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Iraq: una rete segreta di case e vicoli sottorranei mette al sicuro gli omosessuali dagli squadroni della morte islamici

 

Fonte: http://www.guardian.com.uk del 25 febbraio 2009

 

Ai tempi della schiavitu’, negli Stati Uniti c’era l’"Underground Railroad" una rete clandestina di case sicure e strade sotterranee, che ha consentito a migliaia di schiavi del sud, di inseguire la liberta’ nei paesi del nord. Oggi, 200 anni dopo, in Iraq, una moderna versione di questo sistema sta salvando la vita della popolazione gay irachena dalla persecuzione da parte delle squadre della morte islamiche. Questa rete fornisce case sicure a Baghdad e in altre citta’ dell’Iraq e consente la fuga delle persone LGBT verso i paesi vicini alla ricerca di protezione umanitaria da parte delle Nazioni Unite. Questa rete segreta, coordinata dall’ Iraqi LGBT  in esilio a Londra, sta salvando dozzine di vite. Dalla caduta di Saddam Hussein, l’omofobia e la persecuzione delle persone LGBT e’ peggiorata moltissimo. L’invasione del 2003 da parte dei "paesi occidentali" ha messo fine alla tirannia della dittatura Baatista. Ma ha anche distrutto uno stato secolare, creando caos e anarchia e consentendo l’espansione del fondamentalismo religioso. Il risultato si e’ tradotto in una campagna omofobica di ispirazione Islamica contro le persone LGBT irachene. Questa campagna del terrore fu promossa dal leader della Shia, il Gran Ayatollah Ali al-Sistani. Nel 2005 lancio’ una Fatwa con l’urgenza di uccidere tutte le persone LGBT nel "modo peggiore e piu’ cruento possible". Questo e’ lo stesso Sistani che fu definito dal presidente Bush come un "leader moderato". Il governo Britannico appoggio’ gli USA. Sistani fu accolto in Gran Bretagna per cure mediche. Lui era anti-Saddam, quindi fu supportato nonostante la sua campagna religiosa omicida. Nonostante la sicurezza generale all’interno dell’Iraq sia migliorata, quella delle persone LGBT e’ peggiorata sensibilmente. L’uccisione sistematica delle persone LGBT e’ orchestrata dagli agenti della Polizia e dei servizi segreti del Ministero degli Interni, molti dei quali ex membri dei Badr Corps supportati dall’Iran. Le persone LGBT sono uccisi a colpi di arma da fuoco nelle case, strade e posti di lavoro. Anche sospetti bambini gay sono stati assassinati. I loro sicari stanno facendo questo nel nome del loro governo "democratico", per sradicare quello che loro definiscono come ‘un comportamento immorale e anti-islamico’. Questo programma di omicidi mirati ha un obbiettivo, secondo le squadre della morte: la completa eliminazione di tutti i Queer dall’Iraq. E’ in effetti, una vera e propria "pulizia sessuale". I sicari si dichiarano convinti che la maggior parte dei "sodomiti" siano gia’ stati eliminati. Il Ministero degli Interni, supportato da UK and USA e’ certamente un ministero chiave del governo iracheno. Ma quale democrazia! Infatti non esiste democrazia ne diritti umani per i Queer iracheni. Se il governo di Baghdad non sta attivamente incoraggiando questo sterminio, sta sicuramente consentendo di farlo alla polizia e ai gruppi di fondamentalisti religiosi. Per proteggere dal terrore e salvare vite, l’organizzazione "Iraqi LGBT" ha creato una rete sotterranea di strade, completata da case sicure e vie di fuga. "Dall’istituzione del progetto Case Sicure nel 2006, abbiamo garantito rifugio a dozzine di gay che erano inseguiti dalle squadre della morte", riporta Ali Hili, coordinatore dell’ Iraqi LGBT. "Abbiamo anche assistito persone nella loro fuga dall’Iraq verso i paesi vicini, dove abbiamo stabilito programmi di integrazione. I nostri sforzi hanno consentito alla registrazione dei rifugiati gay all’ Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), e alla possibilità di spostare alcuni di loro in paesi sicuri in Europa e Nord America. Questi pochi fortunati hanno incominciato a ricostruire le loro vite" dichiara Hili. K e’ un architetto di 33 anni, fuggito ad Amman in Giordania. Ora aiuta il coordinamento del gruppo di supporto di Iraqi LGBT ad Amman, aiutando altri rifugiati LGBT Iracheni. Fino ad ora, 7 dei 23 rifugiati LGBT che sono arrivati in Giordania hanno visto approvare le loro richieste di asilo dall’ UNHCR e hanno trovato rifugio in USA, Svezia, Olanda e Germania. Questo eroico lavoro non e’ purtroppo privo di rischi a sacrifici. Molti degli "attivisti sotterranei" sono stati assassinate in una serie di orribili attacchi. 2 lesbiche che gestivano una "casa sicura" a Najaf sono state macellate, insieme ad un giovane ragazzo salvato dall’industria del sesso. La scorsa estate, il coordinatore della "casa sicura" di Baghdad, Bashar, e’ stato ucciso dai fondamentalisti all’interno del negozio del suo barbiere. Precedentemente, 5 attivisti gay che coordinavano un’altra "casa sicura" sono stati massacrati. La carenza di fondi e’ un problema perpetuo. 3 delle 5 "case sicure" di Baghdad hanno chiuso lo scorso anno per carenza di fondi. 2 sono state successivamente riaperte ma e’ un continuo problema mantenerle in funzione. I fondi servono per pagare l’affitto, elettricita’ e cibo per le 10-12 persone ammassate in ogni casa. Molti piu’ iracheni LGBT non hanno un posto dove nascondersi.

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