Fonte: http://www.guardian.com.uk del 25 febbraio 2009

 

Ai tempi della schiavitu’, negli Stati Uniti c’era l’"Underground Railroad" una rete clandestina di case sicure e strade sotterranee, che ha consentito a migliaia di schiavi del sud, di inseguire la liberta’ nei paesi del nord. Oggi, 200 anni dopo, in Iraq, una moderna versione di questo sistema sta salvando la vita della popolazione gay irachena dalla persecuzione da parte delle squadre della morte islamiche. Questa rete fornisce case sicure a Baghdad e in altre citta’ dell’Iraq e consente la fuga delle persone LGBT verso i paesi vicini alla ricerca di protezione umanitaria da parte delle Nazioni Unite. Questa rete segreta, coordinata dall’ Iraqi LGBT  in esilio a Londra, sta salvando dozzine di vite. Dalla caduta di Saddam Hussein, l’omofobia e la persecuzione delle persone LGBT e’ peggiorata moltissimo. L’invasione del 2003 da parte dei "paesi occidentali" ha messo fine alla tirannia della dittatura Baatista. Ma ha anche distrutto uno stato secolare, creando caos e anarchia e consentendo l’espansione del fondamentalismo religioso. Il risultato si e’ tradotto in una campagna omofobica di ispirazione Islamica contro le persone LGBT irachene. Questa campagna del terrore fu promossa dal leader della Shia, il Gran Ayatollah Ali al-Sistani. Nel 2005 lancio’ una Fatwa con l’urgenza di uccidere tutte le persone LGBT nel "modo peggiore e piu’ cruento possible". Questo e’ lo stesso Sistani che fu definito dal presidente Bush come un "leader moderato". Il governo Britannico appoggio’ gli USA. Sistani fu accolto in Gran Bretagna per cure mediche. Lui era anti-Saddam, quindi fu supportato nonostante la sua campagna religiosa omicida. Nonostante la sicurezza generale all’interno dell’Iraq sia migliorata, quella delle persone LGBT e’ peggiorata sensibilmente. L’uccisione sistematica delle persone LGBT e’ orchestrata dagli agenti della Polizia e dei servizi segreti del Ministero degli Interni, molti dei quali ex membri dei Badr Corps supportati dall’Iran. Le persone LGBT sono uccisi a colpi di arma da fuoco nelle case, strade e posti di lavoro. Anche sospetti bambini gay sono stati assassinati. I loro sicari stanno facendo questo nel nome del loro governo "democratico", per sradicare quello che loro definiscono come ‘un comportamento immorale e anti-islamico’. Questo programma di omicidi mirati ha un obbiettivo, secondo le squadre della morte: la completa eliminazione di tutti i Queer dall’Iraq. E’ in effetti, una vera e propria "pulizia sessuale". I sicari si dichiarano convinti che la maggior parte dei "sodomiti" siano gia’ stati eliminati. Il Ministero degli Interni, supportato da UK and USA e’ certamente un ministero chiave del governo iracheno. Ma quale democrazia! Infatti non esiste democrazia ne diritti umani per i Queer iracheni. Se il governo di Baghdad non sta attivamente incoraggiando questo sterminio, sta sicuramente consentendo di farlo alla polizia e ai gruppi di fondamentalisti religiosi. Per proteggere dal terrore e salvare vite, l’organizzazione "Iraqi LGBT" ha creato una rete sotterranea di strade, completata da case sicure e vie di fuga. "Dall’istituzione del progetto Case Sicure nel 2006, abbiamo garantito rifugio a dozzine di gay che erano inseguiti dalle squadre della morte", riporta Ali Hili, coordinatore dell’ Iraqi LGBT. "Abbiamo anche assistito persone nella loro fuga dall’Iraq verso i paesi vicini, dove abbiamo stabilito programmi di integrazione. I nostri sforzi hanno consentito alla registrazione dei rifugiati gay all’ Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), e alla possibilità di spostare alcuni di loro in paesi sicuri in Europa e Nord America. Questi pochi fortunati hanno incominciato a ricostruire le loro vite" dichiara Hili. K e’ un architetto di 33 anni, fuggito ad Amman in Giordania. Ora aiuta il coordinamento del gruppo di supporto di Iraqi LGBT ad Amman, aiutando altri rifugiati LGBT Iracheni. Fino ad ora, 7 dei 23 rifugiati LGBT che sono arrivati in Giordania hanno visto approvare le loro richieste di asilo dall’ UNHCR e hanno trovato rifugio in USA, Svezia, Olanda e Germania. Questo eroico lavoro non e’ purtroppo privo di rischi a sacrifici. Molti degli "attivisti sotterranei" sono stati assassinate in una serie di orribili attacchi. 2 lesbiche che gestivano una "casa sicura" a Najaf sono state macellate, insieme ad un giovane ragazzo salvato dall’industria del sesso. La scorsa estate, il coordinatore della "casa sicura" di Baghdad, Bashar, e’ stato ucciso dai fondamentalisti all’interno del negozio del suo barbiere. Precedentemente, 5 attivisti gay che coordinavano un’altra "casa sicura" sono stati massacrati. La carenza di fondi e’ un problema perpetuo. 3 delle 5 "case sicure" di Baghdad hanno chiuso lo scorso anno per carenza di fondi. 2 sono state successivamente riaperte ma e’ un continuo problema mantenerle in funzione. I fondi servono per pagare l’affitto, elettricita’ e cibo per le 10-12 persone ammassate in ogni casa. Molti piu’ iracheni LGBT non hanno un posto dove nascondersi.

Fonte: Repubblica.it

Quattro studenti di un istituto professionale - due di 16 anni, uno di 17 e uno di  15 - sono stati denunciati in stato di libertà dai carabinieri per un episodio di  bullismo di cui sarebbe stato vittima un quindicenne che frequenta la stessa scuola. I quattro sono indagati per concorso in violenza privata, minacce, danneggiamento seguito da incendio e procurato allarme. Secondo le testimonianze raccolte dagli investigatori, l' episodio sarebbe avvenuto su un vagone delle ferrovie Sud-est.

I quattro minorenni avrebbero accerchiato e minacciato il quindicenne, bruciacchiandogli il giubbotto e costringendolo a scrivere su un foglio la frase 'sono omosessuale'. Poi i quattro avrebbero chiamato a madre del ragazzo riferendole che lo avevano sequestrato e chiedendo 50 euro per il rilascio.

 

Si ringrazia l'avv. Maria Grazia Sangalli per la segnalazione.

Fonte: Reuters

 

I sostenitori dei matrimoni omosessuali chiederanno oggi alla Corte Suprema della California di rivedere il divieto alle unioni tra coppie dello stesso sesso votato dagli elettori dello Stato Usa, in una battaglia culturale che sta dividendo gli americani.

Sia i conservatori che i liberali considerano la California un trend-setter, un'apripista, che può determinare la politica generale sui matrimoni omosex, anche se una vasta maggioranza di stati vietano agli omosessuali di sposarsi.

Nel 2008 la corte californiana aveva annullato il divieto imposto ai matrimoni omosessuali da parte degli elettori in un referendum, aprendo la strada alle unioni tra coppie gay e lesbiche nello stato più popoloso. Della possibilità hanno approfittato 18mila coppie.

Ma nel novembre scorso gli elettori hanno approvato un emendamento costituzionale, la cosiddetta "Proposition 8", che limita espressamente il matrimonio come unione tra uomo e donna. E ora, dopo le proteste, la questione torna davanti ai giudici supremi. Solo alcuni paesi, in gran parte europei, consentono i matrimoni omosessuali.

Chi si oppone ai "gay marriage" afferma che eliminare il divieto californiano cambierebbe la natura del governo statale, distruggendo il diritto del popolo a scrivere le leggi.

I sostenitori, guidati dall'ex governatore e attuale procuratore generale della California Jerry Brown, sostengono invece che il diritto a sposarsi rientra nel "diritto inalienabile" alla libertà, e dunque non può essere limitato.

La corte oggi ascolterà per tre ore i diversi argomenti e poi avrà 90 giorni di tempo per pronunciarsi in merito.

 

LEGGI NOSTRO PRECEDENTE ARTICOLO SULL'ARGOMENTO, CON LINK A TUTTI I DOCUMENTI DEL PROCESSO

 




Il fotografo italiano Mattia Insolera, bolognese di 31 anni, trasferito ormai da quasi due anni a Barcellona, ha vinto il secondo premio nella categoria Vita quotidiana del prestigioso concorso annuale organizzato da World press Photo, dedicato al fotogiornalismo professionale. Si tratta del premio più importante al mondo.
La foto ritrae una bambina intenta ad osservare il proprio papà che si prepara per andare a sposare….l’altro papà.

 

CLICCA PER VEDERE LA FOTO

 



La foto premiata è parte del corredo fotografico di un servizio intitolato Due padri apparso sul domenicale del quotidiano catalano El periodico, nel gennaio 2008.




Il servizio del giornale racconta (e ritrae) la storia di Will e U.B., coppia omosessuale americana che ha adottato la piccola Stassa. La coppia si era sposata in California nel 2004, ma nello stesso anno il loro matrimonio era stato annullato a seguito delle note vicende che portarono il comune di San Francisco a celebrare oltre 4 mila matrimoni in un mese, in seguito annullati dalla Corte suprema dello Stato.
Delusi da questa vicenda i due, forzatamente ex coniugi, decisero con tutta la famiglia, che include la loro figlia adottiva, di trasferirsi in Spagna dove nel frattempo il matrimonio era stato aperto alle coppie dello stesso sesso e si stabilirono a Barcellona, dove alla fine si sono potuti risposare.

