{"id":3532,"date":"2019-06-11T20:19:46","date_gmt":"2019-06-11T18:19:46","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/?p=3532"},"modified":"2019-06-14T16:18:36","modified_gmt":"2019-06-14T14:18:36","slug":"testo-dellintervento-di-francesco-bilotta-al-fvg-pride-dell8-giugno-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=3532","title":{"rendered":"Testo dell&#8217;intervento di Francesco Bilotta, socio fondatore di Avvocatura per i diritti LGBTI &#8211; Rete Lenford, al FVG Pride &#8211; 8 giugno 2019"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-48 size-large\" src=\"https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img_test-1024x658.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"658\" srcset=\"https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img_test-1024x658.jpg 1024w, https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img_test-300x193.jpg 300w, https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img_test-768x494.jpg 768w, https:\/\/retelenford.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/img_test.jpg 1154w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>Grazie a tutte e a tutti voi di essere qui, siamo tantissime e tantissimi! E un grazie speciale al Comitato FVG Pride e a tutte le persone che hanno dedicato il loro tempo e le loro energie per realizzare un evento cos\u00ec bello, cos\u00ec riuscito e cos\u00ec partecipato. Ne sono orgoglioso in quanto abitante del Friuli Venezia Giulia, cittadino di Trieste e, soprattutto, omosessuale. Sono qui anche per rivolgere a tutte e a tutti voi un saluto da parte delle socie e dei soci, nonch\u00e9 delle e degli aderenti, di Avvocatura per i diritti LGBTI \u2013 Rete Lenford.<\/p>\n<p>Voglio (anche io) ricordare che, con un atto palesemente illegittimo, il Comune di Trieste ci ha negato il permesso di allestire un palco in questa piazza perch\u00e9 la nostra manifestazione non sarebbe coerente con gli indirizzi di mandato del sindaco e della Giunta.<\/p>\n<p>Appresa la notizia, mi \u00e8 subito venuto in mente un altro palco, allestito in questa piazza poco pi\u00f9 di 80 anni fa. Era coperto di tricolori e circondato da una folla osannante, proprio l\u00e0 davanti alle finestre che danno sulla sala del Consiglio comunale. Da quel palco Benito Mussolini ha annunciato la promulgazione delle leggi razziali, poi entrate in vigore nel novembre del 1938.<br \/>\nTra le altre cose ebbe a dire: \u201coccorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorit\u00e0 nettissime\u201d.<br \/>\nL\u2019essenza del fascismo non \u00e8 solo la negazione violenta di ogni libert\u00e0, l\u2019essenza del fascismo \u00e8 il controllo capillare della vita delle persone, delle loro scelte esistenziali perch\u00e9 si conformino a un\u2019ideologia imposta dallo Stato. Ne discende la negazione della dignit\u00e0 delle persone e l\u2019esclusione di coloro che non si adeguano &#8212; ossia di coloro che, non aderendo al modello imposto, vengono additati come \u201cdifferenti\u201d, come \u201cdiversi\u201d.<\/p>\n<p>La razza, la religione, l\u2019orientamento sessuale, l\u2019identit\u00e0 di genere, le caratteristiche fisiche, i comportamenti sociali possono essere e spesso sono \u2013 ancora oggi \u2013 ragioni di esclusione dagli spazi pubblici, di privazione delle pi\u00f9 elementari libert\u00e0: ragioni per ridurre intere esistenze al silenzio e annientarle.<br \/>\nLa negazione di quel palco ci ricorda che il fascismo non \u00e8 stato consegnato alla storia. Bisogna che apriamo gli occhi! Basta guardarsi intorno per vedere persone escluse, cancellate dalla societ\u00e0, prive della propria dignit\u00e0 e libert\u00e0 di autodeterminazione.<\/p>\n<p>\u00c8 a partire da queste convinzioni \u2013 vorrei dire, da questa irrinunciabile esigenza di liberazione \u2013 che 50 anni fa lesbiche, gay, trans, travestite, drag queen, drag king, si sono ribellate alla polizia durante l\u2019ennesimo raid allo Stonewall Inn di New York.<br \/>\n\u00c8 questa esigenza irrinunciabile di liberazione ad aver animato ogni Pride in ogni parte del mondo. \u00c8 questa esigenza irrinunciabile che ci anima anche oggi.<br \/>\nIl Pride in Italia nel 2019 \u00e8 un appello alla vigilanza. Un appello a tenere gli occhi aperti contro gli attacchi alla dignit\u00e0 e alle libert\u00e0 di ogni tipo. \u00c8 un monito a rinnovare &#8211; ogni giorno, in ogni posto &#8211; quella originaria ribellione per determinare nella quotidianit\u00e0 un cambiamento.<\/p>\n<p>A chi dice che il movimento LGBTI non ha pi\u00f9 obiettivi, che non c\u2019\u00e8 niente ancora per cui combattere, che quasi non ha pi\u00f9 senso che esista, vorrei chiedere: ma dove vivete?!