Consiglio di StatoIl Consiglio di Stato ha depositato oggi le sentenze nei ricorsi contro gli annullamenti prefettizi, pronunciandosi sull’appello proposto dal Ministero dell'Interno e sull'appello incidentale promosso dalle coppie, assistite dagli avvocati di Avvocatura per i diritti LGBTI - Rete Lenford.
 
I giudici si sono espressi nel merito sostenendo la non trascrivibilità dei matrimoni contratti all’estero ed hanno ritenuto, diversamente da quanto affermato sino ad ora da ben quattro TAR, che sussista in capo al Ministro e quindi ai Prefetti il potere di annullare gli atti di stato civile.
 
La sentenza si pone in aperto contrasto con le pronunce della Corte di Cassazione sulla validità dei matrimoni contratti all’estero ed arriva ad affermazioni gravi come quella per cui l’attribuzione al giudice ordinario del controllo sulla rettificazione degli atti di stato civile sarebbe contrario alle esigenze di certezza del diritto e creerebbe un sistema non controllabile da un’autorità centrale. La revocabilità in via amministrativa degli atti di stato civile, così ritenuta dal Consiglio di Stato, è una decisione che mette a rischio i diritti civili di ogni cittadino e stride con il principio di separazione dei poteri a cui gli ordinamenti democratici sono ispirati.
 
La sentenza, inoltre, dimostra una preoccupazione eccessiva nei confronti della politica laddove si pone un tema di “opportunità” che non dovrebbe mai entrare in un’aula giudiziaria.
 
Non condividiamo la decisione, né per i profili di diritto civile né per quelli di diritto amministrativo e riteniamo ci siano gli estremi per continuare a sostenere le ragioni del diritto e portare la questione anche davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani.