{"id":451,"date":"2009-05-11T10:28:42","date_gmt":"2009-05-11T08:28:42","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/nuovosito\/2009\/05\/11\/494-161-il-matrimonio-gay-diritto-concessione-o-capriccio\/"},"modified":"2019-04-23T19:27:41","modified_gmt":"2019-04-23T17:27:41","slug":"494-161-il-matrimonio-gay-diritto-concessione-o-capriccio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=451","title":{"rendered":"Il Matrimonio \u201cgay\u201d: diritto, concessione o capriccio?"},"content":{"rendered":"<p>&lt; \/table&gt;<\/p>\n<table dir=\"ltr\" border=\"0\" width=\"624\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p align=\"justify\">Riflessioni di Fabio Regis, autore de <span style=\"color: #0000ff;\">L&#8217;amore Forte<\/span> (2008)<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p>Per una curiosa coincidenza, pochi giorni prima dell\u2019anniversario della liberazione dal fascismo, il Tribunale di Venezia ha accolto il ricorso di due cittadini che si sono visti rifiutare dal loro Comune le pubblicazioni di matrimonio per il solo fatto di essere una coppia dello stesso sesso.<br \/>\nIl tribunale ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimit\u00e0 costituzionale sugli articoli del codice civile, nella parte in cui, sistematicamente interpretati, non consentono che le persone di orientamento omosessuale possano contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso. Ora saranno i giudici costituzionali a dirimere la questione.<\/p>\n<p align=\"justify\">E non \u00e8 certamente la prima volta che una corte costituzionale viene investita di una decisione interpretativa di questo genere. Basti ricordare la sentenza Goodridge (2003) con la quale la Corte suprema del Massachussets ha dato l\u2019avvio al riconoscimento giurisprudenziale del diritto al matrimonio per le persone dello stesso sesso. In precedenza, tale riconoscimento era avvenuto per via legislativa (per la prima volta in Olanda nel 2001).<\/p>\n<p>L\u2019acceso dibattito su una concezione di matrimonio che sia veramente compatibile col rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali di tutti i cittadini arriva dunque anche in Italia, mettendo a confronto favorevoli e contrari su un terreno estremamente complesso, che tocca le questioni fondamentali del diritto, della teologia, dell\u2019antropologia e di numerose scienze umani e sociali.<\/p>\n<p>Chi si oppone al riconoscimento del matrimonio civile fra omosessuali ha spesso pochi e inconsistenti argomenti. Ma, altrettanto spesso, anche i favorevoli esprimono argomentazioni vaghe e poco convincenti. I giudici e i legislatori, laddove diano il riconoscimento, si ispirano per lo pi\u00f9 ai principi del liberalismo classico e formale.<br \/>\nTuttavia, la letteratura prodotta dai paladini del movimento di liberazione delle minoranze sessuali esprime molto spesso i punti di vista di un radicalismo di stampo rivoluzionario e nichilista.<\/p>\n<p>Il liberalismo formale spiega perch\u00e9 il riconoscimento deve essere dato, ma le implicazioni culturali e sociali di tale riconoscimento sono per lo pi\u00f9 lasciate al radicalismo. Pertanto, risulta particolarmente allettante per gli intellettuali cristiani conservatori denunciare intenti sovversivi nelle tesi dei radicali e convincere facilmente il pubblico di massa, non necessariamente cristiano ma tendenzialmente orientato al moderatismo e al conservatorismo, a rifiutare le proposte pi\u00f9 rivoluzionarie dell\u2019assetto sociale e culturale esistente.<\/p>\n<p>In questo contesto, le opinioni dissenzienti rispetto al paradigma conservatore dominante espresse dagli intellettuali di ispirazione cristiano-liberale erano fino a qualche tempo fa inesistenti. Ora stanno timidamente emergendo. Questi contributi hanno il pregio di faciltare il dialogo coi cristiani conservatori perch\u00e9 la comunanza di valori e visioni di fondo riduce le diffidenze reciproche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma hanno anche il pregio di valorizzare le intuizioni del liberalismo formale, perch\u00e9 ne colmano i vuoti e ne costituiscono riferimenti fondazionali su cui \u00e8 possibile ottenere un consenso sociale sufficientemente ampio. Ne siano esempio gli interventi di numerosi teologi sulla rivista Concilium 1\/2008 (\u00abLe omosessualit\u00e0\u00bb) e, in Italia, gli interventi di numerosi intellettuali sulla rivista dei gesuiti Aggiornamenti sociali 6\/2008 (\u00abRiconoscere le unioni omosessuali? Un contributo alla discussione\u00bb).