<\/p>\n<p>Ancora una volta, avete usato la legge per sancire una differenza, mentre la folla vi osannava. Nella legge sulle unioni civili ci avete chiamato \u201cspecifiche formazioni sociali\u201d! Non avete provato nessuna vergogna a non usare neppure una volta la parola famiglia.<br \/>\nAvete costruito un mostro giuridico per ricordarci che siamo diversi, che i nostri progetti di vita valgono di meno, che le nostre famiglie non meritano neppure di essere nominate.<br \/>\nAvete reso possibile \u2013 ad amministrazioni come questa \u2013 di provare a negarci la sala in cui tutti gli altri si sposano. E vi scandalizzate se il ministro della famiglia dice che le famiglie arcobaleno non esistono!<br \/>\nNoi non vi abbiamo detto grazie e non abbiamo intenzione di dirvelo. Riconoscerci la piena dignit\u00e0 sociale \u00e8 un dovere che vi impone la Costituzione italiana. Sposarsi \u00e8 un diritto fondamentale da cui ci state escludendo.<\/p>\n<p>Ma non vi siete accontentati di questo. Avete costretto le persone trans a pietire dai tribunali il loro diritto a cambiare i documenti senza farsi sterilizzare, mentre il Parlamento girava e gira la testa dall\u2019altra parte.<\/p>\n<p>Costringete le persone a soffrire nelle gabbie del binarismo di genere, obbligandole a scegliere di essere uomo o donna, maschio o femmina.<br \/>\nCi obbligate al binarismo ancor prima di darci un nome. Scegliete voi per noi il nostro sesso e il nostro genere, prima ancora di sapere come ci chiamerete.<br \/>\nE cos\u00ec &#8211; ancora oggi, ancora nel 2019 \u2013 le persone che non sono rispondenti alle logiche binarie del genere e del sesso subiscono violenze fisiche. Le persone intersex non hanno la possibilit\u00e0 di decidere del proprio corpo, che sottomettete fin dalla culla alle vostre ideologie farlocche.<br \/>\n\u00c8 una negazione radicale dell\u2019autodeterminazione. E tutto questo soltanto perch\u00e9 le vostre categorie, altrimenti, andrebbero in crisi davanti a una realt\u00e0 che vi costringete a non prendere in considerazione. Persone che trattate come mostri, come anomalie, come casi clinici da analizzare e da passare al vaglio della vostra scienza violenta e morbosa.<\/p>\n<p>Ci cacciate dalle scuole, perch\u00e9 si continui a ignorare che esistiamo. Avete distorto gli studi e le teorie che avete etichettato fraudolentemente come \u201cideologia gender\u201d, al solo scopo di non fare i conti con i vostri privilegi.<br \/>\nL\u2019ideologia gender sta tutta nelle vostre teste quando dite esplicitamente \u2013 e cito \u2013 che \u201ci bambini sono fogli di carta bianca\u201d su cui dovete scrivere, non riconoscendo l\u2019autodeterminazione e l\u2019autonomia che spetta a ogni persona per il solo fatto di essere venuta al mondo. E dite di voler difendere i vostri figli? Mentre, invece, in quelle stesse scuole i bambini e le bambine LGBTI vengono bullizzati\/e, mentre parlate di difesa della famiglia e di difesa della vita\u2026 Ancora una volta sembra che preferiate la violenza!<\/p>\n<p>Ci avete rinchiuso nelle carceri, nei manicomi, ci avete criminalizzato e psichiatrizzato. Continuate a parlare di noi come malati, nonostante il 27 maggio scorso addirittura l\u2019OMS abbia deciso di non considerare pi\u00f9 la transessualit\u00e0 una malattia e abbia cancellato completamente l\u2019orientamento sessuale dalla classificazione internazionale delle malattie.<\/p>\n<p>Ci escludete dalle tutele penali previste contro i reati d\u2019odio, temendo per la vostra libert\u00e0 di pensiero e di espressione mentre noi temiamo per la nostra incolumit\u00e0 fisica.<\/p>\n<p>Come potete pensare che non abbiamo pi\u00f9 niente per cui combattere quando ogni giorno vediamo nelle nostre strade persone che hanno perso tutto, abbandonato per necessit\u00e0 la loro terra di origine, che chiedono soltanto di poter vivere dignitosamente? Come potete pensare che noi ancora esclusi e discriminati possiamo girare la testa dall\u2019altra parte e smettere dare voce a chi non ha voce?<\/p>\n<p>Oggi siamo qui a ricordare prima di tutto a noi stesse e noi stessi che la lotta per i diritti \u00e8 una lotta collettiva, che si combatte unite e uniti senza lasciare nessuna e nessuno indietro. La nostra presenza in questa Piazza vuole essere un messaggio chiaro e diretto:<br \/>\nNON ARRETREREMO DI UN MILLIMETRO IN QUESTA LOTTA. LA NOSTRA LOTTA \u00c8 STATA, \u00c8 E CONTINUER\u00c0 A ESSERE UNA LOTTA OLTRE OGNI CONFINE PER LA DIGNIT\u00c0 E IL RISPETTO DELLA LIBERT\u00c0 DI TUTTE E TUTTI.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie a tutte e a tutti voi di essere qui, siamo tantissime e tantissimi! 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