{"id":3621,"date":"2019-08-22T16:31:10","date_gmt":"2019-08-22T14:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/retelenford.it\/?page_id=3621"},"modified":"2019-09-21T18:25:33","modified_gmt":"2019-09-21T16:25:33","slug":"modificazione-dellattribuzione-di-sesso-proposta-di-legge-xvii-legislatura","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/retelenford.it\/?page_id=3621","title":{"rendered":"Modificazione dell&#8217;attribuzione di sesso \u2013 Proposta di legge XVII Legislatura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.camera.it\/leg17\/126?tab=2&amp;leg=17&amp;idDocumento=246&amp;sede=&amp;tipo=\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica la proposta di legge dal sito della Camera dei deputati<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>PROPOSTA DI LEGGE<\/strong><br \/>\n<strong>Norme in materia di modificazione dell&#8217;attribuzione di sesso<\/strong><br \/>\n(Testo modificato il 16 aprile 2013)<\/p>\n<p>La legge 14 aprile 1982, n. 164, recante la disciplina per la rettificazione dell&#8217;attribuzione di sesso, e conseguentemente del nome, a favore delle persone transessuali ha costituito per il nostro ordinamento un esempio importante di civilt\u00e0 giuridica e rispetto dei diritti fondamentali della persona. Nella sentenza del 6 maggio 1985, n. 161, la Corte costituzionale giudic\u00f2 infondato il ricorso teso ad ottenere una pronuncia di incostituzionalit\u00e0 di tale legge, riconoscendo che tale essa \u00absi colloca nell&#8217;alveo di una civilt\u00e0 giuridica in evoluzione, sempre pi\u00f9 attenta ai valori, di libert\u00e0 e dignit\u00e0, della persona umana, che ricerca e tutela anche nelle situazioni minoritarie ed anomale\u00bb.<\/p>\n<p>I giudici della Corte riconobbero l&#8217;esistenza di un diritto fondamentale all&#8217;identit\u00e0 sessuale, sancito dagli articoli 2 e 32 della Costituzione, all&#8217;interno del quale trova protezione anche il diritto fondamentale all&#8217;adeguamento dell&#8217;identit\u00e0 fisica all&#8217;identit\u00e0 psichica, mediante la modifica dell&#8217;attribuzione di sesso. In particolare, la Corte individu\u00f2 nell&#8217;articolo 32 della Costituzione, un concetto ampio di diritto alla salute, che ricomprende quella fisica e quella psichica, in relazione alla quale gli atti dispositivi del proprio corpo, se volti a tutelare la salute persona, non solo non sono vietati, ma anzi sono leciti. Inoltre, la garanzia e la tutela del diritto inviolabile all&#8217;identit\u00e0 sessuale, ai sensi dell&#8217;articolo 2 della Costituzione, consentiva al soggetto transessuale, secondo i giudici, il pieno svolgimento della propria personalit\u00e0, sia nella sua dimensione intima e psicologica, sia nella vita di relazione. Il legislatore aveva accolto, infatti, un nuovo concetto di identit\u00e0 sessuale che teneva conto non soltanto dei caratteri sessuali esterni, ma altres\u00ec di elementi di carattere psicologico e sociale, dal quale derivava una \u00abconcezione del sesso come dato complesso della personalit\u00e0 determinato da un insieme di fattori, dei quali deve essere agevolato o ricercato l&#8217;equilibrio, privilegiando (&#8230;) il o i fattori dominanti\u00bb.<\/p>\n<p>Dall&#8217;approvazione della legge 164 sono trascorsi oltre trent&#8217;anni: anni di esperienza, di cambiamenti sociali e di evoluzione giuridica a livello internazionale, che fanno ormai ritenere il contenuto della legge problematico in alcuni suoi aspetti, e superato in altri. L\u2019interpretazione giurisprudenziale scaturita dal non chiaro dettato normativo, ha infatti stabilito che la rettificazione dell&#8217;attribuzione di sesso sia autorizzata dal giudice in seguito a trattamento medico-chirurgico di modificazione dei caratteri sessuali primari, anch&#8217;esso autorizzato mediante decisione del tribunale. Anche se, \u00e8 bene precisarlo, la lettera della legge 164 non conteneva un obbligo a sottoporsi a trattamenti medico-chirurgici di modificazione dei caratteri sessuali.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di vita delle persone transessuali e transgender, cos\u00ec come la ricerca scientifica in quest&#8217;area, hanno ampiamente dimostrato come l&#8217;equilibrio psico-fisico della persona transessuale non comporti necessariamente l&#8217;adeguamento chirurgico dei genitali, che al contrario spesso viene forzato dalla necessit\u00e0 di \u00abregolarizzare\u00bb una situazione intermedia nella quale la persona transessuale \u00e8 soggetta a stigmatizzazione sociale, discriminazione, privazione dei diritti fondamentali, tra cui il diritto alla riservatezza dei dati personali sensibili, quali quelli relativi alla salute e alla vita sessuale. L&#8217;intervento chirurgico costituisce, per alcune persone, un \u00abintervento forzato\u00bb in assenza del quale la persona \u00e8 privata della dignit\u00e0 e dei diritti di cittadinanza, costretta ad una \u00abesistenza legale\u00bb che non corrisponde all&#8217;identit\u00e0, all&#8217;aspetto esteriore e al ruolo sociale che la stessa persona viene ad assumere. L&#8217;intervento chirurgico diventa, in altre parole, un modo per vedere sanzionata dalla legge l&#8217;identit\u00e0 stessa della persona.