<\/p>\n<p>In questo articolo, presento una serie di controargomentazioni alla rilevante critica cattolico-conservatrice al matrimonio &#8220;gay&#8221; pubblicata dal moralista cattolico David Crawford in un articolo sul numero 33\/2006 dell\u2019edizione americana della rivista Communio dal titolo: \u00ab<a href=\"http:\/\/inveglia.wordpress.com\/files\/2009\/04\/communio-33_italiano.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u><span style=\"color: #0000ff;\">Androginia liberale: il &#8220;matrimonio gay&#8221; e il significato della sessualit\u00e0 nel nostro tempo<\/span><\/u><\/a>\u00bb. Di seguito, in grassetto, gli estratti dell\u2019articolo di Crawford, commentati con controargomenti.<\/p>\n<p>&#8230;Qualsiasi cosa sia il nuovo diritto al matrimonio, esso non pu\u00f2 essere una mera estensione di uno stesso diritto gi\u00e0 esistente. Il modello liberale \u00e8 instabile perch\u00e8 contiene una contraddizione interna: chiede l\u2019assimilazione all\u2019esistente istituto del matrimonio civile, ma, allo stesso tempo, la sua antropologia di base sovverte radicalmente o svuota il significato di quell\u2019istituto.<\/p>\n<p>Crawford sostiene che sia contraddittoria la promessa di assimilare il riconoscimento delle coppie omosessuali nell\u2019istituto matrimoniale, tradizionalmente concepito per le coppie eterosessuali, senza cambiare la concezione di matrimonio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa tesi \u00e8 vera solo se si assume che la concezione tradizionale di matrimonio sia iscritta in qualche principio metafisico, immutabile, prepolitico, relativo al &#8220;diritto morale naturale&#8221; o relativo alla Creazione.<br \/>\nLa verit\u00e0 della tesi di Crawford ovviamente cadrebbe se fosse, in realt\u00e0, la nuova concezione ad essere pienamente coerente a quei principi. L\u2019assunto \u00e8 che nessuna delle due concezioni ha un consenso sufficiente per essere indubbiamente paradigmatica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sebbene la soluzione matrimonialista risulti essere, a parere di molti, quella ragionevolmente pi\u00f9 incline alla soddisfazione del principio di uguaglianza, sulla base dell\u2019attuale -non unanime- consenso appare sufficientemente ragionevole la soluzione dell\u2019istituto sostitutivo equivalente.<\/p>\n<p>In questo modo sarebbe soddisfatto in modo sostanziale il principio di uguaglianza, senza modificare la concezione tradizionale di matrimonio, che resterebbe riservata in via esclusiva, almeno temporaneamente, alle coppie eterosessuali.<\/p>\n<p>Per assicurare il pari riconoscimento della coppia dello stesso sesso, metafisicamente radicato nella tutela dell\u2019amore forte che \u00e8 tipico del matrimonio tradizionale, l\u2019istituto sostitutivo equivalente dovrebbe assumere, sul piano civile, la forma di partenariato prevista ad esempio dall\u2019ordinamento britannico.<\/p>\n<p>Sul piano religioso si potrebbe fare riferimento alla benedizione del covenant riconosciuto dalla diocesi anglicana di New Westminster (Canada). Il matrimonio tradizionale rimarrebbe un &#8220;privilegio&#8221; puramente formale delle coppie eterosessuali, per ragioni storico-culturali.<\/p>\n<p>Tale &#8220;privilegio&#8221; rimarrebbe in vita cos\u00ec come in Inghilterra sopravvivono l\u2019aristocrazia e la Corona, non per istituzionalizzare una violazione del principio di uguaglianza, ma per dar conto di una eredit\u00e0 storica e culturale che ha attraversato centinaia di anni e nella sua tradizionale concezione ha certamente contributo al bene comune, salvo eccezioni.<\/p>\n<p>La differenza tra matrimonio e partenariato sarebbe, dunque, metafisica: il primo sarebbe riservato all\u2019unione di un uomo e una donna finalizzata all\u2019ideale contesto procreativo utile alla costituzione di una famiglia tradizionale. Il secondo sarebbe aperto alle coppie, sia eterosessuali, sia omosessuali, che intendono fondare la loro unione sull\u2019impegno sentimentale e di soccorso reciproco, indipendentemente dal bene comune che intendono perseguire.<\/p>\n<p align=\"justify\">A queste condizioni, il partenariato appare inclusivo dello stesso matrimonio tradizionale. Se il part<br \/>\nenariato riconosce e protegge tutte le coppie che si amano, indipendentemente dal bene comune che perseguono, esso include certamente il bene comune riconosciuto e protetto dal matrimonio tradizionale, che consiste nella procreazione e nell\u2019educazione dei figli.