{"id":410,"date":"2009-02-13T19:50:27","date_gmt":"2009-02-13T18:50:27","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/nuovosito\/2009\/02\/13\/451-259-quel-travestito-non-offende-il-pudore\/"},"modified":"2019-04-23T19:27:44","modified_gmt":"2019-04-23T17:27:44","slug":"451-259-quel-travestito-non-offende-il-pudore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=410","title":{"rendered":"Quel travestito non offende il pudore"},"content":{"rendered":"<pre> \u00a0\u00a0BOLZANO. Il comune senso del pudore non \u00e8 pi\u00f9 quello dei finanzieri. Ne sa qualcosa un transessuale che - a seguito di un verbale redatto nel 2006 dalle Fiamme Gialle - era stato condannato ad un mese di carcere (convertito in una sanzione pecunaria) per essere stato sorpreso a prostituirsi in slip e spolverino trasparente, una \u00abmise\u00bb giudicata moralmente censurabile. Il travestito si \u00e8 opposto ed il giudice Carlo Busato lo ha assolto \u00abperch\u00e8 il fatto non sussiste\u00bb.\u00a0La vicenda risale al 4 marzo 2006, quando un transessuale austriaco - che dalla fine degli anni Novanta fa la spola due volte a settimana tra Bolzano e Innsbruck - \u00e8 stato fermato da una pattuglia della Guardia di Finanza, che lo ha sorpreso a prostituirsi in via Macello con una mise ritenuta offensiva per il comune senso del pudore: un paio di \u00abslippini\u00bb ed uno spolverino trasparente. Ad indurre gli agenti a sanzionare il travestito sembra sia stata anche la reazione dell\u2019uomo - che inizialmente pare si sia rifiutato di dare le sue generalit\u00e0 - sorpreso dall\u2019eccessiva attenzione nei suoi confronti.\u00a0\u00abSono almeno dieci anni che vengo nel capoluogo altoatesino due volte a settimana e sono conosciuto tanto dai poliziotti quanto dai carabinieri, che non hanno mai avuto nulla da eccepire sul mio comportamento. Anche per questo, quella sera di 3 anni fa, non ho capito esattamente di cosa mi accusasse le pattuglia intervenuta ai Piani\u00bb. Il travestito d\u2019oltre Brennero - noto alle cronache giudiziarie per essere stato risarcito con 1.500 euro dopo aver fatto causa ad alcuni giovani che lo aveva picchiato (dopo un incidente stradale) proprio per il suo orientamento sessuale - si \u00e8 stupito ancora di pi\u00f9 quando gli \u00e8 stato notificato il decreto penale di condanna per aver infranto l\u2019articolo 527: atti osceni in luogo pubblico. Come spiega Karl Pfeifer, legale dello studio Brandst\u00e4tter che ha assistito il trans, \u00abnon c\u2019erano i presupposti per contestare questo tipo di reato, per ravvisare il quale avrebbe dovuto esserci un\u2019estrinsecazione dell\u2019istinto sessuale\u00bb. Secondo Pfeifer, in buona sostanza, il suo cliente avrebbe potuto essere condannato per atti osceni solo se fosse stato sorpreso in atti di autoerotismo in un luogo pubblico o mentre consumava un rapporto in auto con un cliente. \u00abTenuto conto del comune senso del pudore, che nel corso degli anni \u00e8 cambiato profondamente, era davvero difficile condannare il trans per il semplice fatto di essere vestito con abiti femminili, seppur succinti\u00bb. L\u2019avvocato Pfeifer ha chiesto, durante l\u2019udienza, l\u2019applicazione dell\u2019articolo 129 del codice di procedura penale, in base al quale in ogni stato e grado del processo il giudice - se il fatto non sussiste, l\u2019imputato non lo ha commesso o il fatto non costituisce reato - pu\u00f2 emettere la sentenza senza nemmeno sentire i testi. Ora, tra un mese, sar\u00e0 curioso leggere le motivazioni.<\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0BOLZANO. 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