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 condiziona pesantemente il rispetto dei diritti e dell&#8217;identit\u00e0 della persona, del suo benessere psico-fisico e della vita di relazione. Non a caso negli ultimi anni la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo, in particolare nel casi \u00abGoodwin contro Regno Unito\u00bb (2002) e \u00abVan K\u00fcck contro Germania\u00bb (2001), ha progressivamente riconosciuto l&#8217;esistenza di un diritto fondamentale all&#8217;identit\u00e0 di genere sulla base degli articoli 8 e 14 della Convenzione europea per i diritti umani, in relazione al quale il riconoscimento giuridico dell&#8217;identit\u00e0 di genere non deve necessariamente dipendere dall&#8217;intervento chirurgico di riattribuzione dei genitali.<\/p>\n<p>Tale orientamento, proprio in seguito alla decisione della Corte europea, che ha condannato il Regno Unito a tal riguardo, ha indotto il legislatore britannico ad introdurre il Gender Recognition Act del 2004, sulla base del quale la rettificazione del certificato di nascita e il cambio del nome sono effettuati indipendentemente dall&#8217;intervento chirurgico. Numerosi sono i paesi che adottano lo stesso regime legale del Regno Unito e ad essi si \u00e8 aggiunta la Spagna che con la legge del 15 marzo 2007, n. 3, \u00abreguladora de la rectificaci\u00f3n registral de la menci\u00f3n relativa al sexo de las personas\u00bb ha previsto che sia l&#8217;ufficiale di stato civile a modificare o rettificare l&#8217;attribuzione di sesso e il nome della persona, che affronti il percorso di adeguamento dei caratteri sessuali primari o secondari all&#8217;identit\u00e0 di genere.<\/p>\n<p>Nella prossima versione del Manuale Diagnostico e statistico degli psichiatri (DSM-V), che dovrebbe essere pubblicata nel maggio 2013 dall&#8217;APA (Associazione psichiatri americana), verr\u00e0 eliminato dall&#8217;elenco delle malattie mentali il termine \u201cDisturbo di identit\u00e0 di genere\u201d (DIG), storicamente utilizzato dai professionisti della salute mentale per indicare la condizione delle persone transgender e transessuali. Nello stesso manuale verr\u00e0 utilizzato unicamente il termine \u201cDisforia di genere\u201d per descrivere lo stress emotivo causato da \u2018una marcata incongruenza tra il genere sessuale vissuto\/espresso e quello con cui si \u00e8 nati\u2019. Secondo l\u2019APA, questa scelta consente di eliminare la stigmatizzazione della disforia di genere come malattia mentale, permettendo al contempo di disporre di una categoria diagnostica che faciliti l\u2019accesso all\u2019assistenza medica. In particolare, l&#8217;indicazione della disforia di genere rimarrebbe ad indicare unicamente quelle situazioni nelle quali la mancata coincidenza procura stress emotivo alla persona motivandola a chiedere un supporto medico o psicologico per giungere alla modificazione dei propri caratteri sessuali.<\/p>\n<p>La presente proposta di legge, nel solco della tradizione giuridica dei Paesi poc&#8217;anzi citati e delle intervenute modificazioni nel DMS-V, semplifica il procedimento di riattribuzione di sesso e di cambio di nome, per assicurare in ogni caso la dignit\u00e0 della persona e la sua libert\u00e0 di autodeterminarsi, senza la coercizione di doversi sottoporre a invasivi interventi medico-chirurgici.<\/p>\n<p>Passando all&#8217;illustrazione del contenuto della presente legge, l&#8217;articolo 1 stabilisce che in attuazione del principio di autodeterminazione e del diritto alla salute, tutelati dalla Costituzione, la legge riconosce il diritto fondamentale della persona che sente di non corrispondere al sesso indicato nell\u2019atto di nascita di poter adeguare la propria identit\u00e0 fisica a quella psichica.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 2 individua la procedura di modificazione dell&#8217;attribuzione di sesso e del nome di nascita, stabilendo che la relativa istanza, venga presentata al prefetto. Tale procedura \u00e8 un elemento caratterizzante della presente legge, consentendo di superare la doppia procedura giudiziale per l&#8217;autorizzazione della riassegnazione medico-chirurgica e anagrafica, prevista dalla legge n. 164 del 1982. La scelta di rendere possibile la modificazione del sesso per via amministrativa risponde all&#8217;esigenza di favorire la persona nella realizzazione di un diritto fondamentale, attraverso un&#8217;unica procedura semplificata. D&#8217;altra parte, l&#8217;esercizio di questo diritto fondamentale non pu\u00f2 essere limitato o impedito, fondandosi sull&#8217;autodeterminazione della persona e in presenza di documentazione medica o psicologica che attesti la sua situazione. Il coinvolgimento dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria costituirebbe un onere eccessivo, in contrasto anche con il principio di buon andamento della pubblica amministrazione. L&#8217;articolo 12, invece, mantiene il ricorso all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria nel caso in cui la richiesta di riattribuzione del sesso provenga da una persona minore di et\u00e0.