<\/p>\n<p>Quindi cade la tesi di Crawford secondo cui la nuova concezione di matrimonio non si assimila in quella tradizionale. La nuova concezione sarebbe semplicemente pi\u00f9 inclusiva, senza togliere &#8220;metafisicamente&#8221; nulla alla concezione tradizionale, che diventerebbe una delle possibili varianti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui si pu\u00f2 ragionevolmente ritenere che il &#8220;partenariato&#8221; rappresenti una concezione certamente inclusiva ed equa di matrimonio, libera da qualsiasi privilegio, e, parimenti, si pu\u00f2 ragionevolmente ritenere che il &#8220;partenariato&#8221; come istituto sostitutivo equivalente sia sostanzialmente ridondante rispetto all\u2019istituto matrimoniale, laddove si applichi al matrimonio quella concezione inclusiva ed equa tipica appunto del partenariato.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong><br \/>\n&#8230; Come pu\u00f2 il liberalismo, sia nella versione &#8220;forte&#8221;, sia nella versione &#8220;debole&#8221;, riconoscere in modo coerente e istituzionalizzare una particolare teoria sul contenuto del matrimonio senza istituzionalizzare una particolare teoria del bene e del destino umano?<\/strong><\/p>\n<p>Il liberalismo nella versione &#8220;debole&#8221;, vale a dire il liberalismo puramente formale, non pu\u00f2, da solo, risolvere le grandi questioni etiche del nostro tempo, come il riconoscimento del diritto al matrimonio per le coppie dello stesso sesso. Opporre il solo principio di libert\u00e0 alle critiche dei contrari al riconoscimento \u00e8 una strategia debole, che si espone facilmente a critiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il liberalismo non \u00e8 neutrale rispetto alle grandi questioni etiche. La versione forte del liberalismo non si limita a definire l\u2019ampiezza dei diritti e delle libert\u00e0, ma riconduce questa definizione ad una etica ultima, che pu\u00f2 essere di matrice religiosa (generalmente cristiana) o laico-illuminista. Secondo Crawford, l\u2019etica ultima che punta a ridefinire la concezione di matrimonio affinch\u00e8 non sia pi\u00f9 riservato alle sole coppie eterosessuali \u00e8 l\u2019etica nichilista e radicale, ovvero, in fondo una non-etica. Secondo Crawford il liberalismo formale lascia al nichilismo radicale il compito di sostanziare o, meglio, di decostruire in modo sostanziale il matrimonio tradizionale, sovvertendone le fondamenta.<\/p>\n<p align=\"justify\">Crawford cita a questo proposito il pensiero dell\u2019intellettuale radicale lesbica Adrienne Rich, secondo cui il matrimonio \u00e8 uno stupro istituzionalizzato che permette all\u2019uomo di assoggettare la donna e renderla schiava e, per questo, va categoricamente rifiutato.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che, nella storia, il matrimonio \u00e8 stato per secoli un contratto tra uomini per disporre delle donne come di oggetti, il radicalismo della Rich tende ad ignorare l\u2019evoluzione moderna dell\u2019istituto matrimoniale, oggi concepito come espressione della libert\u00e0 e dell\u2019amore delle parti in causa. Per Crawford, il liberalismo formale lascia al radicalismo nichilista la definizione della concezione di matrimonio, determinandone cos\u00ec la fine.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 serve un\u2019altra versione forte del liberalismo da confrontare al conservatorismo. Una versione molto pi\u00f9 scomoda delle provocazioni di Adrienne Rich. Serve il liberalismo forte di matrice cristiano-liberale.<br \/>\nIl riconoscimento del diritto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso, per il liberalismo cristiano-liberale, attiene alla categoria del diritto naturale, categoria rifiutata dai radicali e a cui fanno usualmente riferimento proprio i cristiani-conservatori. A questo risultato, il cristianesimo-liberale arriva in virt\u00f9 di precise convinzioni religiose e metafisiche, non contro di esse. In questo si distingue dal liberalismo radicale di stampo nichilista.