 



La foto riproduce un momento di intimità familiare. La bimba è entrata in bagno dove c’è il suo papà e, accovacciatasi accanto alla vasca da bagno, si è fermata a scrutarlo mentre, con un bicchiere di birra saldamente in una mano, con l’altra sistema il nodo della cravatta, tradendo nello sguardo un certo nervosismo. Sta arrivando il grande momento, forse pensa, mentre finisce di sistemarsi, finalmente potrà risposarsi e forse sarà la volta buona!
La bimba è attentissima, vestita come una principessa, come accade nelle grandi occasioni. È lei la protagonista della foto, il suo volto riflesso dallo specchio in primo piano, circondata dai marmi neri venati di bianco, che aggiungono un senso di solennità alla semplice intimità familiare. La vita quotidiana, appunto.

 



Sul sito de El Periodico è possibile guardare un video con tutte le foto scattate da Insolera a corredo del servizio, durante il matrimonio di Will e U.B

 



CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO

 



Mattia Insolera, intervistato di recente dallo stesso giornale, in un articolo sugli italiani che si trasferiscono a vivere a Barcellona, dichiara:

 



“L’Italia sta vivendo una crisi culturale ed ogni volta è più difficile trovare lì un lavoro di tipo intellettuale, per questo molta gente giovane e laureata sta migrando a Barcellona. Qui trovano lavoro con relativa facilità”. Di Bologna dice che sta perdendo l’aria “progressista e liberale” che l’ha caratterizzata per molto tempo, uno spirito che “ancora si incontra nella capitale catalana”.

 

FONTI: Famiglia e Diritto, 2008, 3, 221 nota di Falletti

 

Corte europea diritti dell'uomo Grande Sez., 22 gennaio 2008, n. 43456

 

Una scelta fondata su una distinzione è discriminatoria ai sensi dell'art. 14, se essa manca di uno scopo oggettivo e ragionevole, ovvero se essa non persegua uno scopo legittimo o se non vi è rapporto ragionevole di proporzionalità tra i mezzi e lo scopo. Nel caso si tratti di orientamento sessuale è necessario che vi siano delle ragioni particolarmente gravi e convincenti per giustificare una differenza di trattamento in materia di diritti sanciti dall'art. 8 CEDU. Su questi presupposti è discriminatorio negare l'autorizzazione all'adozione del singolo fondando il diniego esclusivamente sull'omosessualità dell'aspirante genitore.

 

Corte europea diritti dell'uomo Grande Sez., 22-01-2008, n. 43456  E.B. c. Francia

 

 

 

Una giuria popolare di Vigo (Galizia) ha assolto un uomo che aveva ucciso con 57 pugnalate due omosessuali e successivamente gli aveva dato fuoco, ritenendo che ha agito per legittima difesa. La giuria, composta da 7 donne e 2 uomini, con un voto di 7 contro 2, ha creduto che l'omicida abbia agito perchè temeva di essere violentato. Al momento dell'omicidio l'assassino ed almeno una delle sue vittime erano ubriachi e sotto l'effetto della cocaina. Secondo la difesa dell’assassino, questi agì spinto “da una paura insuperabile di essere assassinato e violentato, vittima del panico, fuori di sé dato lo stato di intossicazione nel quale si trovava”.
Molte le polemiche che questo caso sta suscitando. L'avvocato difensore della famiglie di una delle vittime ha dichiarato: "Si tratta di un assassinio in piena regola, se la vittima fosse stata una donna il verdetto sarebbe stato differente". Un caso di omofobia, quindi, secondo il legale, che spera che il verdetto possa cambiare in appello. L’assassino intanto è stato condannato per l’incendio che aveva appiccato.
Non è la prima volta che una giuria popolare, in Spagna, finisce nell’occhio del ciclone. Nel 2001 (Caso Wanninkhof), una donna fu condannata per l’omicidio della figlia della sua convivente, ma anni dopo si scoprì, grazie al DNA che l’assassino era un’altra persona.

 

Tre articoli di approfondimento tratti dai siti dei quotidiani El Pais e El Mundo

¿57 puñaladas en defensa propia?


Ola de críticas a la absolución del hombre que mató con saña a dos homosexuales porque temía que le violaran - Un jurado popular aprecia "miedo insuperable"

MARÍA FERNÁNDEZ - Vigo - 24/02/2009

 

FONTE


Ni las pruebas de la fiscalía, ni los testimonios de los peritos de la Policía Científica, ni la confesión del propio acusado, que admitió haber asestado 57 puñaladas a dos jóvenes con los que acabó tras una noche de marcha, fueron suficientes para que un jurado popular condenase por asesinato a Jacobo Piñeiro por el crimen de la calle Oporto. Su reciente absolución ha causado estupor en Vigo, donde el tribunal del jurado de la sección 5ª de la Audiencia Provincial dio a conocer, el viernes pasado, el veredicto exculpatorio de los delitos de asesinato y hurto, condenando al acusado por el de incendio. Un mazazo para los familiares de las víctimas.