<br \/>\nIl comma 1 dell&#8217;articolo 2 dispone che la domanda possa essere presentata al prefetto del luogo di residenza dell&#8217;istante o quello del luogo dove si trova l&#8217;atto di nascita che deve essere modificato. Ai sensi dei comma 2 e 3, la domanda deve essere accompagnata dalla documentazione che attesti che la persona sta seguendo un percorso di transizione o la documentazione medica che attesti l\u2019effettuazione di un intervento medico-chirurgo di adeguamento dei caratteri sessuali primari, qualora effettuato.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 3 affronta la questione del trattamento medico-chirurgico, delle terapie ormonali e dei trattamenti di carattere estetico specificando, al comma 1, che ad essi pu\u00f2 essere fatto ricorso qualora la persona che intende procedere all\u2019adeguamento lo ritenga necessario per il suo equilibrio psico-fisico e al comma 2 che esso non costituisce un atto contrario alle legge.<br \/>\nAl comma 3 si precisa che ai fini dell\u2019attribuzione di un sesso diverso da quello indicato nell&#8217;atto di nascita la modificazione o l\u2019adeguamento dei caratteri sessuali primari mediante trattamento medico-chirurgico non \u00e8 un requisito necessario. Tale scelta \u00e8 affidata all&#8217;autodeterminazione del soggetto interessato, con l&#8217;ausilio del medico specialista che ne valuta la condizione psico-fisica. della persona. In nessun caso, invece, fatta salva la situazione del soggetto minore o incapace, \u00e8 richiesto a tale scopo l&#8217;intervento dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria o di un soggetto terzo, dal momento che la condizione della persona che presenti una disforia di genere non \u00e8 diversa da altre condizioni mediche nelle quali sia necessario un intervento chirurgico invasivo per determinare il benessere psico-fisico dell&#8217;individuo.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 4 contiene disposizioni relative al nome. Il comma 1 stabilisce che il nome che la persona vuole assumere sia indicato direttamente nell\u2019istanza di modificazione del sesso inoltrata al prefetto. Il comma 2, tuttavia, specifica che la richiesta di modifica del nome pu\u00f2 essere inoltrata con autonoma istanza, presentata al prefetto, anche indipendentemente dall\u2019istanza di modificazione del sesso, in ragione di una disforia di genere. Sebbene una tale scelta possa inquadrarsi in un percorso di transizione, in ragione della sua durata, la possibilit\u00e0 di modificare il nome, indipendentemente dalla modificazione dell\u2019attribuzione del sesso, costituisce una possibilit\u00e0 aggiuntiva rimessa alla libert\u00e0 della persona di acquisire una serenit\u00e0 ed equilibrio psico-sociale. \u00c8 evidente che in questo caso la non corrispondenza tra il nome e il sesso biologico della persona \u00e8 motivato dalla presenza di una disforia di genere e non ha nessun rilievo ai fini della applicazione dell\u2019articolo 35 del DPR 396 del 2000. Questa nuova opportunit\u00e0 costituisce un importante sostegno per la persona, che da un lato le consente, se lo ritiene opportuno, che i documenti riportino il nome che avrebbe scelto di assumere come proprio al termine della transizione, e dall\u2019altro, a prescindere dalla modificazione dell\u2019attribuzione di sesso, le facilita la possibilit\u00e0 di essere riconosciuta socialmente come appartenente al genere di elezione. Infatti, la presenza sui documenti di un nome non corrispondente al proprio sesso psicologico, genera disagio e fraintendimenti in molte circostanze della vita: quando si usa la carta di identit\u00e0 per viaggiare o in un ufficio pubblico, o quando si utilizza il libretto universitario per recarsi a sostenere un esame, o, infine, quando si indossa un badge nel luogo di lavoro.<br \/>\nIl comma 3 stabilisce che sull\u2019istanza decide il prefetto, sulla base della documentazione, rilasciata da una struttura pubblica o privata, attestante la presenza di una disforia di genere.<\/p>\n<p>Ai sensi dell&#8217;articolo 5, il prefetto, verificata la regolarit\u00e0 della domanda, autorizza la modifica degli atti di Stato civile con decreto, che l\u2019interessato deve notificare agli eventuali coniuge e figli e presentare all\u2019ufficiale di stato civile per l\u2019annotazione, secondo le formalit\u00e0 ed i termini previsti dall\u2019articolo 6.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 7 dispone che tutti gli incombenti relativi alla procedura sono esenti da ogni spesa, tassa, imposta o tributo, comunque denominati.<br \/>\nIl successivo articolo 8 in tema di effetti del cambiamento del nome e del sesso sul matrimonio, stabilisce che la correzione dell\u2019attribuzione di sesso non determina automaticamente lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili dello stesso, trattandosi di facolt\u00e0 rimessa ai coniugi ai sensi dell\u2019articolo 3, comma 1, numero 2, lettera g) della legge 1 dicembre 1970, n. 898, recante norme in materia di divorzio, come modificato dall&#8217;articolo 12, comma 3, della presente legge. A tal proposito, merita ricordare che negli ultimi anni sono intervenute due importanti sentenze delle corti costituzionali dell&#8217;Austria e della Germania, le quali hanno dichiarato l&#8217;incostituzionalit\u00e0 delle norme che prevedevano, in quei paesi, l&#8217;automatico scioglimento del matrimonio a seguito della modificazione dell&#8217;attribuzione del sesso. Nei due paesi ricordati, come nel nostro, il matrimonio \u00e8 un diritto fondamentale e non sopporta l&#8217;ingerenza dello Stato, che imponga a due persone lo scioglimento del vincolo al quale si sono liberamente determinate. In assenza della volont\u00e0 di almeno uno dei coniugi che richieda il divorzio, si tratterebbe anche di una inaccettabile violazione della vita privata e familiare, protette dall&#8217;articolo 8 della Convenzione europea dei diritti umani.