<\/p>\n<p><strong>&#8230; il liberalismo centra il suo sostegno al matrimonio gay sull\u2019idea di una equivalenza, seppur distinta, tra omosessualit\u00e0 e eterosessualit\u00e0. Concettualmente esse sono possibili alternative del desiderio umano. [\u2026] Comunque, sia che possiamo, sia che non possiamo qualificare moralmente queste alternative, rimane il fatto che il loro parallelismo implica una equivalenza di base.<br \/>\nCome suggerisce l\u2019argomentazione di Katz, l\u2019adozione di questo dualismo per comprendere la sessualit\u00e0 implica gi\u00e0 l\u2019accettazione di una comune fondazione delle due alternative \u2013 e quindi della sessualit\u00e0 stessa \u2013 su una etica centrata sul piacere [&#8230;] liberalismo e radicalismo tendono verso una convergenza, implicita ed esplicita manifestazione di una antropologia essenzialmente gay.<br \/>\nI radicali rendono esplicite le implicazioni antropologiche del modello liberale, implicazioni che rimangono sommerse nella discussione liberale dell\u2019uguaglianza formale e dei diritti. [&#8230;] tutte le relazioni, inclusa la relazione uomo-donna, sono ad un livello profondo &#8220;omo&#8221;-sessuali. Diventano tutte essenzialmente &#8220;gay&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Contrapporre l\u2019etica sessuale fondata sulla procreazione all\u2019etica sessuale fondata sul piacere \u00e8 fuorviante. L\u2019etica della relazione di coppia si basa su amore romantico, amore di dedizione, assenza di sfruttamento, guarigione dall\u2019egoismo, prontezza al sacrificio per l\u2019altro, contributo al bene comune presente e futuro dell\u2019umanit\u00e0. Ciascuno nel proprio ordine, eterosessuali o omosessuali, possono scegliere di vivere le loro relazioni di coppia secondo questi principi, ciascuno secondo la propria vocazione.<\/p>\n<p>A queste condizioni, l\u2019intimit\u00e0 e il piacere che ne deriva sono espressione dell\u2019amore unitivo che riguarda indistintamente tutte le coppie (eterosessuali e omosessuali). Non perch\u00e9 accomunate esclusivamente dal piacere, tutte le relazioni, anche eterosessuali, diventano &#8220;gay&#8221;. Non perch\u00e9 accomunate dal piacere alle coppie omosessuali, le coppie eterosessuali, rinunciando come spesso capita alla procreazione, diventano a loro volta &#8220;omosessuali&#8221;. Molte coppie eterosessuali, nell\u2019amarsi e nel darsi piacere, non rinunciano affatto a farsi famiglia, a procreare, a tentare di essere bravi genitori ed educatori, pur tra mille difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 certamente un modo, il loro modo, di contribuire al bene comune presente e futuro dell\u2019umanit\u00e0, che va riconosciuto e sostenuto con politiche adeguate di sostegno alle famiglie. E allo stesso tempo, esistono coppie omosessuali che operano, secondo la loro vocazione, per il bene comune presente e futuro dell\u2019umanit\u00e0, destinando tempo, lavoro, risorse e capacit\u00e0 agli altri, inclusi certamente i bambini e gli svantaggiati, e anch\u2019esse meritano di essere riconosciute e sostenute adeguatamente.<\/p>\n<p>Al contrario, \u00e8 il sessismo maschilista tenacemente radicato all\u2019interno della Chiesa cattolica che rende l\u2019organizzazione ecclesiastica, ad un livello profondo, &#8220;omo&#8221;-sessuale. Non dunque, alle coppie eterosessuali o omosessuali, ma alle relazioni intra-ecclesiastiche va rivolta la critica di essere autoreferenziali, chiuse, fondate su una antropologia sicuramente non &#8220;gay&#8221;, ma commiserevole, triste, che priva di sana intimit\u00e0 e che non offre la possibilit\u00e0 di vivere legittimamente l\u2019amore romantico.<\/p>\n<p>l giorno in cui sar\u00e0 scardinata questa triste antropologia ecclesiastica &#8220;omo&#8221;-sessuale, sar\u00e0 forse il giorno in cui anche la teoria del disordine morale sar\u00e0 rimpiazzata e, allora, non solo i gay e le lesbiche, ma anche gli eterosessuali, potranno godere di un pieno riconoscimento delle loro relazioni d\u2019amore all\u2019interno della Chiesa cattolica. <strong>&#8220;l\u2019affermazione del vice primo ministro spagnolo secondo cui la nuova legge [sul matrimonio gay] &#8220;non obbliga nessuno a fare ci\u00f2 che non vuol<br \/>\ne&#8221; non \u00e8 vera in senso stretto&#8221;. <\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attuale contesto di consenso crescente ma limitato, obbligare tutti i cittadini e tutti i fedeli ad accettare una concezione del matrimonio ancora rifiutata da un numero non trascurabile di persone potrebbe essere paradossalmente illiberale.