Ocurrió hace dos años y medio, un 12 de julio. Esa mañana Jacobo Piñeiro llegó a la ciudad desde Cangas, donde residía, para pasar un día de juerga en el Strong, uno de los after más radicales del centro. Había consumido "varios gramos de cocaína y cubatas de whisky". Allí conoció a un camarero, Isaac Pérez, con quien se iría sobre las cuatro de la tarde hacia su piso. Isaac, de 27 años, vivía con el brasileño Julio Anderson Luciano, de 32. En la vivienda, Isaac y Jacobo se encerraron en una habitación toda la tarde y siguieron consumiendo coca. Julio se presentó sobre las nueve y media con más amigos, que se marcharon sobre la una y media.
Jacobo asegura que Isaac se le presentó a las cuatro de la madrugada, desnudo, con la intención de acostarse con él y que él lo rechazó. Ante la negativa, "volvió con un cuchillo y se abalanzó sobre mí", dijo durante el juicio para justificar que actuó en defensa propia. Según su versión, le quitó el arma y le propinó las dos primeras puñaladas en el vientre y en el hombro. Después vendrían otras 33. Su compañero corrió suerte parecida. Recibió 22 puñaladas, algunas por la espalda, "la mayoría innecesarias para la consecución de su muerte, aumentando deliberada e inhumanamente su sufrimiento", según consta en el escrito de la fiscalía. Isaac en un momento intentó encerrarse en su habitación para llamar a la policía. No pudo. El ahora absuelto dio una patada en la puerta y le quitó el móvil antes de apuñalarlo repetidamente en la cara.
Una vez muertos, Jacobo permaneció en la vivienda hasta las nueve de la mañana buscando algo con que prender fuego. Se duchó y tapó sus heridas con una bolsa -tenía un corte en la palma de una mano, una brecha superficial en la cabeza y otra en las piernas-. Cerró las ventanas, abrió el gas, plantó cinco focos, [dos de ellos encima de los cadáveres] y se fue. No sin antes llevarse en una maleta todo lo que encontró de valor. Para el Fiscal y la acusación particular, todo fue "pensado y calculado fríamente" con el propósito "de hacer creer que sus víctimas habían sido objeto de un robo violento".
Una conducta que no puede tener justificación en la legítima defensa porque "Jacobo estuvo varias horas en el piso tras el crimen y causó intencionadamente un incendio para borrar los indicios de lo que había hecho con un comportamiento despiadado". Para la defensa actuó movido por "un miedo insuperable a ser asesinado y violado, víctima del pánico, fuera de sí dado el estado de intoxicación en el que se encontraba".
Haciendo uso de su derecho a la última palabra durante el juicio, el acusado dijo estar "arrepentido de todo". Tras reconocer que acuchilló a las víctimas y pedir perdón a su familia (tiene un niño de pocos meses) aseguró entre lágrimas que la culpa no fue de nadie: "Es culpa de cómo soy". Esa fue la puntilla que caló en el jurado, compuesto por siete mujeres y dos hombres. Tres de sus miembros lloraron al escucharlo. Poco después absolvieron a Piñeiro por siete votos contra dos. Tomás Santodomingo, abogado de Marta, la madre de Isaac, no sale de su asombro. "Se trata de un asesinato en toda regla, si la víctima hubiera sido una mujer el resultado habría sido distinto". Piensa que Jacobo es un homosexual vergonzante, ya que nunca reconoció haber mantenido relaciones con ninguno de los dos hombres. Ahora sólo espera que por el incendio le caiga la máxima pena, hasta veinte años de prisión, y que el Tribunal Superior de Xustiza de Galicia escuche su apelación.

 

Fallos polémicos
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Caso Wanninkhof. Dolores Vázquez fue declarada en 2001 culpable por un jurado popular de la muerte de Rocío Wanninkhof, hija de su ex compañera sentimental. No había pruebas en su contra. Años después apareció, gracias al ADN, el verdadero asesino.
Caso Otegi. Mikel Otegi fue absuelto por un jurado de San Sebastián del asesinato de dos ertzainas en 1995. El juicio fue anulado por el Tribunal Supremo y la sentencia confirmada por el Constitucional. El proceso tuvo que repetirse; el Supremo entendió que los factores ambientales habían influido excesivamente.
El casero y la inquilina. A principios de este mes, la Audiencia de Cantabria absolvió a un hombre de 39 años que mató a su inquilina. El jurado le declaró no culpable pero le obligó a indemnizar a la familia. Se consideró que cuando la estranguló "no era dueño de sus actos", que sus facultades mentales estaban afectadas por la conducta conflictiva de la víctima. La conducta difícil consistía en que la chica, según le habían dicho al casero los vecinos, organizaba fiestas hasta altas horas de la madrugada e invitaba a gente "con malas pintas".
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Veredictos extraños
M. C. BELAZA - Madrid - 24/02/2009


