dichiara: \u201cLa sentenza rappresenta un importante risultato, raggiunto dopo uno straordinario lavoro di squadra di professionisti e professioniste a cui esprimo la mia gratitudine. Purtroppo, il Governo non ha ancora annullato il decreto e, cos\u00ec, continua ancora oggi a o<strong>ffendere la dignit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 di tante famiglie<\/strong>, che volta per volta dovrebbero chiedere a un Tribunale di disapplicare il \u2018Decreto Salvini\u2019 per vedersi riconosciuti i propri diritti fondamentali. Reputiamo questo profondamente ingiusto sia per i tempi e sia per i costi della giustizia. Faremo, perci\u00f2, ogni sforzo affinch\u00e9 questo Governo annulli il decreto e garantisca per legge l\u2019eguaglianza e la pari dignit\u00e0 di tutte le famiglie. Le carte d\u2019identit\u00e0 registrano quel che per lo Stato \u00e8 una famiglia: negare anche nominalmente l\u2019esistenza di migliaia di famiglie, e mortificare le identit\u00e0 di persone minorenni, \u00e8 incostituzionale e anche inaccettabile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Alessia Crocini<\/strong>, presidente di Famiglie Arcobaleno, dichiara: \u201cQuesta sentenza ci dice che in Italia la persecuzione politica nei confronti delle Famiglie Arcobaleno \u00e8 semplicemente vergognosa e profondamente ideologica. Da una parte c\u2019\u00e8 la realt\u00e0 della vita: nel nostro paese vivono da almeno 30 anni migliaia di famiglie composte da due madri o da due padri, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 l\u2019<strong>ideologia di una certa parte politica che vorrebbe cancellare l\u2019esistenza e i diritti di queste famiglie e dei minorenni che in quelle famiglie nascono, crescono e vivono ogni giorno<\/strong>. Il giudice ha messo nero su bianco quello che gi\u00e0 sapevamo: le istituzioni devono tutelare i diritti dei pi\u00f9 deboli, in questo caso i minorenni, e non scrivere per legge su documenti ufficiali informazioni false e lesive della dignit\u00e0 delle persone. Chiediamo che il Decreto Salvini venga annullato perch\u00e9 bambini con due mamme o due pap\u00e0 hanno il diritto di veder riconosciuta la loro storia e la loro famiglia\u201d.<\/p>\n<p>Per consultare il testo dell\u2019<strong>ordinanza del Tribunale di Roma<\/strong>, clicca <u><a href=\"https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Ordinanza-Trib.-Roma.pdf\">qui<\/a><\/u><\/p>\n<p>Per l\u2019<strong><em>e-book <\/em>sul \u2018Decreto Salvini\u2019<\/strong> elaborato da \u2018CILD &#8211; Coalizione Italiana Libert\u00e0 e Diritti civili\u2019, di cui Rete Lenford fa parte e che ha sempre supportato l\u2019attivit\u00e0 del gruppo di lavoro, v.: https:\/\/cild.eu\/blog\/2020\/05\/13\/genitori-allanagrafe-e-discriminazioni-il-nostro-nuovo-e-book\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grande vittoria giudiziaria per le famiglie composte da due mamme o da due pap\u00e0. 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