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 9 afferma il diritto della persona ad ottenere il rilascio di documenti che riportino il nuovo sesso attribuito e il nome modificato. Ai sensi del comma 1, l\u2019ufficiale di stato civile, a seguito dell\u2019annotazione nell&#8217;atto di nascita, provvede al rilascio dei nuovi documenti di identit\u00e0 personale e, al fine di evitare rischi di mancato coordinamento tra uffici pubblici, comunica l\u2019avvenuta modificazione all\u2019Agenzia delle entrate per il rilascio di un nuovo Codice fiscale e una nuova Tessera Sanitaria, nonch\u00e9 all\u2019Ufficio della Motorizzazione civile per il rilascio di una nuova patente di guida (comma 2).<br \/>\nIl comma 3 prevede che, con regolamento del Ministro dell&#8217;interno, sono stabilite le modalit\u00e0 per il rilascio di copie e duplicati debitamente corretti dei titoli conseguiti e di tutti gli altri documenti in esame che per loro natura non sono soggetti a modifiche nel tempo, rilasciati da autorit\u00e0 o istituzioni pubbliche e private. Si pensi, per esempio, ai titoli di studio, come il certificato di laurea, che dovranno riportare il nuovo nome e, laddove riportato, il sesso d&#8217;elezione della persona. Anche in questo caso il comma 4 prevede che il rilascio della predetta documentazione sia esentato da qualsiasi costo.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 10 impone, come gi\u00e0 in parte previsto dalla legge n. 164 del 1982, che in seguito alla correzione degli atti dello stato civile, non sia fatta menzione dell&#8217;attribuzione di sesso e del nome precedenti, sia da parte di soggetti pubblici che di soggetti privati. Quindi, in ottemperanza alle norme in materia di protezione dei dati personali, e in particolare dei dati sensibili, la violazione di tale obbligo \u00e8 punita ai sensi delle disposizioni in materia di trattamento illecito dei dati personali.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 11 stabilisce che con regolamento del Ministro della salute, di concerto con il Ministro per i diritti e le pari opportunit\u00e0, d&#8217;intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentito il parere delle associazioni delle persone transessuali e transgender, sono stabiliti, con oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, i pres\u00ecdi medici e i trattamenti farmacologici, nonch\u00e9 ogni ulteriore rimedio terapeutico utile nel percorso di adeguamento dei caratteri sessuali primari o secondari. Tale regolamento deve essere adottato entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge.<br \/>\nIl comma 2 stabilisce altres\u00ec che il Ministro della salute, di concerto con i Ministri per i diritti e le pari opportunit\u00e0 e dell&#8217;universit\u00e0 e della ricerca e d&#8217;intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di assicurare la formazione e l&#8217;informazione in materia di identit\u00e0 di genere promuove, nei limiti delle risorse disponibili, programmi di sensibilizzazione e di formazione del personale sanitario, in particolare dei medici di base, anche attraverso l&#8217;integrazione dei programmi di studio dei diplomi universitari e dei programmi di specializzazione delle professioni socio-sanitarie con contenuti concernenti la conoscenza della disforia di genere e l&#8217;intervento e il sostegno a favore delle persone transessuali e transgender.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 12 contiene una disciplina specifica per la modificazione dell&#8217;attribuzione di sesso al minore, prevedendo che in questo caso l&#8217;autorizzazione provenga dal giudice. La ratio di questa differenziazione consente di assicurare che la scelta di modificare il sesso attribuito alla nascita provenga effettivamente dal minore e sia supportata dalla documentazione medica che ne attesti la disforia di genere. Il comma 1 stabilisce che la competenza \u00e8 del giudice tutelare del luogo di residenza del minore secondo il procedimento camerale. Il giudice ha la competenza ad autorizza anche la sottoposizione del minore a trattamenti per la modificazione dei caratteri sessuali primari e secondari mediante il ricorso a terapie ormonali e, laddove richiesto, la loro modificazione mediante il ricorso a trattamenti medico-chirurgici. In base al comma 2, l&#8217;istanza al giudice tutelare \u00e8 presentata dal genitore esercente la patria potest\u00e0 o da un curatore speciale, allegando idonea documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica o privata, contenente una relazione psicodiagnostica, che attesti la presenza di una disforia di genere. Il comma 3 stabilisce che il giudice raccolga direttamente la volont\u00e0 di modificare il proprio sesso del minore che abbia compiuto i 14 anni, mentre la volont\u00e0 del minore di quattordici anni pu\u00f2 essere raccolta mediante l&#8217;ausilio di un consulente tecnico d&#8217;ufficio. I commi 4 e 5 precisano che le modifiche agli atti dello stato civile sono richieste sulla base del provvedimento del giudice che autorizza la modificazione di sesso del minore e che possono essere eseguite anche prima della sottoposizione ad eventuali trattamenti medico-chirurgici a cui il minore sia stato autorizzato. Infatti, la persona minore di et\u00e0, a differenza di quella maggiorenne, deve essere autorizzata dal giudice a sottoporsi a qualunque trattamento per la modificazione dei caratteri sessuali, primari o secondari, mediante il ricorso a terapie ormonali o interventi medico-chirurgici. Tuttavia, parte di questi interventi sono di elezione e non indispensabili per conseguire la modificazione dell&#8217;attribuzione di sesso, anche nel caso del minore che deve esservi autorizzato.