Straordinario successo dell’associazione ‘Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+’: con ordinanza pubblicata oggi pomeriggio il Tribunale di Lucca ha deciso di assegnare nuovamente alla Corte costituzionale la questione relativa alla possibilità di riconoscere, come figli di due madri e non solo della donna partoriente, i bambini nati in Italia e concepiti all’estero da due donne tramite fecondazione eterologa.
Nel marzo 2021 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 32, aveva invitato il Parlamento a intervenire con urgenza, al fine di colmare la lacuna normativa.
Oggi, dopo oltre tre anni di assoluto e imbarazzante silenzio legislativo, stigmatizzato recentemente anche dal Presidente della Corte costituzionale prof. Augusto Barbera, la svolta arriva dal Tribunale di Lucca, che ha deciso di sollecitare un nuovo intervento della Consulta, per far sì che l’identità personale e familiare dei figli di due madri, con tutti i diritti che ne conseguono, non possa più essere compromessa.
Dal 2018 alcuni Sindaci avevano iniziato a formare atti di nascita indicando sia la donna partoriente, sia la compagna (‘madre intenzionale’) che aveva espresso all’estero il consenso alla procreazione medicalmente assistita.
Nel 2023, però, alcune Procure, tra cui quelle di Lucca e di Padova, avevano chiesto ai vari Tribunali di volta in volta competenti di cancellare il nominativo della madre intenzionale dagli atti di nascita di molti bambini, reputando che quest’ultima possa soltanto adottare (con la c.d. ‘stepchild adoption’) il bambino concepito all’estero anche grazie al suo consenso, senza però poterlo riconoscerlo direttamente alla nascita.
Nell’assumere la difesa di tante coppie di madri colpite dai ricorsi delle Procure l’associazione di avvocate e avvocati esperti in materia di diritti LGBTI+ “Rete Lenford” ha costituito uno specifico team di lavoro e ha avviato la campagna nazionale “Affermazione Costituzionale”, patrocinando decine di udienze e chiedendo ai vari Tribunali di rimettere la questione alla Corte costituzionale.
Il Tribunale di Lucca ha oggi accolto pienamente la prospettazione di Rete Lenford: la tutela dei figli e delle figlie di due madri non può più subire l’incertezza di disordinate soluzioni giurisprudenziali, ma deve essere rimessa alla Corte costituzionale, affinché si faccia definitiva chiarezza con una pronuncia della Consulta efficace per tutte le coppie di madri e non solo per quelle coinvolte nel ricorso di Lucca.
L’avv. Vincenzo Miri, difensore della coppia di madri dinanzi al Tribunale di Lucca e presidente di Rete Lenford, commenta: «Si tratta di uno snodo giudiziario importantissimo, ottenuto dopo anni di battaglie giudiziarie in tutta Italia e volto a superare l’indirizzo della Cassazione. Dal 2020, infatti, la Corte di cassazione ha sempre individuato nell’adozione l’unico strumento a disposizione della madre intenzionale per tutelare i propri figli e le proprie figlie, ma non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato a denunciare in ogni sede i gravissimi limiti della c.d. stepchild adoption. Dopo un lunghissimo percorso giudiziario, che ha attraversato tantissimi tribunali italiani, dovrà ora intervenire la Consulta, con una decisione che sarà efficace per tutte le famiglie italiane con due mamme o due papà. Esprimo un grandissimo ringraziamento a tutto il team di lavoro e all’associazione EDGE, che ha subito supportato la campagna “Affermazione costituzionale”, oggi, per così dire, ‘arrivata a destinazione’. È ben possibile che anche altre Corti, tra cui quella di Venezia chiamata a decidere sui noti casi di Padova relativi alla cancellazione della madre intenzionale per 38 bambini, seguano la via indicata dal Tribunale di Lucca. Confidiamo che la Consulta accolga la questione di legittimità, perché i bambini non possono più subire gli effetti di posizione politiche ideologiche e discriminatorie. Abbiamo fiducia che sia restituita uguaglianza a tutte le famiglie e sia eliminata una situazione giurisprudenziale di intollerabile caos, che angoscia troppe famiglie, colpevoli soltanto di essere tali».
L’ordinanza del Tribunale di Lucca può essere scaricata qui
Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+
Tel.: 328.6321733
E-mail: ufficiostampa@retelenford.it – segreteria@retelenford.it
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