Da un po’ di tempo a questa parte i movimenti cattolici più oltranzisti, supportati dall’estrema destra e da partiti xenofobi, fanno ricorso a qualsiasi mezzo pur di impedire l’adozione di riforme giuridiche tese a ridurre la discriminazione delle persone non-eterosessuali e di contrastare il dibattito e la diffusione della conoscenza sui temi delle famiglie costituite da persone dello stesso sesso. 
Si servono di argomenti mistificanti, come la presunta esistenza di una “ideologia gender” o “teoria del genere” -efficace trovata retorica che essi stessi hanno inventato-, di una rete di sostegno politico e finanziario vasta e capillare e di manovalanza obbediente ed indottrinata. 


Siamo sicuri/e che si tratti di una battaglia di retroguardia e destinata ad implodere. 
Ci preoccupa invece che Istituzioni pubbliche vengano coinvolte in questo clima di odio e repressione e che il marchio EXPO Milano 2015, che ci rappresenterà nel mondo per i prossimi mesi, venga strumentalizzato per sostenere posizioni omofobe e retrive. 
Di questo questo ci auguriamo che qualcuno ne risponda, e non solamente a livello regionale.
La virulenza di questa azioni si sta facendo ogni giorno più intensa ed è arrivato il momento che dalla politica arrivi un messaggio chiaro ed inequivocabile, di inclusività e di riconoscimento della piena dignità delle persone LGBTI e delle loro famiglie.