Il Tribunale di Taranto, per la prima volta dopo le pronunce negative degli scorsi mesi della Corte di cassazione, ha accolto la richiesta di formazione dell’atto di nascita di due gemellini con l’indicazione di entrambe le mamme.
Al momento della nascita la coppia si era rivolta al proprio Comune di residenza chiedendo il riconoscimento alla nascita dei gemelli da parte di entrambe le mamme, ricevendo però un rifiuto da parte dell’Ufficiale dello stato civile, che veniva quindi impugnato davanti al Tribunale di Taranto.
Il Collegio giudicante – pur dando atto dell’accesa querelle giurisprudenziale che ha visto contrapporsi da un lato le numerose pronunce di merito che davano ragione alle mamme e dall’altro il costante orientamento contrario della Corte di cassazione (espresso in ben otto decisioni) – non ha ritenuto legittimo il rifiuto.
Il Tribunale di Taranto, infatti, non ha condiviso lo spostamento dell’analisi giuridica dal piano della tutela del ‘miglior interesse del minore’, che rappresenta la questione centrale, al profilo, ben diverso, del divieto imposto a due donne dalla legge italiana di accedere a un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (“PMA”).
La formazione dell’atto di nascita con due mamme, osserva il Tribunale, risponde alla tutela del miglior interesse dei gemelli, che hanno diritto a vedersi riconosciuta là bigenitorialità all’interno del contesto familiare in cui sono venuti al mondo e in cui risultano stabilmente inseriti. La vita affettiva familiare dei minori deve essere tutelata e non può essere discriminata per ragioni legate alla loro nascita.
Il Tribunale di Taranto, infine, ha ritenuto non sufficiente l’adozione per le famiglie omogenitoriali, soprattutto in termini di inadeguate garanzie rispetto alla speditezza del procedimento di adozione, che è invece richiesta dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Per l’avv. Vincenzo Miri, presidente di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+, “la decisione del Tribunale di Taranto risulta particolarmente importante perché affronta e supera i gravi limiti delle recenti decisioni della Corte di cassazione, riconoscendo legittima e, anzi, dovuta la formazione sin dalla nascita degli atti anagrafici con l’indicazione di due mamme. Non è più tollerabile, però, che il riconoscimento di diritti fondamentali venga rimesso alle più varie interpretazioni giurisprudenziali: risulta perciò evidente e urgente la necessità di dare attuazione alle nostre richieste indicate nella proposta di legge presentata qualche giorno fa con l’associazione Famiglie Arcobaleno”.
“Il riconoscimento della bigenitorialità sin dalla nascita è l’unico modo per garantire i diritti delle bambine e dei bambini a nascere e crescere nel contesto familiare nel quale sono stati desiderati e concepiti, come avviene per le coppie eterosessuali, senza alcuna discriminazione legata all’orientamento sessuale dei genitori. Continueremo a lavorare perché non venga più negato il diritto alla propria identità, a prescindere dal contesto familiare in cui si nasce o dalle pratiche di P.M.A. utilizzate”, conclude l’avv. Pasqua Manfredi, socia di Rete Lenford – Avvocatura per i diritti LGBTI+ che ha seguito le due mamme.
Il decreto del Tribunale del 17 giugno 2022 è consultabile qui
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