<\/p>\n<p>Se da un lato \u00e8 sommamente giusto concretizzare fin da subito il principio di uguaglianza, dall\u2019altro lato l\u2019obiezione di coscienza dovrebbe essere garantita fino a che il consenso non sar\u00e0 sufficientemente ampio. Di conseguenza, in virt\u00f9 del principio liberale del facoltativo, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilit\u00e0 di non obbligare sindaci, ufficiali di stato civile, parroci o pastori a celebrare un matrimonio fra persone dello stesso sesso, se questo dovesse avvenire contro le loro radicate opinioni personali, atteso che tali opinioni siano inesorabilmente sulla via del declino. <strong>&#8220;il punto di partenza antropologicamente fondamentale dell\u2019alterit\u00e0 di uomo e donna non \u00e8 pi\u00f9 disponibile; \u00e8 rimpiazzato da quello del possibile orientamento \u2013 chiamato &#8220;matrimonio eterosessuale&#8221; o &#8220;matrimonio fra persone di sesso opposto&#8221; &#8211; che pone al centro il concetto amorfo di &#8220;impegno sentimentale&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>In questo passaggio, Crawford esprime una visione vetero-matrimonialista ampiamente screditata dalla modernit\u00e0. Fondamento del matrimonio non sarebbe l\u2019amore forte, da cui nasce l\u2019impegno sentimentale, ma la semplice differenza sessuale in quanto tale, presupposto alla gestione di interessi famigliari privati, soprattutto patrimoniali. Secondo questa concezione, un uomo pu\u00f2 sposare una donna (o viceversa) anche in assenza di amore reciproco. Addirittura, si potrebbe facilmente arrivare a giustificare l\u2019assurdo morale di un uomo omosessuale che sposa una donna eterosessuale (o viceversa) per puro interesse.<\/p>\n<p><strong>\u00a0&#8220;Poich\u00e9 l\u2019idea degli orientamenti alternativi ha tacitamente ridotto il corpo differenziato per sessi a condizioni materiali e circostanze di determinati atti sessuali, ha anche ridotto il corpo a un livello meramente materiale e dunque subpersonale della realt\u00e0. In effetti, ha messo il corpo fuori dalla persona in quanto tale. In questo modo, il corpo si \u00e8 svuotato del suo significato intrinseco e della sua relazione con la persona stessa. La persona in quanto tale \u00e8 stata resa essenzialmente androgina&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uso fatto da Crawford del termine &#8220;androgino&#8221; \u00e8 improprio e fuorviante. L\u2019androginia \u00e8 una espressione di genere (gender expression) che non va confusa con l\u2019orientamento sessuale (sexual orientation) o con l\u2019identit\u00e0 di genere (gender identity). L\u2019espressione di genere fa riferimento al percepito sensoriale (come si atteggia tipicamente un uomo, come si atteggia tipicamente una donna) o al ruolo di genere (gender role) culturalmente mediato (che cosa fa, deve fare o dovrebbe fare l\u2019uomo, che cosa fa, deve fare o dovrebbe fare la donna).<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019androginia non va neppure confusa con forme di intersessualismo genetico (es. ermafroditismo). L\u2019androginia \u00e8 una espressione di genere che fonde elementi di &#8220;maschile&#8221; e &#8220;femminile&#8221; per ci\u00f2 che attiene al percepito sensoriale e al ruolo di genere culturalmente mediato. Forme di androginia ampiamente note sono il glam (anni Ottanta) e alcune forme di metrosessualismo contemporaneo.<\/p>\n<p>L\u2019androginia \u00e8 talvolta oggetto di stigma. Infatti, l\u2019omofobia, specie nelle sua forme pi\u00f9 virulente e volgari, \u00e8 diretta non tanto verso l\u2019orientamento omosessuale e la sua espressione, quanto contro l\u2019espressione di genere non sensorialmente o culturalmente conforme, sia involontaria (effeminatezza del maschio, mascolinit\u00e0 della donna), sia volontaria (eccentricit\u00e0, travestitismo, trasformismo), arrivando alla transfobia, cio\u00e8 all\u2019odio per chi manifesta una identit\u00e0 di genere non conforme al sesso biologico (transessuali, transgender).<\/p>\n<p>Molto spesso &#8220;frocio&#8221; non \u00e8 chi mostra pubblicamente affetto e amore per una persona del proprio sesso, ma l\u2019uomo effeminato o, comunque, manifestante una espressione di genere non conforme con il tradizionale percepito sensoriale o con il tradizionale ruolo di genere del maschio culturalmente mediato. &#8220;Frocio&#8221; allora non \u00e8 un epiteto col quale si disprezzano i gay, ma i metrosessuali, anche eterosessuali. Analogo stigma colpisce le lesbiche se mostrano una espressione di genere mascolina.