La Corte Suprema della California ha negato l'entrata in vigore della Proposition 8. Allo stesso tempo la Corte Suprema si pronuncerà su alcune fondamentali questioni giuridiche relative alla validità della Proposition 8.  Alla luce dei tre ricorsi presentati il 5 Novembre, infatti, la Corte dovrà decidere anche su altri profili.

1) La Proposition 8 è invalida perchè costituisce una revisione più che un emendamento della Costituzione Californiana?

2) La Proposition 8 viola il principio di separazioni dei poteri dello Stato?

3) Se la Proposition 8 non è incostituzionale, quale saranno i suoi effetti sui matrimoni contratti prima della sua adozione?

 

Spesso si pensa che il riconoscimento del diritto al matrimonio per le persone dello stesso sesso riguardi soltanto gli omosessuali, che sia invece una questione centrale per la definizione del concetto di cittadinanza e del tipo di società in cui vogliamo vivere, lo dimostrano le parole di Keith Olbermann un commentatore politico e anchorman di MSNBC.

 

 


A seguire la traduzione del discorso (a cura di Maria Federica MOSCATI) e poi il video:

 

Olbermann: Il matrimonio e’ una questione d’amore. Ognuno merita le stesse occasioni di felicita’ e stabilita’.

 




Finalmente stanotte come promesso, un Commento Speciale al passaggio, la settimana scorsa, della Proposition 8, che ha annullato il diritto di sposarsi delle coppie dello stesso sesso, e che sovverte gli equilibri su tale faccenda, da costa a costa.



Alcune precisazioni utili come prefazione. Questo non ha niente a che fare con la protesta, e questo non e’ niente di politico, e non riguarda neanche solo la Proposition 8.  E io non ho nessun personale interesse in questo: io non sono gay, ho dovuto fare un grande sforzo per individuare almeno un gay nella mia estesa famiglia; non ho nessuna storia di amici o colleghi che lottano il pregiudizio che ancora pervade le loro vite.



Per me questo voto e’ orribile. Orribile. Perche’ questo non riguarda la protesta e non riguarda la politica. Questo riguarda il cuore umano, e se questo suona sdolcinato, allora che lo sia.


Se avete votato per questa Proposition o supportate quelli che lo hanno fatto o i sentimenti che esprimono, io ho alcune domande, perche’ in verita’, io non capisco. Perche’ ciò dovrebbe interessarvi? In un tempo di instabilita’ e relazioni di una notte, queste persone vogliono le stesse possibilita’ di stabilita’ e felicita’ che avete voi. Non vogliono negare le vostre. Non vi vogliono levare niente. Vogliono quello che volete voi – la possibilita’ di essere meno soli nel mondo.



Solo che ora state dicendo loro: no. Non potete avere il matrimonio in questi termini. Forse qualcosa di simile, se si comportano bene, se non causano troppi problemi. Gli riconoscereste anche tutti i diritti – anche se ora state portando loro via diritti che avevano gia’. Un mondo intorno a loro, ancora ancorato all’amore e al matrimonio, e voi state dicendo: no, non potete sposarvi. Che direste se passasse una legge che dice che voi non potete sposarvi?


Continuo a sentire questo termine ‘ri-definire’ il matrimonio. Se questo paese non avesse ri-definito il matrimonio, le persone di colore ancora non potrebbero sposare i bianchi. Sedici stati avevano leggi che rendevano illegale il matrimonio tra neri e bianchi nel 1967. Nel 1967!
I genitori del nuovo eletto Presidente degli Stati Uniti non si sarebbero potuti sposare in piu’ o meno un terzo degli stati del paese nel quale il loro figlio e’ cresciuto ed ora sta per guidarlo. Ma questo e’ ancora peggio. Se questo paese non avesse ‘ri-definito’ il matrimonio , alcune persone di colore ancora non potrebbero sposare altre persone di colore. E’ una delle piu’ crude pagine della nostra triste storia della schiavitu’. I matrimoni non erano legalmente riconosciuti se le persone erano schiavi. Siccome gli schiavi erano prorpieta’, essi non potevano legalmente essere marito e moglie, o madre e figlio. I loro voti coniugali erano diversi: non ‘Finche’ morte non ci separi’, ma ‘Finche’morte o distanza non ci separi’. Matrimoni tra schiavi non erano legalmente riconosciuti. Sapete, proprio come i matrimoni oggi in California non sono riconosciuti, se le persone sono gay.
Ed è incalcolabile nella nostra storia il numero di uomini e donne, forzati dalla societa’ a sposare persone di sesso opposto, in matrimoni simulati, in matrimoni di convenienza, o giusto in matrimoni con sconosciuti; per secoli uomini e donne hanno vissuto le loro vite in vergogna ed infelicita’, e hanno, mentendo a se stessi o agli altri, rovinato innumerevoli altre vite, di sposi e di figli, tutto perchè noi abbiamo detto che un uomo non puo’ sposare un altro uomo, o una donna non puo’ sposare un’altra donna.


