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Trieste. Unioni tra gay, riparte la battaglia

 

«Stiamo andando verso una società inclusiva e pluralista oppure no? Bisogna capire che il riconoscimento delle unioni omosessuali serve a dare una risposta a questa domanda: è di una battaglia di tutti, non soltanto di gay e lesbiche». In questi termini Francesco Bilotta riassume il tema di «Le unioni tra persone dello stesso sesso», libro di cui è curatore.

La presentazione del volume, organizzata dall'Associazione Certi Diritti, si è svolta nei giorni scorsi alla Feltrinelli di Trieste: il pubblico ha riempito la sala della libreria. Il libro è frutto di un convegno per giuristi svoltosi a Firenze nel gennaio di quest'anno, e affronta la questione dei diritti delle coppie omosessuali sia dal punto di vista del diritto italiano che da quello dei sistemi giuridici stranieri.

Clara Comelli, presidente di Certi Diritti, ha moderato il dibattito: «La nostra associazione è giovane – spiega – ma è impegnata in una battaglia importante: quindici coppie omosessuali in Italia hanno richiesto ai municipi il riconoscimento dei loro matrimoni, vedendoselo negare. Quel diniego è stato impugnato e puntiamo ad arrivare davanti alla Corte di Cassazione: se la corte dovesse confermare le unioni garantiremmo anche in Italia quello che per altri paesi europei è un diritto fondamentale».

Secondo Comelli casi simili esistono anche a Trieste, e l'associazione spera di includerli nell'iniziativa.

Francesco Bilotta partecipò alla stesura dei progetti di legge sui Pacs, ma ora sostiene la necessità di consentire il matrimonio agli omosessuali: «Anche dal punto di vista giuridico, è più semplice ampliare a tutti il concetto di matrimonio piuttosto che concentrarsi su casi particolari come facevano i Pacs. L'Italia presenta un vuoto legislativo laddove la regolamentazione europea è spesso molto avanzata: è un fenomeno che diventa evidente quando coppie sposate all'estero chiedono il riconoscimento della loro unione in Italia. Il libro tratta del problema dal punto di vista storico e giuridico».

All'incontro hanno partecipato Cathy La Torre, dello Sportello legale Arcigay Nazionale, Francesca Polo, Presidente nazionale Arcilesbica, e Saveria Ricci, Presidente dell'Avvocatura per i diritti Lgbt/Rete Lendford. Secondo La Torre «molte coppie omosessuali richiedono semplicemente di poter disciplinare e regolare il loro rapporto, una necessità che diviene palese in casi drammatici: ad esempio quando un partner si ammala gravemente o viene a mancare».

Polo e Ricci concordano sull'importanza del libro, visto come un utile strumento per giuristi, politici ed attivisti nonché come un mezzo per sensibilizzare il mondo forense.

Ulteriori informazioni sull'Associazione Certi Diritti sono disponibili sul sito www.certidiritti.it .

 

 

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