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il motivo per cui le pi\u00f9 importanti organizzazioni che difendono i diritti delle minoranze sessuali, chiedono la protezione non solo dell\u2019orientamento sessuale e dell\u2019identit\u00e0 di genere, ma anche dell\u2019espressione di genere, indipendentemente dal sesso biologico, dall\u2019orientamento sessuale e dall\u2019identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>Notoriamente, Ratzinger e i teorici del disordine morale non osteggiano soltanto il paradigma dell\u2019orientamento sessuale, ma anche il paradigma dell\u2019identit\u00e0 di genere e dell\u2019espressione di genere. Ratzinger ha dichiarato: &#8220;la Chiesa parla della natura dell\u2019essere umano come uomo e donna e chiede che quest\u2019ordine della creazione venga rispettato. [&#8230;] Ci\u00f2 che spesso viene espresso ed inteso con il termine &#8220;gender&#8221;, si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell\u2019uomo dal creato e dal Creatore. L\u2019uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo ci\u00f2 che lo riguarda&#8221; (Discorso alla Curia romana, 22-12-2008).<\/p>\n<p align=\"justify\">Questa dichiarazione non sembra semplicemente ignorare l\u2019esistenza dell\u2019intersessualismo genetico, ma sembra offensiva per chi esprime naturalmente e involontariamente una espressione di genere non conforme al tradizionale percepito sensoriale o al ruolo di genere culturalmente mediato, indipendentemente dal sesso biologico, dall\u2019orientamento sessuale e dall\u2019identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>Presi alla lettera, i teorici del disordine morale non vedono altro che mostruosit\u00e0 in un\u2019ampia gamma di minoranze sessuali, che va dagli intersessuati genetici, ai transessuali, ai transgender, passando per i ragazzi effeminati (siano essi etero o gay) e per le ragazze mascoline (siano esse etero o lesbiche). Naturalmente, se questa \u00e8 l\u2019ideologia della differenza sessuale proclamata dai teorici del disordine morale, essa non si limita ad essere evidentemente omofobica e transfobica, ma anche e soprattutto profondamente sessuofobica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">&#8230; L\u2019identit\u00e0 della persona non \u00e8 pi\u00f9 radicata nella sua mascolinit\u00e0 o femminilit\u00e0, ma nel suo &#8220;orientamento&#8221;.<\/p>\n<p>L\u2019identit\u00e0 della persona ha molteplici radici. Fra di esse c\u2019\u00e8 sicuramente la sessualit\u00e0, intesa sia nel senso di sesso biologico (maschio, femmina, intersessuati genetici), sia nel senso di identit\u00e0 di genere (uomo, donna, e sfumature), sia nel senso di orientamento sessuale (eterosessuale, omosessuale, bisessuale), sia nel senso di espressione di genere (maschile, femminile, androgino), sia nel senso di espressione culturale di identit\u00e0 sessuale (etero, gay, trans, ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>&#8230; Come risultato, l\u2019orientamento \u00e8 diventato centrale, e la differenza sessuale \u00e8 ridotta alle condizioni materiali e alle circostanze di determinati atti sessuali. Anche quando un individuo desidera e si relaziona con una persona del sesso opposto, questo non \u00e8 dovuto alla naturale corrispondenza di maschile e femminile; \u00e8 dovuto al suo &#8220;orientamento&#8221;, che \u00e8 &#8220;eterosessuale&#8221;, anzich\u00e8 &#8220;omosessuale&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>La relazione eterosessuale, al pari di quella omosessuale, si instaura in virt\u00f9 dell\u2019orientamento sessuale, non della differenza sessuale. Ma la differenza sessuale tipica della relazione eterosessuale non ha meno centralit\u00e0 nell\u2019espressione della ses<br \/>\nsualit\u00e0 rispetto all\u2019orientamento sessuale dei partner. E\u2019 precisamente la loro eterosessualit\u00e0 che colma di significato la loro unione basata sulla differenza sessuale.