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In memoria di Enzo Francone

 

E’ scomparso ieri sera Enzo Francone, amico di Avvocatura per i Diritti LGBT e tra i fondatori del movimento omosessuale italiano. Con noi ha percorso un pezzo di strada importante nel progetto per l’affermazione civile.

 

Gli rivolgiamo un saluto affettuoso e un ringraziamento, unendoci al dolore dei suoi amici e della sua famiglia.

 

Ciao Enzo

 

Avvocatura per i Diritti LGBT

 

IN MEMORIA DI ENZO FRANCONE

di Francesco BILOTTA

Sono tornato un paio di ore fa da Roma, con tanta stanchezza, ma anche con l’energia che i Colleghi di Avvocatura per i diritti LGBT – Rete Lenford mi hanno dato in questa due giorni spesa tra il Convegno nazionale, la nostra prima festa di beneficienza, la riunione dell’Assemblea dei soci ospitata nella sede del Partito radicale.
Come al solito, ho aperto la mia posta elettronica. La prima mail che ho trovato mi comunicava la scomparsa di Enzo.
Non riesco a togliermi dalla mente i suoi occhi, il suo accento piemontese, il suo sorriso. Ma soprattutto non riesco a non pensare al suo entusiasmo.

Il ricordo più vivo di lui, che tanto mi ha consolato negli ultimi mesi, risale all’ultimo Gay Pride di Genova. Mi ha raccontato delle sue battaglie giovanili. Ne parlava come una cosa successa il giorno prima. E ciò non per uno scherzo della memoria, ma perchè per lui quella lotta per i diritti e la dignità delle persone LGBT coincideva con la sua vita, perchè l’energia e la convinzione di un tempo erano le stesse dell’oggi.
Mi ha rincuorato, dicendomi che la via dell’Affermazione civile è la via giusta, anzi l’unica in questo momento storico e politico del nostro Paese. Quel sorriso e quello sguardo mi hanno dato forza e conforto nei momenti di stanchezza degli ultimi mesi.
Allora non mi sono reso conto fino in fondo del regalo che mi stava facendo. Oggi che Enzo non c’è più, capisco fino in fondo quanto prezioso sia.

Mentre si spegneva, stavamo programmando con i Colleghi di Rete Lenford la nostra attività per i prossimi anni. Lo stavamo facendo nella sede del Partito in cui per anni Enzo ha militato. Voglio pensare che le nostre lotte e le nostre battaglie siano una continuazione ideale delle sue. Voglio pensare – anzi, ne sono sicuro – che ancora una volta avrebbe condiviso totalmente le prospettive e i traguardi che abbiamo individuato nel confronto serrato di queste ore di riunione.

Un pensiero va anche a coloro che raccolgono più direttamente la sua eredità ideale: agli Amici di Torino e agli Amici di Certi diritti. Come me staranno provando un senso di vuoto, ma sono sicuro che come me stanno pensando a come attualizzare una vita, quella di Enzo, spesa per far avanzare nel nostro Paese un’idea tanto semplice quanto eversiva e cioè che la libertà è l’essenza del nostro essere nel mondo. O si è davvero liberi o non si è.
Non ci si può rassegnare dinanzi all’assenza della libertà, nè si può essere indifferenti. L’indifferenza ci rende complici di un sistema illiberale.

Lui era così: aveva i suoi occhi grandi fissi sull’obiettivo di un mondo più libero e un sorriso arguto e sincero che denotava coraggio. Forse non se ne rendeva conto, ma riusciva a rendere contagioso quel coraggio.
Se gli avessi detto queste cose, si sarebbe messo a ridere con un po’ di sabaudo imbarazzo e poi mi avrebbe chiesto come potersi rendere utile per continuare la battaglia, badando come sempre ai fatti e non alle chiacchiere.

Grazie Enzo per la tua lezione di vita. Per me sei stato e continuerai a rimanere un esempio.
Ti porto nel cuore, anche se non te l’ho mai detto.
Grazie di esserci!

 

 

 

Per ricordarlo postiamo il link ad un’itnervista che Enzo ha rilasciato al sito Mentelocale in occasione del Genova pride 2009:

 

L’intervista ad Enzo Francone, fondatore del movimento omosessuale italiano

I ricordi della prima manifestazione sanremese del fronte rivoluzionario ‘Fuori!’. Era il 5 aprile 1972: «allora l’omosessualità era considerata una malattia»

di Francesca Baroncelli

GENOVA, 4 aprile 2009

 

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