FONTE


Decisiones como ésta reabren el debate sobre el jurado popular. "Pero es importante ver exactamente lo que pasó en el juicio y cómo se tomó la decisión", opina Ramón Sáez, magistrado de la Audiencia Nacional. "Por lo general los jurados están funcionando bien y hay pocos escándalos, aunque a veces pueda haber veredictos extraños. Pero debemos ver siempre lo que se ha preguntado al jurado, cómo se les explicó en este caso lo que era el miedo insuperable y cuándo y cómo debe aplicarse está eximente. En ocasiones se cometen errores por la forma que tienen los jueces de llevar al jurado. Son procesos muy tutelados por el tribunal. En el caso Wanninkhof, por ejemplo, [en el que Dolores Vázquez fue encontrada culpable a pesar de que no había pruebas], el presidente del tribunal pudo haber tomado la decisión de parar el proceso porque no había nada, pero no se atrevió a hacerlo. En todo caso, siempre se puede recurrir la decisión del jurado. También los jueces dictan a veces sentencias sin sentido y no por eso se cuestiona la legitimidad del poder judicial. Hay que ver con mucho cuidado cada supuesto".

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Aído dice que '57 puñaladas no justifican la defensa propia"
Un jurado popular absuelve al autor del crimen de una pareja homosexual

 

FONTE

 

La ministra de Igualdad , Bibiana Aído, ha manifestado que no comparte la sentencia judicial que absuelve al autor confeso del asesinato de una pareja de homosexuales en Vigo. Bibiana Aído, que hoy asiste a los actos conmemorativos del Día de Andalucía, se suma a la críticas realizadas por la Federación Estatal de Lesbianas, Gays, Transexuales y Bisexuales (FELGTB), que ha acusado de "homófobo" al tribunal de Pontevedra que ha absuelto a Jacobo Piñeiro, autor confeso del doble crimen. "57 puñaladas no justifican la defensa propia", ha dicho Bibina Aído.
El pasado 20 de febrero un jurado popular absolvió a Jacobo Piñeiro Rial de la muerte a puñaladas de Isaac Pérez Triviño y Julio Anderson, y sólo se le consideró culpable del incendio que provocó tras el asesinato, ocurrido en el domicilio de las víctimas, en la calle de Oporto de Vigo.
En una nota, la Federación afirma que en la decisión del tribunal "ha pesado más la homofobia, como ha pasado antes con casos tan sangrantes como la acusación sin pruebas de Dolores Vázquez, claramente relacionada con su orientación sexual".
"Considerar 57 puñaladas como defensa propia por el miedo a dos homosexuales está relacionado con la homofobia de nuestra sociedad", subraya la Federación, en cuya opinión el jurado no consideró ni las pruebas aportadas por el fiscal, que pedía 60 años para Piñeiro, ni las forenses.
Según el presidente de la Federación, Antonio Poveda, los homosexuales no tienen "ni más fuerza ni más vidas que los demás, por lo que llegar a propinar 57 puñaladas es claramente ensañamiento".
El jurado popular estimó real la declaración del acusado de que actuó con el único propósito de defenderse ante el "miedo insuperable" de ser violado por la pareja, y estableció que no quedaba demostrado que quisiera acabar con la vida de ambos.
Por último, la FELGTB plantea la necesidad "sin más dilación" de implantar una pedagogía social que elimine los prejuicios y estereotipos que, a su juicio, han marcado la mencionada sentencia.
Al parecer, Jacobo Piñeiro se encontraba en la madrugada del 13 de julio de 2006, fecha del doble crimen, en el piso que las dos víctimas compartían en la calle Oporto de Vigo y, por razones que se desconocen, agredió a los jóvenes con dos armas blancas. El fiscal sostiene que asestó 35 puñaladas a Isaac y otras 22 puñaladas a Julio, "con intención inequívoca de causarles la muerte" y "aumentando deliberada e inhumanamente su sufrimiento".
Posteriormente, Jacobo Piñeiro prendió fuego a la vivienda y a los cadáveres, e incluso abrió la espita del gas con la intención de provocar una deflagración. Jacobo abandonó el lugar de los hechos sobre las 9,30 horas, llevándose una maleta con pertenencias de las víctimas, con el fin de simular que habían sido objeto de un robo violento.
 

 

 

Plan to Strengthen Civil Rights

 

 

"The teenagers and college students who left their homes to march in the streets of Birmingham and Montgomery; the mothers who walked instead of taking the bus after a long day of doing somebody else's laundry and cleaning somebody else's kitchen -- they didn't brave fire hoses and Billy clubs so that their grandchildren and their great-grandchildren would still wonder at the beginning of the 21st century whether their vote would be counted; whether their civil rights would be protected by their government; whether justice would be equal and opportunity would be theirs.... We have more work to do."
 