La santita’ del matrimonio.
Quanti matrimoni come questi ci sono stati e quanto hanno incrementato la ‘santita’ del matrimonio sulla terra piu’ che renderne il termine senza significato?
Che significa questo per voi? Nessuno sta chiedendo voi di adottare le loro espressioni di amore. Ma come esseri umani, non dovreste forse adottare quell’amore? Il mondo e’  gia abbastanza arido.
E’ammucchiato  contro l’amore, e contro le speranze, e contro quelle poche e preziose emozioni che ci permettono di andare Avanti. Il vostro matrimonio ha solo 50 possibilità su 50 di durare, non importa quanto amore proviate e quanto lavoriate duro.
E qui ci sono persone pazze di gioia all’idea di quella sola possibilita’, e di quel lavoro, solo per la speranza di provare quell’emozione.  Con tanto odio nel mondo, con così tanta insignificante divisione, e con persone  che si oppongono ad altre persone, questo è ciò che la vostra religione vi dice di fare? Con la vostra esperienza di vita e questo mondo e tutta la sua tristezza, questo è ciò che la vostra coscienza vi dice di fare?
Con la vostra consapevolezza che la vita, con infinito vigore, sembra lasciar prendere il campo da gioco dove viviamo, in favore di infelicità ed odio…questo è ciò che il vostro cuore vi dice di fare? Volete santificare il matrimonio? Volete onorare il vostro Dio e l’amore universale che credete lui rappresenti? Allora diffondete felicità – questo sottile, simbolico, semantico granello di felicità – condividetelo con tutti quelli che lo cercano. Citatemi uno qualsiasi dei vostri leader religiosi o un libro qualsiasi a vostra scelta che vi dicano di opporvi a questo. E poi ditemi come potete credere a quella loro dichiarazione ed anche ad un’altra, quella che dice solo ‘non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te’.


Vi è richiesto ora, dal vostro Paese, e forse dal vostro Creatore, di stare o da una parte o dall’altra. Vi è richiesto di prendere posizione, non su una questione politica, non su una questione religiosa, non su una questione di omosessuali o eterosessuali. Vi è richiesto di prendere posizione su una questione d’amore. Tutto ciò di cui avete bisogno è di prendere posizione, e lasciare che il sottile tizzone dell’amore incontri il suo destino.
Non dovete aiutarlo, non dovete applaudirlo, non dovete lottare per questo. Solo non cacciatelo fuori. Solo non fatelo estinguere. Perchè se a prima vista può apparire che l’amore sia tra due persone, voi non lo sapete e non lo capite e forse non volete neanche sapere: che esso è infatti il tizzone del vostro stesso amore, quello per il vostro compagno proprio perchè questo è l’unico mondo che abbiamo. E anche l’altra persona conta.



Questa è la seconda volta in dieci giorni che mi trovo a concludere facendo riferimento, tra le altre cose, all’arringa finale di Clarence Darrow in un processo per omicidio.




Ma ciò che disse, si adatta a quello che è il fulcro di tutto questo:
“La scorsa notte stavo leggendo l’aspirazione di un antico poeta Persiano, Omar-Khayyam”  disse Darrow al giudice. “Che mi apparve come la più alta della quale potessi avere visione. Desideravo che fosse nel mio cuore, e desideravo che fosse nel cuore di tutti:


"So I be written in the Book of Love;

I do not care about that Book above.