<\/p>\n<p>L&#8217;articolo 13 afferma il principio fondamentale all&#8217;autodeterminazione delle persone che alla nascita presentano caratteristiche anatomo-fisiologiche sia maschili che femminili. Ancora oggi, usualmente, quando un neonato presenta queste caratteristiche viene sottoposto ad interventi medico-chirurgici per l&#8217;attribuzione ad uno dei due sessi, in genere sulla base della scelta che i medici suggeriscono ai genitori. Tuttavia, il bambino, crescendo e diventando adulto, spesso vive con disagio una scelta di altri che lo condizioner\u00e0 per tutta la vita negli aspetti pi\u00f9 peculiari ed anche intimi della sua vita. Si verifica, in ogni caso, una situazione nella quale alla persona non \u00e8 stato consentito di autodeterminarsi. Il comma 1, pertanto, prevede che non possa esserci l&#8217;assegnazione di caratteri sessuali di un solo sesso mediante trattamenti medico-chirurgici, se il neonato non presenti un pericolo di vita o ricorrano esigenze di salute che impongano l&#8217;intervento.<br \/>\nIl comma 2 prevede, tuttavia, che i genitori, nella dichiarazione di nascita, attribuiscono al figlio il sesso e un nome a questo corrispondente, anche sulla base delle informazioni ricevute dai medici su quello che potrebbe essere il probabile sesso nel quale la persona potrebbe svilupparsi. Il comma 3, infine, consente alla persona che alla nascita presentava caratteristiche anatomo-fisiologiche sia maschili che femminili, quando sar\u00e0 in grado di intendere e di volere, di domandare l&#8217;attribuzione di un sesso e di un nome diversi da quelli che gli furono assegnati dai genitori al momento della nascita e di sottoporsi, qualora lo ritenga necessario, anche a modificazioni dei caratteri sessuali primari o secondari. La modifica dell&#8217;attribuzione di sesso deve essere richiesta al prefetto, seguendo le stesse procedure disposte dalla presente legge per le persone transessuali.<\/p>\n<p>Infine l&#8217;articolo 14 contiene alcune modifiche e abrogazioni di disposizioni vigenti. Il comma 1 aggiunge un comma all&#8217;articolo 85 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, stabilendo che non \u00e8 punibile chi modifica, altera o camuffa il proprio aspetto esteriore per adeguare il proprio genere di appartenenza anagrafica alla propria identit\u00e0 di genere. In questo modo si vuole porre fine alla discriminazione subita dalle persone trans che di frequente sono sanzionate dalle forze dell&#8217;ordine per mascheramento, in base all&#8217;articolo 85 del testo unico citato. Il comma 2 modificata la lettera g) numero 2, comma 1, dell\u2019articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898, recante norme in materia di divorzio, coordinandola con la presente legge. Il comma 3 abroga la legge 14 aprile 1982, n. 164, in materia di rettificazione di sesso, mentre il comma 4 abroga le disposizioni in tema di rettificazione di sesso contenute nel D. Lgs. n. 150\/2011, risultando incompatibili con il presente testo di legge.<br \/>\nL&#8217;articolo 15, infine, contiene le coperture finanziarie per gli interventi previsti dalla presente legge.<br \/>\nLa trattazione dei dati personali rientra nelle spese generali delle pubbliche amministrazioni.<\/p>\n<p>Per coprire gli oneri a carico del Servizio sanitario nazionale, per i presidi medici e i trattamenti farmacologici, nonch\u00e9 per ogni ulteriore rimedio terapeutico utile nel percorso di adeguamento dei caratteri sessuali primari o secondari, si ricorre all\u2019accantonamento stabilito dall\u2019annuale legge di stabilit\u00e0 relativo alle spese correnti con riferimento al Ministero della Salute.<br \/>\nCalcolando \u2013 sulla base dei dati disponibili \u2013 circa 200 persone l\u2019anno che si rivolgono al servizio pubblico ed un costo medio mensile di 250 euro per almeno 24 mesi si arriva ad una spesa annua pari a circa 1,2 milioni di euro a regime.<br \/>\nSi pu\u00f2, inoltre, ipotizzare un\u2019ulteriore spesa di circa un milione di euro annui per coprire le spese relative alla formazione e l&#8217;informazione in materia di identit\u00e0 di genere tramite la promozione, nei limiti delle risorse disponibili, di programmi di sensibilizzazione e di formazione del personale sanitario, in particolare dei medici di base, anche attraverso l&#8217;integrazione dei programmi di studio dei corsi di laurea e di specializzazione nelle professioni socio-sanitarie con contenuti concernenti la conoscenza della disforia di genere e l&#8217;intervento e il sostegno a favore delle persone transessuali e transgender. L&#8217;aumento di spesa complessivo \u00e8 di 2,2 milioni di euro l\u2019anno.