-- Barack Obama, Speech at Howard University, September 28, 2007

 

 

The Obama-Biden Plan

 

Barack Obama has spent much of his career fighting to strengthen civil rights as a civil rights attorney, community organizer, Illinois State Senator and U.S. Senator. Whether promoting economic opportunity, working to improve our nation's education and health system, or protecting the right to vote, Obama has been a powerful advocate for our civil rights.

  • Combat Employment Discrimination: Obama and Biden will work to overturn the Supreme Court's recent ruling that curtails racial minorities' and women's ability to challenge pay discrimination. They will also pass the Fair Pay Act, to ensure that women receive equal pay for equal work, and the Employment Non-Discrimination Act, to prohibit discrimination based on sexual orientation or gender identity or expression.
  • Expand Hate Crimes Statutes: Obama and Biden will strengthen federal hate crimes legislation, expand hate crimes protection by passing the Matthew Shepard Act, and reinvigorate enforcement at the Department of Justice's Criminal Section.
  • End Deceptive Voting Practices: Obama will sign into law his legislation that establishes harsh penalties for those who have engaged in voter fraud and provides voters who have been misinformed with accurate and full information so they can vote.
  • End Racial Profiling: Obama and Biden will ban racial profiling by federal law enforcement agencies and provide federal incentives to state and local police departments to prohibit the practice.
  • Reduce Crime Recidivism by Providing Ex-Offender Support: Obama and Biden will provide job training, substance abuse and mental health counseling to ex-offenders, so that they are successfully re-integrated into society. Obama and Biden will also create a prison-to-work incentive program to improve ex-offender employment and job retention rates.
  • Eliminate Sentencing Disparities: Obama and Biden believe the disparity between sentencing crack and powder-based cocaine is wrong and should be completely eliminated.
  • Expand Use of Drug Courts: Obama and Biden will give first-time, non-violent offenders a chance to serve their sentence, where appropriate, in the type of drug rehabilitation programs that have proven to work better than a prison term in changing bad behavior.

Support for the LGBT Community

"While we have come a long way since the Stonewall riots in 1969, we still have a lot of work to do. Too often, the issue of LGBT rights is exploited by those seeking to divide us. But at its core, this issue is about who we are as Americans. It's about whether this nation is going to live up to its founding promise of equality by treating all its citizens with dignity and respect."

-- Barack Obama, June 1, 2007

 

The Obama-Biden Plan

  • Expand Hate Crimes Statutes: In 2004, crimes against LGBT Americans constituted the third-highest category of hate crime reported and made up more than 15 percent of such crimes. Barack Obama cosponsored legislation that would expand federal jurisdiction to include violent hate crimes perpetrated because of race, color, religion, national origin, sexual orientation, gender identity, or physical disability. As a state senator, Obama passed tough legislation that made hate crimes and conspiracy to commit them against the law.
  • Fight Workplace Discrimination: Barack Obama supports the Employment Non-Discrimination Act, and believes that our anti-discrimination employment laws should be expanded to include sexual orientation and gender identity. While an increasing number of employers have extended benefits to their employees' domestic partners, discrimination based on sexual orientation in the workplace occurs with no federal legal remedy. Obama also sponsored legislation in the Illinois State Senate that would ban employment discrimination on the basis of sexual orientation.
  • Support Full Civil Unions and Federal Rights for LGBT Couples: Barack Obama supports full civil unions that give same-sex couples legal rights and privileges equal to those of married couples. Obama also believes we need to repeal the Defense of Marriage Act and enact legislation that would ensure that the 1,100+ federal legal rights and benefits currently provided on the basis of marital status are extended to same-sex couples in civil unions and other legally-recognized unions. These rights and benefits include the right to assist a loved one in times of emergency, the right to equal health insurance and other employment benefits, and property rights.
  • Oppose a Constitutional Ban on Same-Sex Marriage: Barack Obama voted against the Federal Marriage Amendment in 2006 which would have defined marriage as between a man and a woman and prevented judicial extension of marriage-like rights to same-sex or other unmarried couples.
  • Repeal Don't Ask-Don't Tell: Barack Obama agrees with former Chairman of the Joint Chiefs of Staff John Shalikashvili and other military experts that we need to repeal the "don't ask, don't tell" policy. The key test for military service should be patriotism, a sense of duty, and a willingness to serve. Discrimination should be prohibited. The U.S. government has spent millions of dollars replacing troops kicked out of the military because of their sexual orientation. Additionally, more than 300 language experts have been fired under this policy, including more than 50 who are fluent in Arabic. Obama will work with military leaders to repeal the current policy and ensure it helps accomplish our national defense goals.
  • Expand Adoption Rights: Barack Obama believes that we must ensure adoption rights for all couples and individuals, regardless of their sexual orientation. He thinks that a child will benefit from a healthy and loving home, whether the parents are gay or not.
  • Promote AIDS Prevention: In the first year of his presidency, Barack Obama will develop and begin to implement a comprehensive national HIV/AIDS strategy that includes all federal agencies. The strategy will be designed to reduce HIV infections, increase access to care and reduce HIV-related health disparities. Obama will support common sense approaches including age-appropriate sex education that includes information about contraception, combating infection within our prison population through education and contraception, and distributing contraceptives through our public health system. Obama also supports lifting the federal ban on needle exchange, which could dramatically reduce rates of infection among drug users. Obama has also been willing to confront the stigma -- too often tied to homophobia -- that continues to surround HIV/AIDS. He will continue to speak out on this issue as president.
  • Empower Women to Prevent HIV/AIDS: In the United States, the percentage of women diagnosed with AIDS has quadrupled over the last 20 years. Today, women account for more than one quarter of all new HIV/AIDS diagnoses. Barack Obama introduced the Microbicide Development Act, which will accelerate the development of products that empower women in the battle against AIDS. Microbicides are a class of products currently under development that women apply topically to prevent transmission of HIV and other infections.