Erase my name, or write it as you will,

So I be written in the Book of Love."

 



Buona notte e buona fortuna….

 

 

 

La Court of Appeal ha rigettato la richiesta di asilo avanzata da un cittadino iraniano in ragione della propria omosessualità. Secondo la corte, una condotta di vita discreta permetterebbe al ricorrente di risiedere in Iran senza incorrere in seri pericoli di persecuzione e, pertanto, senza rischi per i diritti sanciti nell'articolo 3 della CEDU.


fonte: http://www.europeanrights.eu/

 

Segnalazione di Silvia BORELLI

 

 

 

Allegati

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Sala Atti di Scienze Politiche
Primo piano, ala destra, edificio centrale (P.zale Europa)
Mercoledì 26 Novembre, ore 16:00

 

 

PROGRAMMA
Roberto Sarciglia
Saluto del Preside della Facoltà di Scienze Politiche

Giovanni Delli Zotti
Saluto del Direttore del Dipartimento di Scienze dell'Uomo

Teresa Tonchia
Ricercatore di Filosofia Politica - Facoltà di Scienze Politiche (Ts)
La differenza della differenza

Moreno Zago
Ricercatore di Sociologia del Turismo - Facoltà di Scienze Politiche (Ts)
Turismo lgbt: un gran bel affare

Paola Schulze Belli
Professore associato di Lingua tedesca - Facoltà di Scienze Politiche (Ts)
La devianza medievale - le mistiche: Streghe o sante?

Francesco Bilotta
Ricercatore di Diritto privato - Facoltà di Economia (Ud)
Diritto e omosessualità: un' analisi storica

Moderatore
Luca Marsi
(Coordinatore del gruppo "Uguali Ma Diversi")

LA PARTECIPAZIONE ALLA CONFERENZA DARA' LA POSSIBILITA' DI RICHIEDERE I CREDITI "F"

Thanks to:

Facoltà Di Scienze Politiche
Dipartimento di Scienze dell'Uomo
Dipartimento di Scienze Politiche
Gruppo "Uguali ma Diversi"
Arcigay
Arcilesbica

 

 

 

Venerdì 21 novembre ore 17.30

La Feltrinelli libri e dischi Trieste

V.Mazzini, 39 / Trieste

 

 

 

 

 

PROGRAMMA 

 

Sono previsti gli interventi di

CATHY LA TORRE - Sportello Legale Arcigay Nazionale

FRANCESCA POLO - Presidente Nazionale Arcilesbica

SAVERIA RICCI - Presidente Avvocatura per i diritti Lgbt/Rete Lenford

 

Sarà presente il curatore del libro

FRANCESCO BILOTTA

 

Modera ed introduce

CLARA COMELLI - Presidente Associazione Radicale Certi Diritti

www.certidiritti.it

 

 

Allegati

Cover211108_presentazione trieste.pdf
Bercy ha riconosciuto la validità del matrimonio di una coppia di uomini neerlandesi insediatasi in Francia e che avevano contratto la loro unione nei Paesi Bassi, così permettendo loro di essere oggetto di un'imposizione comune, secondo quanto annunciato venerdì dall'avvocato dei due uomini.

 

PeterJan e Aad, sposati nei Paesi Bassi dove il matrimonio omosessuale è legale, vivono in Francia da molti anni, gestiscono un rifugio nel Gers e pagano le loro imposte in Francia. In sostanza volevano fare una dichiarazione dei redditi congiunta, ciò che era loro sistematicamente rifiutato in Francia, secondo il loro difensore. «È da un anno e mezzo che avevo fatto ricorso al servizio giuridico e alla direzione della legislazione fiscale: questi due servizi erano tenuti a rispondere», ha raccontato l'avvocato Leclerc.

Una decisione amministrativa dell'11 luglio 2008 emanata dalla Direzione generale delle finanze pubbliche del Ministero del bilancio riconosce la legalità del loro matrimonio «e soprattutto le conseguenze fiscali d'un matrimonio contratto da due persone dello stesso sesso nella misura in cui esso è legale: esso determina le stesse conseguenze giuridiche che quello di due coniugi francesi», ha precisato.