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">PROPOSTA DI LEGGE<\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 1.<\/strong><br \/>\n<strong>(Finalit\u00e0)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: left;\">In attuazione degli articoli 2 e 32 della Costituzione, la presente legge assicura ad ogni persona che, in ragione della propria identit\u00e0 di genere, senta di non appartenere al sesso attribuitole alla nascita, l\u2019adeguamento tra identit\u00e0 fisica e identit\u00e0 psichica, mediante la modifica del sesso e del nome indicati nell\u2019atto di nascita.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.2.<\/strong><br \/>\n<strong>(Istanza di modificazione dell\u2019attribuzione di sesso)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Ai fini dell\u2019articolo 1, chiunque intenda modificare il sesso indicato nell\u2019atto di nascita, deve farne istanza al prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione \u00e8 situato l\u2019ufficio dello stato civile dove si trova l\u2019atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.<\/li>\n<li>Nella istanza, il richiedente espone le ragioni a fondamento della richiesta, allegando documentazione, rilasciata da una struttura pubblica o privata, consistente anche solo in una relazione psicodiagnostica, che attesti la presenza di una disforia di genere.<\/li>\n<li>Qualora il richiedente si sia gi\u00e0 sottoposto all\u2019adeguamento dei caratteri sessuali primari mediante trattamento medico-chirurgico, in Italia o all&#8217;estero, la documentazione da allegare all\u2019istanza di cui al comma 2, pu\u00f2 consistere nella cartella clinica relativa all\u2019intervento o idonea documentazione medica che attesti la sua esecuzione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.3.<\/strong><br \/>\n<strong>(Modificazione dei caratteri sessuali)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Le persone di cui all\u2019articolo 1, qualora lo ritengano necessario per il proprio equilibrio psico-fisico, possono modificare o adeguare i loro caratteri sessuali mediante trattamenti medico-chirurgici, terapie ormonali o trattamenti di carattere estetico.<\/li>\n<li>Gli interventi di cui al comma 1, a cui la persona si sia liberamente determinata, incluse le modificazione dei caratteri sessuali primari, non costituiscono atti contrari a norme civili o penali.<\/li>\n<li>In nessun caso la modificazione o l\u2019adeguamento dei caratteri sessuali primari mediante trattamento medico-chirurgico \u00e8 un requisito necessario per l\u2019attribuzione di un sesso diverso da quello indicato nell\u2019atto di nascita.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.4.<\/strong><br \/>\n<strong>(Modificazione del nome)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Nell\u2019istanza di cui all\u2019articolo 2, le persone di cui all\u2019articolo 1 indicano le modifiche che intendono apportare al nome attribuito alla nascita oppure il nome che intendono assumere.<\/li>\n<li>L\u2019istanza per la modifica del nome pu\u00f2 essere presentata in qualsiasi momento, anche indipendentemente dalla presentazione dell\u2019istanza per la modificazione dell\u2019attribuzione di sesso, allegando documentazione, rilasciata da una struttura pubblica o privata, che attesti la presenza di una disforia di genere.<\/li>\n<li>Il prefetto decide sull\u2019istanza, di cui al comma 2, con decreto ai sensi dell\u2019articolo 5, adottato entro 30 giorni.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.5.<\/strong><br \/>\n<strong>(Decreto del Prefetto)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Il prefetto che riceve l\u2019istanza di cui all\u2019articolo 1, ne verifica la regolarit\u00e0 e provvede sulla domanda entro 30 giorni con decreto che autorizza la modifica degli atti dello Stato civile.<\/li>\n<li>L\u2019istante, ricevuto il decreto del prefetto, lo notifica al coniuge e ai figli, laddove esistenti, presentando al Prefetto prova dell\u2019avvenuta notificazione. Il Prefetto rilascia apposita attestazione dell\u2019avvenuta notificazione.<\/li>\n<li>Il decreto pu\u00f2 essere presentato all\u2019ufficiale di stato civile, per le annotazioni di cui all\u2019articolo 6, trascorsi 30 giorni dalla data della sua adozione o quando \u00e8 necessaria la notifica di cui al comma precedente dalla data dell\u2019avvenuta notificazione.<\/li>\n<li>Avverso il decreto del prefetto, che respinga l&#8217;istanza di cui agli articoli 2 e 4, l\u2019istante pu\u00f2 proporre, entro un anno, ricorso al Tribunale ordinario, che decide con il rito camerale. E&#8217; fatto salvo, in ogni tempo, il diritto di presentare una nuova istanza diversamente motivata o corredata da ulteriori documenti.<\/li>\n<li>Il Tribunale ordinario \u00e8 altres\u00ec competente a decidere, nelle forme del rito camerale, ogni altra controversia che dovesse sorgere a seguito della presentazione dell\u2019istanza al prefetto o in conseguenza del suo decreto.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.6.