<\/p>\n<p>Pertanto \u00e8 falso ritenere che la differenza sessuale (o la coincidenza sessuale nel caso degli omosessuali) sia un fattore sessuale meno rilevante dell\u2019orientamento sessuale, ed \u00e8 falso ridurla ad una mera circostanza di determinati atti sessuali. La differenza sessuale si riduce a condizioni meramente materiali in due casi: nel caso di una eterosessualit\u00e0 compulsiva, estranea alla relazione d\u2019amore, e nel caso di una relazione fra un partner eterosessuale e un partner omosessuale del sesso opposto, che, quand\u2019anche non sia compulsiva, \u00e8 certamente estranea ad ogni forma di amore romantico. <strong>&#8230;. Questo cambiamento degrada di fatto il significato della differenza sessuale \u2013 l\u2019imprescindibile corrispondenza dei corpi maschile e femminile \u2013 verso un valore subpersonale e puramente materiale. La naturale correlazione fra maschile e femminile non \u00e8 pi\u00f9 centrale nella sessualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p>La differenza sessuale resta centrale nell\u2019ordine della relazione eterosessuale. La &#8220;naturale corrispondenza dei corpi maschile e femminile&#8221; ha in s\u00e8 una potenzialit\u00e0 sociale, pi\u00f9 precisamente procreativa, che trascende le pure circostanze materiali dell\u2019intimit\u00e0 sessuale nella coppia eterosessuale, e che va tutelata appositamente.<br \/>\nMa questa potenzialit\u00e0 non pu\u00f2 essere fatta oggetto di ideologia al punto da negare che esistano potenzialit\u00e0 sociali (altrettanto caritatevoli o funzionali al bene comune) in capo alla coppia omosessuale, e che anche queste potenzialit\u00e0 vadano tutelate appositamente.<\/p>\n<p><strong>&#8230; Gli atti sessuali contano su un corpo per la loro possibilit\u00e0. Ma il corpo \u00e8 &#8220;sessuale&#8221; nella misura in cui \u00e8 maschile o femminile.<\/strong><\/p>\n<p>Molti pensano che il pi\u00f9 importante organo sessuale sia il cervello, che non \u00e8 apparentemente differenziato nelle sue funzioni essenziali in base al sesso biologico delle persone. Per l\u2019espressione in atto della sessualit\u00e0, non serve solo un corpo, che sia maschile o femminile o intersessuato, ma serve una motivazione, un desiderio, un\u2019attrazione, un innamoramento che hanno origine nel misterioso ambito dell\u2019orientamento sessuale.<\/p>\n<p>Serve inoltre una volont\u00e0 deliberata, cio\u00e8 un comportamento sessuale che, per essere morale, dovrebbe essere coerente con l\u2019orientamento sessuale. A meno di ritenere che l\u2019intimit\u00e0 sessuale possa lecitamente avvenire al di fuori dell\u2019amore (romantico o coniugale) che unisce la coppia (sia essa etero- o omosessuale).<\/p>\n<p><strong>&#8230;. Il paradosso \u00e8 particolarmente evidente con riferimento agli atti omosessuali, che dipendono dalla polarit\u00e0 sessuale del corpo per la loro possibilit\u00e0, ma al tempo stesso negano ogni profondo significato di quella polarit\u00e0. Questo paradosso suggerisce che gli atti e i desideri omosessuali sono infatti parassitari rispetto alla corrispondenza corporea di maschile e femminile.<\/strong><\/p>\n<p>Questo enunciato \u00e8 illogico e potenzialmente offensivo. Di &#8220;parassitario&#8221; c\u2019\u00e8 solo l\u2019omofobia con la sua subdola capacit\u00e0 di attecchire anche in menti fondamentalmente buone, acute, colte e mediamente ragionevoli. L\u2019omofobia \u00e8 &#8220;parassitaria&#8221; perch\u00e9 \u00e8 in grado di nutrirsi proprio dell\u2019acume, della capacit\u00e0 retorica e persino della cultura teologica di chi intende teorizzare l\u2019inferiorit\u00e0 degli omosessuali e delle coppie dello stesso sesso rispetto agli eterosessuali e alle coppie da essi costituite.<\/p>\n<p><strong>&#8230; i tentativi di alcune coppie gay e lesbiche di avere figli attraverso le &#8220;tecnologie riproduttive&#8221; sono altrettanto parassitari rispetto all\u2019irriducibile originalit\u00e0 della polarit\u00e0 maschile e femminile.<\/strong><\/p>\n<p>Anche qui il termine &#8220;parassitario&#8221; \u00e8 evidentemente offensivo e sottilmente omofobico. Infatti, il ricorso alle &#8220;tecnologie riproduttive&#8221; non riguarda soltanto alcune coppie omosessuali, ma riguarda principalmente le coppie eterosessuali. Se da un lato, va depurato l\u2019enunciato dalla deformazione omofobica, dall\u2019altro lato occorre porre dei paletti. Da un punto di vista cattolico, la divergenza di opinioni sull\u2019etica dell\u2019orientamento sessuale non dovrebbe porre in discussione l\u2019etica della procreazione.