«Questa decisione è una piccola vittoria per un grande avvenire», ha aggiunto, affermando che si tratta del primo caso in Francia. «La loro battaglia è non tanto per i risparmi economici, quanto una questione di principio», aggiunge l'avvocato, sottolineando che «ciò apre una breccia per le questioni importanti collegate alle successioni».

 

L.S. (lefigaro.fr) con Agence France Presse

 

 

Il Ministero della Difesa inglese ha affermato di aver risarcito 4 milioni di sterline ai militari ingiustamente licenziati dalle forze armate a causa del loro orientamento omosessuale.
La lunga vicenda alla base del risarcimento si è aperta nel 1999, quando la Corte europea dei diritti dell’uomo, accogliendo i ricorsi di 4 cittadini gay e lesbiche inglesi, ha riconosciuto che l’esclusione di cittadini omosessuali dalla forze armate ed il loro licenziamento, se scoperti, costituisce violazione del diritto alla vita privata protetto dall’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (procedimenti Smith and Grady v. The United KingdomLustig-Prean and Beckett v. The United Kingdom).
Il Ministero ha dichiarato di aver pagato 3,7 milioni di sterline lo scorso anno a 57 ex dipendenti che avevano intrapreso azioni giudiziarie. Somma che si è aggiunta alle 300 mila sterline pagate agli 8 ex dipendenti omosessuali nei precedenti due anni. Il risarcimento medio corrisposto alle 65 persone che hanno intrapreso un’azione giudiziaria contro il Ministero della Difesa per il suo divieto all’accesso degli omosessuali nelle forze armate, è stato di 61 mila e 500 sterline.

 


Fonte della notizia:

leggi l'articolo comparso sul Times

 




Altri approfondimenti:
Storia del divieto contro gli omosessuali di prestare servizio nelle forze armate

I risarcimenti corrisposti ai militari che hanno portato il caso alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Tutti i cittadini sono uguali, chi può dirlo meglio dei giuristi? Ma gay e lesbiche, per i ritardi della politica italiana, non hanno ancora diritto al riconoscimento delle proprie unioni.  Esiste però la "via giudiziaria".

 

Riusciranno gli avvocati con ricorsi che potrebbero arrivare fino alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo a colmare il grave deficit di Giustizia? C'è chi sostiene di sì.

 

E' la Rete Lenford che ha preso il nome da un avvocato giamaicano, figura di spicco contro l'omofobia e assassinato perché gay. Ha un anno di vita, è promossa dall'Avvocatura Lgbt (in tutto 100 avvocati in Rete) e a questo riguardo sta lavorando  con l'associazione radicale "Certi diritti". E' nata grazie all'iniziativa di Saveria Ricci, Antonio Rotelli, Francesco Bilotta, considera il testo fresco di stampa "Le unioni tra persone dello stesso sesso" (ed. Mimesis)  l'orizzonte culturale da cui prendere le mosse. Bilotta, il curatore, ci conduce al punto di partenza: "In Italia non esiste alcuna norma che vieti alle persone dello stesso sesso di sposarsi. Ci sono invece tantissime persone che avvertono una esigenza profonda di regolamentare la propria unione. Riconoscere questa realtà comporta un cambiamento culturale e antropologico. Ma c'è il freno del "chissà dove andremo a finire"".  

 

Visto che non ci sono divieti, qualcuno potrebbe provare a sposarsi? E se lo fa cosa succede? Addentriamoci nella via. "Una libertà fondamentale può essere limitata solo da una norma espressa, poiché non c'è, sedici coppie hanno già chiesto al comune di residenza la pubblicazione degli atti di matrimonio". Hanno compiuto il primo passo. Il secondo spetta all'ufficiale di Stato civile, che deve accertare se ci sono impedimenti al matrimonio. Le coppie si sono rivolte ai comuni di Roma, Pavia, Perugia, Firenze, Venezia, Cuneo, Trento, Torino, Bergamo, Brescia. Le reazioni sono state le più diverse: "Alcuni sono stati strasimpatici: "mi dispiace non possiamo, ma ci farebbe tanto piacere" "dai, ce la farete!". Altri rigidissimi: "Lei queste cose non le deve neanche pensare!"." Racconta Bilotta. 