<\/strong><br \/>\n<strong>(Annotazioni ed altre formalit\u00e0)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Il decreto che autorizza il cambiamento di sesso e la modificazione del nome deve essere annotato, su richiesta dell\u2019interessato, nell\u2019atto di nascita del richiedente, nell\u2019atto di matrimonio del medesimo e negli atti di nascita dei figli. L\u2019ufficiale dello stato civile del luogo di residenza, se la nascita o il matrimonio \u00e8 avvenuto in altro comune, deve dare prontamente avviso del cambiamento o della modifica all\u2019ufficiale dello stato civile del luogo della nascita o del matrimonio, che deve provvedere ad analoga annotazione.<\/li>\n<li>Gli effetti del decreto rimangono sospesi fino all\u2019adempimento delle formalit\u00e0 indicate nel comma 1, che devono essere eseguite entro quindici giorni dalla presentazione della richiesta.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art.7.<\/strong><br \/>\n<strong>(Esenzione fiscale)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>In tutti i casi di cambiamento di sesso e di nome di cui all\u2019articolo 1, le istanze e i provvedimenti, anche quelli delle autorit\u00e0 amministrative o giudiziarie, indicati in questa legge, le copie relative, le attestazioni di ricevimento, gli scritti e i documenti eventualmente prodotti dall\u2019interessato sono esenti da ogni spesa, imposta, tassa o tributo, comunque denominati.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 8.<\/strong><br \/>\n<strong>(Effetti della modifica del sesso sul matrimonio)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Il matrimonio contratto dalla persona prima del cambio del sesso non si scioglie automaticamente.<\/li>\n<li>E\u2019 facolt\u00e0 dei coniugi richiedere lo scioglimento del matrimonio, ai sensi dell\u2019articolo 3, comma 1, numero 2, lettera g) della legge 1 dicembre 1970, n. 898 e successive modificazioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 9.<\/strong><br \/>\n<strong>(Rilascio di documenti)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>In seguito alle annotazioni di cui all\u2019articolo 6, l\u2019ufficiale di stato civile del comune di residenza, procede al rilascio dei nuovi documenti di identit\u00e0 personale.<\/li>\n<li>L\u2019Ufficiale di Stato civile comunica prontamente l\u2019avvenuta modificazione del sesso e del nome all\u2019Agenzia delle entrate che provvede a rilasciare un nuovo Codice fiscale e una nuova Tessera Sanitaria. Analoga comunicazione \u00e8 fatta all\u2019Ufficio della Motorizzazione civile del luogo di residenza della persona che ha modificato il suo sesso e il suo nome, che provvede a rilasciare una nuova patente di guida.<\/li>\n<li>Con regolamento del Ministro dell\u2019interno, sentito il parere delle associazioni delle persone trans, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabilite le modalit\u00e0 per il rilascio di copie o duplicati debitamente corretti, a seguito della modificazione della attribuzione di sesso e del nome, dei titoli conseguiti e di tutti gli altri documenti che per loro natura non sono soggetti a modifiche nel tempo, rilasciati da autorit\u00e0 pubbliche e private.<\/li>\n<li>Il rilascio di nuovi documenti o di duplicati a seguito della correzione della attribuzione di sesso e del nome \u00e8 esente da ogni onere, spesa, imposta, tassa o tributo, comunque denominati, a carico della persona interessata.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 10.<\/strong><br \/>\n<strong>(Trattamento dei dati personali)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Le attestazioni di stato civile e ogni altro documento di identit\u00e0 personale rilasciati da qualsiasi soggetto pubblico o privato e riferiti a persona della quale sia stata corretta l\u2019attribuzione di sesso, sono rilasciati con la sola indicazione del nuovo sesso e del nuovo nome.<\/li>\n<li>La violazione del comma 1 del presente articolo \u00e8 punita ai sensi dell\u2019articolo 167 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 11.<\/strong><br \/>\n<strong>(Interventi del Servizio sanitario nazionale. Formazione del personale sanitario)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: left;\">Con regolamento del Ministro della salute, d\u2019intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sentito il parere delle associazioni delle persone trans, da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti, i pres\u00ecdi medici e i trattamenti farmacologici, nonch\u00e9 ogni ulteriore rimedio terapeutico utile nel percorso di adeguamento dei caratteri sessuali primari o secondari, i cui oneri, sia in forma diretta che indiretta, sono posti a carico del Servizio sanitario nazionale.<\/li>\n<li>Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell\u2019universit\u00e0 e della ricerca e d\u2019intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, al fine di assicurare la formazione e l\u2019informazione in materia di identit\u00e0 di genere promuove, nei limiti delle risorse disponibili, programmi di sensibilizzazione e di formazione del personale sanitario, in particolare dei medici di base, nonch\u00e9 dei servizi sociali, anche attraverso l\u2019integrazione dei programmi di studio dei corsi di laurea e di specializzazione nelle professioni psicologiche e socio-sanitarie con contenuti concernenti la conoscenza della disforia di genere e l\u2019intervento e il sostegno a favore delle persone transessuali e transgender.