 

 

Pubblicato sul quotidiano La Stampa, martedì 24 febbraio 2009

 

 

Anche La Stampa  si è occupata del ricorso da noi presentato al Tribunale di Saluzzo contro il rifiuto opposto alle pubblicazioni matrimoniali da parte del comune di Marene in Piemonte.

Accanto all'articolo del giornalista Andrea Garassino, c'è una breve intervista al sindaco del comune.

 

L'iniziativa di impugnare i dinieghi degli ufficiali di stato civile di procedere alle pubblicazioni matrimoniali richieste da coppie dello stesso sesso rappresenta l'affermazione civile dei diritti negati alle persone omosessuali. L'iniziativa è sostenuta dall'associazione Certi Diritti ed aperta a chiunque.

 

Allegati

2009_02_24_la Stampa-affermazione_civile_Saluzzo.pdf

 

 

Pubblicato sul quotidiano La Repubblica di domenica 22 febbraio 2009

 

di VERA SCHIAVAZZI

 





«Buongiorno, siamo venute per le pubblicazioni». «E lo sposo dov´è?». «Le spose siamo noi». La scena è già avvenuta e avverrà negli uffici del Comune di Torino e in molti altri in tutta Italia, e il 6 aprile se ne discuterà davanti ai giudici della settima sezione del Tribunale civile, quella che si occupa di diritto di famiglia: è possibile, con le attuali leggi italiane, consentire a due donne o a due uomini di celebrare il matrimonio civile? E´ l´ultima battaglia per i diritti civili delle coppie gay e il riconoscimento delle loro unioni, una battaglia simbolica e politica ma non solo. "Il nostro obiettivo - spiega Michele Poté, l´avvocato che con altri due colleghi torinesi, Cesarina Manassero e Donata Brancadoro, ha aderito alla Rete Lenford, un´associazione tra giuristi nata da un anno - è stimolare un dibattito giuridico e provocare sentenze che potrebbero essere d´aiuto per arrivare finalmente a una legge che tuteli i diritti delle coppie di fatto". La Rete di avvocati (info su www. retelenford. it) ha dunque diffuso attraverso le associazione gay il suo appello: "Cerchiamo coppie stabili, conviventi da tempo, che desidererebbero sposarsi e che sono disposte a andarlo a dire anche in Tribunale presentando ricorsi basati sulla volontaria giurisdizione". Sono arrivate le prime domande, soprattutto da coppie di donne. Il 22 gennaio il Tribunale di Saluzzo ha affrontato il primo caso, tra poche settimane arriverà la sentenza: "Le mie clienti si sono presentate prima nel loro Comune, a Marene, poi, di fronte al diniego degli uffici, hanno fatto ricorso. L´avvocatura dello Stato, che in questo caso rappresentava il Comune, ha contestato la nostra istanza scrivendo che 'il matrimonio è un´istituzione tradizionale basata sulla diversità di sesso´. Ma è proprio la tesi che noi rifiutiamo. Le norme principali su questo tema, a cominciare dall´articolo 29 della Costituzione, non parlano del sesso dei coniugi, ma si limitano a affermare che la famiglia si basa sul matrimonio".

 



L´iniziativa di Rete Lenford (il nome ricorda un avvocato giamaicano ucciso per le sue battaglie a difesa dei sieropositivi) è dunque solo in apparenza paradossale. "Il diritto di famiglia ha già più volte ricevuto stimoli importanti dalle sentenze - spiega Poté - e anche di recente mi sono occupato di casi di separazione di persone omosessuali che in precedenza avevano avuto dei figli e ai quali l´ex coniuge voleva negare il diritto di visita proprio sulla base del loro orientamento sessuale. Molti altri casi riguardano la possibilità, piuttosto esile secondo le attuali leggi italiane, di tutelare il proprio compagno o compagna sul piano dell´eredità o del patrimonio. A Saluzzo, a differenza di quanto è avvenuto a Firenze, cioè nell´unico altro caso finora discusso in Italia, il pubblico ministero non si è opposto al nostro ricorso contro il Comune che aveva rifiutato le pubblicazioni di matrimonio alle mie clienti. La parola tocca dunque ai giudici, e la attendiamo con ansia, anche perché in caso di sentenza a noi sfavorevole ricorreremo non solo in Cassazione ma anche in sede europea". Singolari e eterogenee anche le motivazioni con le quali gli uffici comunali respingono le richieste delle coppie gay (fino ad oggi una ventina in tutta Italia). La più frequente è una formula tecnica, "la richiesta è contraria all´ordine pubblico interno", ma l´imbarazzo è generale perché la nuova battaglia legale è arrivata a sorpresa, quando nessuno era preparato a rispondere. Anche i tribunali potrebbero non far arrivare nemmeno in aula i ricorsi di queste coppie, respingendo le istanze con un semplice decreto. Ma, almeno in Piemonte, fino ad ora la scelta è stata quella di discutere nel merito. "Sposarsi è un diritto per chi ha un progetto di vita comune e vuole garantire a sé e al compagno di essere tutelato anche in caso di morte o di separazione - conclude Poté - Paesi come l´Olanda, il Belgio e la Spagna lo hanno già affermato con una semplice modifica del codice civile, da noi il legislatore è inerte e tutto lascia credere che lo resterà per un bel po´. Per questo è importante che se ne parli nei Tribunali, noi qui a Torino abbiamo molta fiducia".

fonte: Folha on line del 04/01/2009

 

Fin da quando aveva 9 anni, João Filho Nogueira de Andrade subisce il   pregiudizio per essere "differente". Ora, a 31 anni, al fine di comprendere questo rifiuto, João Filho - o meglio, Luma Andrade, come preferisce essere chiamata - è entrata nel dottorato in educazione all'Università Federale del Cearà, diventando ufficialmente, il primo travestito a raggiungere questo livello di carriera universitaria nel paese, secondo la ABGLT (Associazione Brasiliana di Gay Lesbiche, Bisessuali, Travestiti e Transessuali).

Luma, è anche impiegata (per aver vinto il relativo concorso statale) nella Segreteria di Educazione con il compito di coordinare 28 scuole in 13 municipi della periferia del Cearà.

Questa sua funzione le consente di intervenire in casi come quello in cui una direttrice aveva convocato i genitori di un ragazzo lamentando il fatto che questi fosse gay e in un altro caso in cui si voleva impedire l'entrata a scuola di alunni travestiti che usavano il rossetto.

"In entrambe le occasioni ho spegato che questo non era corretto, che era immorale. E' necessario far capire che la Costutuzione garantisce il diritto di tutti all' educazione, senza discriminazioni" ha detto Luma, che ha  sempre vissuto in zone di periferia. Oggi vive in Ruddas ( a 165 Km da Fortaleza)

Il cammino di Luma, racconta lei stessa, è stato molto differente dal vissuto della maggioranza dei travestiti. Figlia di analfabeti poveri, ha raccontato di aver avuto varie occasioni per prostituirsi* ma che ha deciso di studiare per aiutare la famiglia.

La prima difficoltà che ha dovuto affrontare è stata in terza classe, quando, per il solo fatto di giocare con le ragazzine, è stata presa a botte da un compagno di classe. "Quando sono andata piangendo dalla maestra, lei girandosi mi disse: "Ben fatto, chi ti dice di essere in questo modo?" Io
ero una bambina ma ho capito, allora, che lei mi vedeva diversa e che mi condannava"

Scherzi e piccole aggressioni da parte di compagni di scuola l'hanno accompagnata in tutto il suo percorso scolastico, e la cosa diminuiva solo con l'approssimarsi degli esami, quando la cercavano perchè insegnasse loro la matematica.

Lauretata in scienze, con abilitazione in biologia e chimica, presso l'Università Statale di Cearà, Luma ha faticato anche per diventare professoressa. Un direttore è rimasto mesi a spiarla mentre faceva lezione, mentre un altro ha tentato di impedire la sua nomina, nonostante i buoni voti al concorso.

Anche tra gli alunni molte volte ci sono reazioni di distacco. "E' sempre uno choc quando arrivo. Tento di mostrare che, ok sono un travestito ma sono, prima di tutto, un essere umano con dei valori"

Luma ricorda che ha vissuto uno dei suoi peggiori momenti quando è entrata in una scuola a Tibuleiro del Nord (211 Km da Fortaleza). "Sono entrata in classe ed un coro di alunni ha iniziato ad insultarmi: "Viado, viado"* . Sono stata presa dalla disperazione, ma ho pensato che non potevo uscire, e che loro non avevano la colpa, quindi ho cominciato un discorso per mostrar loro che non importa quello che ognuno è"

Per Luma il pregiudizio che si incontra nell'ambiente scolastico finisce per allontanare i travestiti dalle aule condannandoli molte volte alla strada.

Per capire questo processo di esclusione sociale, ha cominciato a ricercare, per la sua tesi, casi di travestiti che frequentano le scuole pubbliche.
Concluderà il suo dottorato nel 2012.