 

Ma il "no" va messo per iscritto. Il pezzo di carta, vero semaforo rosso, gioca un ruolo fondamentale: "Il diniego viene impugnato dinanzi al tribunale ordinario, se confermato si va in appello e poi, eventualmente, in Cassazione". Dopo questa serie di no, ci si può rivolgere alla corte Europea, e non è detto che prima non si passi per la Corte costituzionale. Ma nelle aspettative della Rete Lenford la via giudiziaria al riconoscimento delle unioni ha una biforcazione. La prima uscita: "Potremmo trovare il giudice solerte che interpreta in maniera evolutiva la legge vigente. Di fatto una sentenza simile c'è già stata ma poi il giudice ha aggiunto che tuttavia, non spettava al potere giudiziario, cioè ai tribunali, intervenire, ma a quello legislativo. Nel caso del giudice coraggioso ci potrebbe essere il via libera alle pubblicazioni, quindi al matrimonio, nell'attesa comunque di una possibile opposizione del pubblico ministero". La seconda uscita ci porta all'estero: "Dopo il giudizio in Cassazione, ci rivolgiamo alla Corte Europea facendo appello alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, per cui è centrale - come nella Carta di Nizza - il principio di non discriminazione. L'articolo nove della Carta di Nizza recita: Ognuno ha il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia". Attenzione: la Carta non lega la  famiglia alle nozze. Stabilisce due diritti distinti, quello di contrarre matrimonio e l'altro di costituire una famiglia. "Se in Europa si discute del come farli valere, con le nozze o con istituto equipollente -, conclude Bilotta -, da noi ancora c'è che chi dice che le coppie gay non hanno alcun diritto". I loro diritti invece ci sono, ben radicati nella nostra Costituzione. 

(Delia Vaccarello, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

 

 

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L'italiano Renato Sabbadini è stato eletto co-segreterio generale di ILGA World, associazione mondiale LGBT, nel corso dell'assemblea che si è tenuta a VIenna lo scorso 6 novembre.

 

Sabbadini, 42 anni, è bergamasco, laureato in lingue, è stato consigliere comunale a Bergamo dal 1995 al 2004. Vive a Bruxelles dove svolge lavoro di assistente parlamentare al Parlamento Europeo. Ha fatto parte della segreteria nazionale Arcigay dal 2002 al 2007 con l'incarico di responsabile Esteri e attualmente fa parte del Consiglio nazionale.

 

A Sabbadini la Presidenta di Rete Lenford ha inviato il seguente messaggio di auguri:

 

Al Co-Segreterio di Ilga World
Renato Sabbadini




Firenze, 9 novembre 2008




Caro Renato,
con sincera gioia abbiamo appreso della tua elezione al prestigioso
incarico di Segretario di Ilga World.
A nome dell'Associazione Avvocatura per i diritti LGBT/ Rete Lenford ti
facciamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro.
Faremo del nostro meglio per aiutarti e stare al tuo fianco nelle
battaglie che ci vedono insieme impegnati.



Un caro saluto,



Saveria Ricci
Presidente di Avvocatura per i diritti LGBT/ Rete Lenford
www.retelenford.it

L'AGEDO in collaborazione con la Provincia di Milano- settore Cultura presenta l'anteprima del film-documentario di Claudio CIPELLETTI.

 

 

SPAZIO OBERDAN, lunedì 17 novembre 2008, ore 21

viale Vittorio Veneto, MM Porta Venezia.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

 

 

Presentazione

Agedo/Associazione genitori e amici di omosessuali, in collaborazione con Provincia di Milano/Settore Cultura, presenta l'anteprima milanese del documentario Due volte genitori, prodotto da Agedo con la Commissione Europea nell'ambito del progetto internazionale Daphne II "Family Matters - Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche".

Alla proiezione segue l'incontro con il regista e alcuni dei genitori presenti nel film. Intervengono: il Prof. Gustavo Pietropolli Charmet, presidente Istituto Minotauro; Daniela Benelli, Assessore alla Cultura, culture e integrazione della Provincia di Milano, e Paola Dall'Orto, fondatrice Agedo

"Mio figlio è come io lo penso?" Prima o poi ogni genitore, a causa di piccoli o grandi motivi, si è trovato di fronte a questo interrogativo. Due volte genitori entra direttamente nel cuore delle famiglie nel momento critico della rivelazione dell'omosessualità di un figlio o di una figlia.

