{"id":1467,"date":"2017-11-29T13:58:42","date_gmt":"2017-11-29T12:58:42","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/nuovosito\/2017\/11\/29\/la-legge-cirinna-per-la-prima-volta-di-fronte-alla-corte-costituzionale\/"},"modified":"2019-04-23T19:25:13","modified_gmt":"2019-04-23T17:25:13","slug":"la-legge-cirinna-per-la-prima-volta-di-fronte-alla-corte-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/retelenford.it\/?p=1467","title":{"rendered":"La legge Cirinn\u00e0 per la prima volta di fronte alla Corte costituzionale"},"content":{"rendered":"<p>La questione del &#8220;cognome comune&#8221;, assunto dalle parti unitesi civilmente fra la data di emanazione della legge e quella dei decreti di attuazione, \u00e8 stata portata dinanzi alla Corte costituzionale dal Tribunale di Ravenna.<\/p>\n<p>Come si ricorder\u00e0, il decreto attuativo n. 5\/2017 della Legge sulle Unioni Civili (n. 76\/2016, Legge c.d. Cirinn\u00e0), ha stabilito una regola sui cognomi degli uniti civilmente che sembra non rispettare il testo della legge e ha previsto che il &#8220;cognome comune&#8221;, assunto dalle parti prima dell&#8217;entrata in vigore del decreto di attuazione, dovesse essere cancellato dall&#8217;Anagrafe.<\/p>\n<p>Si tratta della prima questione di legittimit\u00e0 costituzionale avente ad oggetto un decreto attuativo della L. n. 76\/2016.\u00a0La decisione \u00e8 stata presa in un procedimento promosso da Avvocatura per i diritti LGBTI &#8211; Rete Lenford, seguito dai soci avvocati Stefano Chinotti e Vincenzo Miri e dall&#8217;avvocata Claudia Cal\u00f2 di Ravenna.<\/p>\n<p>Il caso riguarda una coppia di uomini che, nel giugno 2016, aveva costituito un&#8217;unione civile, scegliendo un &#8220;cognome comune&#8221; ai sensi del comma 10 della Legge n. 76\/2016. Il cognome comune era stato annotato sull&#8217;atto di nascita delle parti e di conseguenza il nuovo cognome era stato riportato sui nuovi documenti, incluso il codice fiscale, come previsto anche dal &#8216;decreto ponte&#8217; che ha assicurato l&#8217;applicazione della legge in materia di unioni civile fino all&#8217;adozione dei definitivi decreti legislativi.<\/p>\n<p>Proprio in uno di questi decreti legislativi, il n. 5\/2017, il Governo ha compiuto una scelta diversa, riducendo il cognome comune a mero &#8220;cognome d&#8217;uso&#8221;, senza rilevanza a livello di stato civile, svuotando di significato quanto invece previsto dalla legge 76\/2016. Tutto ci\u00f2 ha comportato la cancellazione del &#8220;cognome comune&#8221; dagli atti di stato civile e dai documenti di chi, nel frattempo, lo aveva assunto.<\/p>\n<p>Lo scopo del Governo, apparentemente, era quello di uniformare la regola sui cognomi nelle unioni civili a quella vigente in caso di matrimonio, pur non avendo un specifica delega in questo senso. In concreto, per\u00f2, la cancellazione, oltre ad intervenire arbitrariamente sul diritto al nome, impedisce la trasmissione del cognome comune agli eventuali figli delle coppie unite civilmente.<\/p>\n<p>Non si tratta di un caso isolato. Gi\u00e0 altri tre tribunali avevano accolto i ricorsi presentati da Avvocatura per i diritti LGBTI garantendo una immediata tutela del &#8220;cognome comune&#8221; attraverso l&#8217;ordine di disapplicazione del decreto legislativo. Ora, con la trasmissione degli atti alla Corte costituzionale, i giudici delle leggi sono chiamati a svolgere un &#8220;valutazione della compatibilit\u00e0 della norma con i principi costituzionali e gli obblighi comunitari&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Avvocatura per i diritti LGBTI \u2013 Rete Lenford \u2013 dichiara la Presidente Avv. Maria Grazia Sangalli \u2013 ribadisce il proprio impegno a garantire, sul terreno giudiziario, la corretta attuazione della legge Cirinn\u00e0. La tutela del diritto fondamentale al nome delle persone che si uniscono civilmente e dei loro figli merita la massima attenzione. Si tratta di tutelare il diritto all&#8217;identit\u00e0 personale delle coppie che in base a una norma di legge hanno scelto come farsi identificare nel contesto sociale in cui svolgono la loro personalit\u00e0. Non c&#8217;\u00e8 alcuna motivazione giuridicamente sostenibile che possa giustificare una intromissione arbitraria del Governo nella vita familiare delle persone&#8221;.<\/p>\n<p>In un contesto giuridico in cui ancora \u00e8 negata la piena parit\u00e0 di diritti tra le coppie dello stesso sesso e i loro figli, la tutela del cognome, acquisito e utilizzato, assume un significato ancor pi\u00f9 rilevante; il nome rappresenta, infatti, un elemento costitutivo fondamentale dell&#8217;identit\u00e0 personale dell&#8217;individuo, e diviene segno distintivo per il riconoscimento sociale della vita privata e familiare di ciascuno. Per questo, secondo Rete Lenford, la scelta del Governo \u00e8 meritevole di essere sindacata in sede giudiziale e consentir\u00e0 alla Corte Costituzionale di esprimersi su una delle ambiguit\u00e0 presenti nella legge Cirinn\u00e0.<\/p>\n<p>Rete Lenford in questi anni ha patrocinato numerose cause per dare effettivit\u00e0 ai principi costituzionali di uguaglianza e di pari dignit\u00e0 sociale delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersex e delle loro famiglie.<\/p>\n<p>Il 1\u00b0 dicembre a Firenze, per celebrare i dieci anni di attivit\u00e0 associativa, si terr\u00e0 un importante convegno nel corso del quale saranno messi in evidenza i risultati conseguiti grazie all&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;Associazione, ma soprattutto si riflettera sulle battaglie civili e giudiziarie ancora da condurre per il raggiungimento di una reale parit\u00e0 delle persone LGBTI in tutti gli ambiti della vita (<a href=\"https:\/\/www.eventiretelenford.it\/\">www.eventiretelenford.it<\/a>).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione del &#8220;cognome comune&#8221;, assunto dalle parti unitesi civilmente fra la data di emanazione della legge [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":1670,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[],"class_list":["post-1467","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diritti-lgbti-in-italia"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1467"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1467\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2850,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1467\/revisions\/2850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1670"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/retelenford.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}