tribunale torinoIl Tribunale di Torino, in funzione di giudice d'appello, ha confermato la setnenza del Giudice di Pace che ha condannato un uomo per  lesioni personali e ingiurie ai danni di un collega perchè omosessuale.Il Tribunale ha riconosciuto che le minacce e le ingiurie reiterate alle quali era stato sottoposto la vittima erano di contenuto omofobico.

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Il giudice, anzi, ha ritenuto che "la sanzione inflitta appare addirittura troppo mite rispetto alla gravità, tutt'altro che trascurabile, dei fatti e delle modalità di azione, di per sè sintomatiche di una personalità fortemente prevaricatrice e violenta dell'agente sia per il suo negativo comportamento processuale, sintomatico dell'assenza di ravvedimento persiono dopo che la sua condotta arrogante, prepotente ed ispirata da motivi più che futili era stata scoperta e denunciata".

Il procedimento ha accertato che il il condannato aveva ripetutamente leso l'onore e la dignità della vittima perchè persona omosessuale. La sera dell'aggressione, all'esterno dell'attività commerciale dove entrambi lavoravano, gli aveva detto, per l'ennesima volta, "frocio, sei solo un frocio, ti guadagni da vivere dando il culo per strada e lo vai a spendere con quelli come te"; poco dopo lo aveva colpito con una testata sul naso e lo aveva minacciato dicendo: "finito il turno di lavoro ti do il resto, tanto so dove trovarti".

La vittima è stata difesa dall'avvocato di Rete Lenford, Michele Potè, di Torino.

In allegato il testo della sentenza