Attraverso un delicato lavoro di ascolto, il film indaga questo percorso tra le aspettative disilluse dai figli e l'accettazione, al di là dell'omosessualità in quanto tale,  della propria rinascita come genitori. Dopo lo smarrimento, il senso di perdita e di colpa, poco alla volta si apre un nuovo percorso che porta queste famiglie a compiere un viaggio imprevisto, dai figli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Mentre si richiude il cerchio tra le generazioni vince l'amore, ma non basta. Bisogna mettersi in gioco. E questi genitori hanno saputo farlo fino in fondo, regalandoci un'esperienza intensa e limpida, che diventa preziosa per tutti.

Due volte genitori è un lavoro toccante, risultato di un lungo percorso di ricerca a contatto con le famiglie e di due anni di lavorazione. Il film è stato diretto da Claudio Cipelletti, già autore del documentario Nessuno Uguale prodotto dalla Provincia di Milano/Settore Cultura.

Se Nessuno Uguale  fu un piccolo cult nelle scuole per parlare del coming out di lesbiche e gay adolescenti, Due volte genitori ne costituisce il proseguimento naturale, ma anche l'approfondimento più che mai attuale per l'intensità e la delicatezza con cui entra nel dibattito sulla famiglia.

Si ringrazia inoltre il "23° Festival Mix di cinema gaylesbico e queer culture" (Milano 4-10 giuno 2009).

 

 

 

PER TRAILER E INFO CLICCA QUI

Tre associazioni americane impegnate nella difesa e promozione dei diritti civili delle persone LGBT,  hanno depositato presso la Corte Suprema della California tre ricorsi.

 

Lambda Legal, The American Civil Liberties Union ed il National Center for Lesbian Rights chiedono che venga bloccata l'attuazione della Proposition 8. 

 

La Proposition 8, il cui nome integrale e' Eliminazione del Diritto al Matrimonio delle Coppie dello Stesso Sesso, chiedeva alla popolazione della California di votare un emendamento Costituzionale affinché' il matrimonio sia limitato solo all'unione tra uomo e donna. Questo dopo che la Corte Suprema della California in ‘In re Marriage Cases' (2008) aveva stabilito che le iniziative legislative in California atte a limitare il matrimonio, quale unione solo tra persone di sesso diverso, violano I diritti costituzionale delle coppie dello stesso sesso e non possono essere interpretate in modo da precludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio.

 

Le tre organizzazioni, che rappresentano in giudizio sei coppie con partners dello stesso sesso, sostengono che la Proposition 8 nel revocare il diritto a contrarre matrimonio, si riveli in realtà una vera e propria ‘revisione costituzionale' e non soltanto un ‘emendamento' alla Costituzione della California.

In più, la Proposition 8 sarebbe invalida - dichiara Jennifer Pizer di Lambda Legal - in quanto il processo di iniziativa popolare sfociato nel referendum, e' stato impropriamente usato per limitare i diritti di un solo gruppo della popolazione. E questo a discapito ed in violazione del principio di uguaglianza. In tal modo, la Proposition limiterebbe il ruolo delle corti, costituzionalmente garantito, di protezione del diritto all'uguaglianza delle minoranze. Un cambiamento in questo senso di revisione costituzionale, non può poggiarsi su referendum popolare ma necessita di una vera e propria riforma in sede legislativa. Le revisioni costituzionali devono essere approvate dai 2/3 di entrambe le Camere della legislature prima che si passi al voto popolare.

Bisogna ricordare, che lo stesso gruppo querelanti ed organizzazioni aveva presentato la stessa petizione prima delle elezioni ma la Corte Suprema non ha accolto ricorso senza valutazione nel merito.

I matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati da Giugno sino al giorno delle elezioni sono 18.000 e c'e da ritenere che rimarrano validi in quanto Proposition 8 non prevede la retroattività nell'applicazione delle sue norme.

 

 

Allegati

strauss_ca_20081105_writ-petition[1].pdf