<\/p>\n<p>Essa dovrebbe idealmente compiersi nell\u2019ambito di un quadro genitoriale di tipo eterosessuale, con metodi naturali, in modo che i figli abbiano, per quanto possibile, un pap\u00e0 e una mamma. A differenza dell\u2019orientamento sessuale, le cui varianti sono in ogni caso fisiologiche e naturali, le &#8220;tecnologie riproduttive&#8221; a cui potrebbero accedere sia le coppie eterosessuali, sia le coppie omosessuali, non sembrano trovare un fondamento di ragionevolezza morale se si pensa a quanti bambini orfani cercano genitori per affidi e adozioni. La stessa mancanza di ragionevolezza morale \u00e8 riscontrabile nella discriminazione dei single e delle coppie omosessuali in materia di affidi e adozioni.<\/p>\n<p>Inoltre, il rischio insito nelle &#8220;tecnologie riproduttive&#8221; \u00e8 che si giunga a una eugenetica senza regole e alla selezione delle caratteristiche genetiche dei figli in base ai gusti totalmente arbitrari dei genitori, cos\u00ec come si sceglie il colore dell\u2019automobile o il men\u00f9 al ristorante. Infine, non vanno confusi i diritti delle coppie con i diritti dei bambini. Il riconoscimento della coppia dello stesso sesso non ha nulla a che vedere con la concessione di diritti civili alle coppie in questione in merito alla possibilit\u00e0 di avere bambini in adozione o affido. <strong>&#8230; dal momento che il corpo \u00e8 stato ridotto a condizioni materiali e circostanze personali, il desiderio sessuale rappresenta una perdita di libert\u00e0 di fronte a un arbitrario e materialista ordine di cose.<\/strong><\/p>\n<p>Il desiderio sessuale, nel senso di attrazione, \u00e8 involontario nell\u2019ambito dell\u2019orientamento sessuale, ma la sua concretizzazione non \u00e8 soggetta a coazione o coercizione. Solo a queste condizioni vi sarebbe una perdita di libert\u00e0. E non c\u2019\u00e8 differenza fra eterosessuali e omosessuali. Sia gli uni che gli altri godono di quella &#8220;fondamentale libert\u00e0 che caratterizza la persona umana e le conferisce la sua particolare dignit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Quasi sempre \u00e8 possibile scegliere come agire in base a desideri e istinti. Se questo \u00e8 vero, allora si pu\u00f2 concordare che la compulsivit\u00e0 sessuale, la ricerca di un piacere ossessivo fine a se stesso, sistematicamente estraneo alla relazione d\u2019amore riduce il corpo &#8220;a condizioni materiali e circostanze personali&#8221; e, in questo modo &#8220;il desiderio sessuale rappresenta una perdita di libert\u00e0 di fronte a un arbitrario e materialista ordine di cose&#8221;. Ma questo, sia ben chiaro, \u00e8 un rischio che possono correre tutti, sia gli omosessuali, sia gli eterosessuali.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\n<p><strong>Materiali correlati:<\/strong><\/p>\n<p>David S. Crawford, <a href=\"http:\/\/www.communio-icr.com\/articles\/PDF\/crawford33-2.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Liberal androgyny: &#8220;gay marriage&#8221; and the meaning of sexuality in our time<\/strong><\/span><\/u><\/a><strong>, Communio: International Catholic Review, n.33, Summer 2006 (file PDF)<\/strong><\/p>\n<p>David S. Crawford, <a href=\"http:\/\/inveglia.wordpress.com\/files\/2009\/04\/communio-33_italiano.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><u><span style=\"color: #0000ff;\"><strong>Androginia liberale: il &#8220;matrimonio gay&#8221; e il significato della sessualit\u00e0 nel nostro tempo<\/strong><\/span><\/u><\/a><strong>, traduzione italiana di &#8216;Liberal androgyny: &#8220;gay marriage&#8221; and the meaning of sexuality in our time&#8217; (File PDF) <\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&lt; \/table&gt; Riflessioni di Fabio Regis, autore de L&#8217;amore Forte (2008) Per una curiosa coincidenza, pochi giorni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-451","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-lgbti-in-italia"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/451","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=451"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/451\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3019,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/451\/revisions\/3019"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=451"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=451"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=451"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}