<\/li>\n<li>Le aziende sanitarie locali possono valutare, anche su richiesta delle associazioni trans, la istituzione di consultori pubblici, adeguatamente formati sulle tematiche trans ed intersessuali, per rispondere alle esigenze delle persone trans e intersessuate, anche di minore et\u00e0, nonch\u00e9 delle loro famiglie.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 12.<\/strong><br \/>\n<strong>(Modificazione dell\u2019attribuzione di sesso del minore).<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>La modificazione dell\u2019attribuzione di sesso della persona minore d\u2019et\u00e0 \u00e8 autorizzata dal giudice tutelare del luogo di residenza del minore. Il giudice autorizza, altres\u00ec, il trattamento per la modificazione dei caratteri sessuali primari e secondari mediante il ricorso a terapie ormonali e, laddove richiesto, la loro modificazione mediante il ricorso a trattamenti medico-chirurgici.<\/li>\n<li>L\u2019istanza al giudice tutelare \u00e8 presentata dall\u2019esercente la potest\u00e0 genitoriale o, nel caso di dissenso rispetto alla volont\u00e0 del minore, da un curatore speciale, allegando idonea documentazione medica, rilasciata da una struttura pubblica o privata, contenente una relazione psicodiagnostica, che attesti la presenza di una disforia di genere.<\/li>\n<li>La volont\u00e0 del minore che ha compiuto i quattordici anni di et\u00e0 \u00e8 raccolta direttamente dal giudice tutelare, mentre quella del minore infra quattordicenne pu\u00f2 essere raccolta da uno psicologo nominato dal giudice tutelare.<\/li>\n<li>Il provvedimento del giudice tutelare che autorizza la modificazione di sesso del minore \u00e8 presentato all\u2019Ufficiale di stato civile per le annotazioni di cui all\u2019articolo 6.<\/li>\n<li>Il provvedimento del giudice pu\u00f2 essere presentato all\u2019Ufficiale di stato civile per le annotazioni di cui all\u2019articolo 6, anche prima che il minore, a ci\u00f2 autorizzato, si sottoponga a trattamenti medico-chirurgici per la modificazione dei caratteri sessuali primari.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 13.<\/strong><br \/>\n<strong>(Diritto all\u2019autodeterminazione del sesso).<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Chi alla nascita presenta condizioni congenite nelle quali lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico \u00e8 atipico non pu\u00f2 essere sottoposto a trattamenti medico-chirurgici per l\u2019assegnazione di caratteri sessuali di un solo sesso, tranne che vi siano pericolo di vita o esigenze attuali di salute fisica che escludano la possibilit\u00e0 di rinviare l&#8217;intervento.<\/li>\n<li>Al momento della dichiarazione di nascita, ai sensi del regolamento dello stato civile di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 e successive modificazioni, i genitori attribuiscono al figlio il sesso da indicare nell\u2019atto di nascita.<\/li>\n<li>La persone di cui al comma 1 possono domandare l\u2019attribuzione di un sesso e di un nome diversi da quelli indicati nell\u2019atto di nascita, sulla base delle procedure previste dalla presente legge, anche in seguito a intervenute modificazioni dei caratteri sessuali primari o secondari ad opera di terapie ormonali, di trattamenti di carattere estetico o di adeguamento dei caratteri sessuali medesimi mediante trattamenti medico-chirurgici, alle quali si siano autodeterminate.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Art. 14.<\/strong><br \/>\n<strong>(Modifiche e abrogazioni).<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>All\u2019articolo 85 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, \u00e8 aggiunto, in fine, il seguente comma:\u00abNon \u00e8 punibile chi modifica, altera o camuffa il proprio aspetto esteriore durante il percorso medico, psicologico e legale al fine dell\u2019attribuzione di un sesso diverso da quello indicato nell\u2019atto di nascita\u00bb.<\/li>\n<li>La lettera g), del numero 2, del comma 1, dell\u2019articolo 3 della legge 1 dicembre 1970, n. 898 \u00e8 sostituita dalla seguente:<br \/>\n\u00abg) \u00e8 ottenuta la modifica dell\u2019attribuzione di sesso nell\u2019atto di nascita.\u00bb.<\/li>\n<li>La legge 14 aprile 1982, n. 164, e successive modificazioni, \u00e8 abrogata.<\/li>\n<li>Gli articoli 31 e 34, comma 39, del decreto legislativo 1 settembre 2011 n. 150 sono abrogati.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Articolo 15<\/strong><br \/>\n<strong>(Coperture finanziarie)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Agli oneri derivanti dalla presente legge, pari a 2,2 milioni di euro a decorrere dall\u2019anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2013-2015, nell\u2019ambito del programma \u00abFondi di riserva e speciali\u00bb della missione \u00abFondi da ripartire\u00bb dello stato di previsione del Ministero dell\u2019economia e delle finanze per l\u2019anno 2013, allo scopo parzialmente utilizzando l\u2019accantonamento relativo al Ministero della salute.<\/li>\n<li>Il Ministro dell\u2019economia e delle finanze \u00e8 autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica la proposta di legge dal sito della Camera dei deputati &nbsp; 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