samesex marriageOggi il Sindaco di Trieste, Roberto Cosolini, ha trascritto nei Registri di Stato Civile del Comune, il matrimonio celebrato a New York da due uomini e a Londra da due donne.

L'iniziativa del Sindaco segue quella di altri sindaci italiani che, interpretando correttamente la normativa italiana in tema di stato civile, hanno compiuto un gesto di civiltà, trascrivendo gli atti di matrimonio fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.

Essa, tuttavia, rappresenta una tappa significativa nella lunga vicenda che ha visto le coppie omosessuali sposate in paese estero rivendicare con forza i propri diritti, poiché interviene successivamente agli operati dei prefetti che, dando seguito dell'ordine impartito dal Ministro Alfano con Circolare, avevano provveduto alla cancellazione degli atti trascritti dai sindaci.

Come è noto sono intervenute nel frattempo due sentenze del Tar del Lazio che, a seguito di altrettanti ricorsi patrocinati dai legali di Avvocatura per i Diritti LGBTI – Rete Lenford, hanno dichiarato illegittimo l'ordine emanato dal Ministro dell'Interno stabilendo che solo l'autorità giudiziaria ordinaria può annullare la trascrizione di un atto di stato civile.

"L'operato del Sindaco di Trieste rappresenta un segnale importante, ispirato al rispetto della legge e dei principi dello stato di diritto, quelli che sono stati calpestati da un intervento improvvido del Ministro dell'Interno" dichiara l'avv. Maria Grazia Sangalli, Presidente di Avvocatura per i Diritti LGBTI. "I sindaci possono e devono ricominciare a trascrivere, riconoscendo il diritto di chi si è unito in matrimonio all'estero con una persona dello stesso sesso, di vedere reso pubblico in Italia il proprio atto di matrimonio ed il proprio status di persona sposata. Attualmente in Italia risiedono cittadini stranieri sposati ad italiani che risultano coniugati nel loro paese d'origine ma che sulla carta d'Identità rilasciata dal Comune di residenza vengono indicati come nubili o celibi: si tratta di una evidente violazione del diritto alla libertà di circolazione dei cittadini europei con i relativi status di cui sono titolari".