american-flagIeri ha fatto notizia la cancellazione, dal sito della Casa Bianca, della sezione dedicata ai diritti delle persone LGBTI, già pochi minuti dopo il giuramento del neo presidente Donald Trump. Come ha chiarito un articolo pubblicato dalla CNN

https://goo.gl/JgMRD7

è prassi che con l'insediamento venga archiviato il sito del vecchio presidente, che resta disponibile on line ad un altro indirizzo

https://obamawhitehouse.archives.gov/...

e sia caricato quello del nuovo.

Non è tranquillizzante che il sito della Casa Bianca di Trump non contenga più molti dei temi che sono stati in cima all'agenda di Obama, tra cui i diritti LGBTI. E' un brutto segnale che si presenta come la punta dell'iceberg. Infatti l'amministrazione di Trump è piena di persone che odiano le persone omosessuali e transessuali. Come riporta questo blog:

https://goo.gl/gPkfuD

il vice presidente Mike Pence è stato definito dalla Human Rights Campaign "la faccia numero uno dell'odio nel paese". Agli inizi della sua carriera contribuì a far spostare i fondi governativi destinati alla lotta all'HIV verso il sostegno alle terapie riparative. Nel Parlamento si è opposto con forza al riconoscimento dell'eguaglianza per le coppie gay e lesbiche e nel 2015 da governatore dell'Indiana ha firmato una legge che riconosce il diritto di rifiutare prestazione di servizi alle persone LGBTI.

Il nuovo procuratore generale, Sen. Jeff Sessions, che dovrebbe battersi per la tutela delle persone, ha votato contro l'eliminazione della politica del "Don't Ask, Don't Tell" nelle forze armate, ha votato a favore dell'introduzione di un divieto costituzionale per il matrimonio egualitario e si è opposto alla tutela dei crimini d'odio che colpiscono le persone LGBTI.

Ministra dell'istruzione è stata nominata Betsy DeVos, un'ultra-milionaria che è stata attivista anti-gay e ha donato centinaia di miglia di dollari a gruppi anti-gay, inclusi i gruppi che si battono a favore delle terapie riparative.

Capo della campagna elettorale e alto consigliere della Casa Bianca è ora Steve Bannon, ex presidente del Breitbart News, Network di estrema destra che ha pubblicato titoli come "I diritti degli omosessuali ci hanno reso più scemi", "E' il momento di tornare nell'armadio (in the Closet)" e "Il giorno del silenzio: come l'agenda LGBT sta deviando la gioventù americana".

Nel team di transizione c'era anche Ken Klukowski, un avvocato ed editorialista di Breitbart con il compito di occuparsi della "protezione dei diritti costituzionali". Per Breitbart ha scritto articoli contro la supposta "agenda gay" e "agenda transessuale" e ha collaborato alla stesura di una memoria alla Corte costituzionale (amicus curiae) perché non dichiarasse applicabile ai ragazzi e alle ragazze transessuali il divieto di discriminazione contenuto dalla legge in materia di educazione (per saperne di più: https://goo.gl/22mGPB). Klukowski ha lavorato per alcune associazioni anti-gay, incluse il Family Research Council e l'American Civil Rights Union, e presso la Liberty University — considerata il centro degli evangelici anti-gay.

Al momento risulta che nessuno dei nomi delle persone omosessuali che nelle settimane scorse erano state indicate come possibili componenti della squadra di Trump siano entrati a farne parte, a parte Peter Thiel che era nella squadra di transizione. Nel caso di Richard Grenell, di cui si faceva il nome, c'è stata una sollevazione dell'estrema destra e tutto è stato bloccato.

Non lascia molto sicuri la dichiarazione di Trump di non voler mettere in discussione la decisione della Corte Suprema in materia di matrimonio egualitario, avendo anche dato il proprio appoggio al FADA (First Amendment Defense Act) che intende modificare la costituzione per proteggere chi in base a convinzioni religiose o morali discrimina le persone omosessuali. In maniera conseguente Trump ha dichiarato di non voler supportare l'Equality Act.

La Human Rights Campaign ha fatto una sintesi delle dichiarazioni di Trump in materia di diritti LGBTI

https://goo.gl/zBn9DQ

da cui emerge che su alcuni temi il nuovo presidente non ha ancora espresso il proprio pensiero. Ciò però non lascia per nulla tranquilli perché il parterre di omofobi che ora abitano la Casa Bianca non starà lì con le mani in mano.

Nè tranquillizza la scelta del giudice costituzionale che Trump ha dichiarato di voler fare nelle due prime settimane di mandato, indicandolo tra 21 giudici, dei quali molti sono apertamente omofobi. La ciliegina sulla torta è che nel corso del mandato Trump potrebbe trovarsi a dover scegliere anche altri giudici costituzionali considerando l'età di tre di loro: Ginsburg ha 83 anni e una salute malferma, Kennedy ha 80 anni e Breyer ne ha 78.

Il serio rischio è che Trump passi, ma le sue scelte restino a produrre effetti negativi per molti anni.

Antonio ROTELLI