{"id":397,"date":"2009-01-10T20:40:06","date_gmt":"2009-01-10T19:40:06","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/nuovosito\/2009\/01\/10\/436-674-i-gay-non-si-convertono\/"},"modified":"2019-04-23T19:27:46","modified_gmt":"2019-04-23T17:27:46","slug":"436-674-i-gay-non-si-convertono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=397","title":{"rendered":"I gay non si &quot;convertono&quot;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">\u00abL\u2019impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale non offre prospettive di successo molto migliori dell\u2019impresa opposta\u00bb, scriveva <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sigmund_Freud\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Freud<\/a> nel 1920. Figlio del suo tempo, voleva a tutti i costi spiegare le \u00abcause\u00bb dell\u2019omosessualit\u00e0, ma non certo per \u00abcurarla\u00bb. Come invece, in passato, qualcuno ha fatto, magari accompagnando la proiezione di immagini-stimolo con scosse elettriche. Oggi, dopo l\u2019eliminazione nel 1973 della \u00abdiagnosi\u00bb di omosessualit\u00e0 dal \u00abManuale Statistico e Diagnostico delle Malattie Mentali\u00bb, la comunit\u00e0 scientifica internazionale considera l\u2019omosessualit\u00e0 una variabile dell\u2019orientamento sessuale e non una patologia.<\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><strong>Richieste di aiuto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">Questo naturalmente non esclude che vi siano persone che si sentono a disagio con il proprio orientamento omosessuale e che per questo chiedono aiuto. Una domanda che contiene una variet\u00e0 infinita di ragioni, che ricondurrei a due motivi di base: l\u2019espressione di una fragilit\u00e0\u00a0psichica pi\u00f9 generale (che chiamiamo \u00abdiffusione dell\u2019identit\u00e0\u00bb), di cui l\u2019incertezza o il disagio nei confronti della propria sessualit\u00e0 altro non sono che una manifestazione; oppure la conseguenza dell\u2019interiorizzazione dell\u2019ostilit\u00e0 sociale (come uno che volesse schiarirsi la pelle per sopravvivere in una societ\u00e0 razzista). Questo secondo caso prende il nome di \u00abomofobia internalizzata\u00bb: \u00e8 una condizione psichica caratterizzata da un\u2019attitudine negativa (imbarazzo, vergogna, depressione) nei confronti della propria omosessualit\u00e0 (la \u00abdifformit\u00e0\u00bb diventa \u00abdeformit\u00e0\u00bb). In ogni caso un clinico, attento al vecchio adagio medico \u00abprimum non nocere\u00bb, sceglie la strada dell\u2019ascolto rispettoso, cercando di contestualizzare da un punto di vista psicologico, familiare e sociale il rifiuto di s\u00e9 e la richiesta di cambiamento portati dal paziente (e quasi mai formulati in modo assoluto, ma in forme attenuate del tipo \u00abnon riesco ad accettarmi, mi aiuti a capire che cosa non va in me\u00bb). La proposta, che sta affacciandosi anche in Italia (per interessamento di associazioni religiose pi\u00f9 che di societ\u00e0 scientifiche), di una terapia cosiddetta \u00abriparativa\u00bb per trasformare gli omosessuali in eterosessuali mi sembra rispondere a\u00a0un\u2019esigenza ideologica e non clinica. L\u2019idea della \u00abriparazione\u00bb, del resto, presuppone quella di un danno odi un guasto. A un\u2019incertezza dolorosa e difficile si risponde con un \u00abpronto soccorso\u00bb di riconversione (con un\u2019approccio pi\u00f9 del tipo \u00abti dico io cosa devi fare\u00bb che \u00abti aiuto a capire perch\u00e9 stai male\u00bb). In contrasto con quanto affermato dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale, le terapie \u00abriparative\u00bb partono da una visione intrinsecamente patologica dell\u2019orientamento omosessuale. \u00c8 quindi legittimo domandarsi come si comporterebbero questi terapeuti di fronte a un paziente eterosessuale che chiede di \u00abdiventare omosessuale\u00bb.<\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\"><strong>L&#8217;autorit\u00e0 esterna<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"left\">Non c\u2019\u00e8 una letteratura empirica che supporti queste \u00abterapie\u00bb, ma pochi dati di carattere aneddotico, con campioni \u00abdi convenienza\u00bb, privi di \u00abfollow- up\u00bb e non correlati a parametri fisiologici. Temo dunque che le terapie riparative finiscano per naufragare sugli stessi scogli di tutti i trattamenti che incoraggiano i pazienti a fondare su un\u2019autorit\u00e0 esterna le scelte di vita. Esse affrontano solo un lato del conflitto del paziente e lo agiscono, anzich\u00e9 esplorarlo, nella relazione terapeutica. Rinforzano le tendenze dissociative anzich\u00e9 quelle integrative (si veda il volume pubblicato da Raffaello Cortina \u00abGay e lesbiche in psicoterapia\u00bb, a cura di Paolo Rigliano e Margherita Graglia). Studi clinici mostrano che la terapia riparativa non solo non produce l\u2019atteso riorientamento sessuale, ma spesso peggiora le condizioni psicologiche del soggetto: esasperando l\u2019autodisprezzo e la vergogna, anzich\u00e9 coltivando (terapeuticamente) l\u2019accettazione di s\u00e9. Proprio per questo le associazioni degli psichiatri e degli psicologi americani hanno sentito il bisogno di produrre un documento (\u00abPosition statement on therapies focused on attempts to change sexual orientation-Reparative or conversion therapies\u00bb) per disconoscere qualunque trattamento per indurre il paziente a modificare l\u2019orientamento sessuale. Un punto su cui l\u2019ordine dei medici e degli psicologi italiani dovrebbero iniziare a valutare se prendere posizione.<\/p>\n<p align=\"left\">\n<p align=\"left\">Articolo tratto da: Tutto scienze &#8211; <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/redazione\/default.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Stampa<\/a> del 25 aprile 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00abL\u2019impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale non offre prospettive di successo molto migliori dell\u2019impresa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-397","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diritti-lgbti-in-italia"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/397","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=397"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/397\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3131,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/397\/revisions\/3131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=397"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=397"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=397"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}