logo smallA seguito della ordinanza del Tribunale di Grosseto, ci sono giunte numerose richieste da parte di coppie che chiedono di poter trascrivere nei registri dello Stato civile italiano il matrimonio che hanno celebrato all’estero.

 


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2014-4-3-ordinanza-Trib-Grosseto.pdf

Alcune di queste coppie ci hanno espresso anche delusione per aver loro consigliato, negli ultimi due anni, di non intraprendere tale percorso, che porta a impugnare dinanzi all’autorità giudiziaria il rifiuto del comune di trascrivere il matrimonio.

Il provvedimento emanato dal Tribunale di Grosseto è un'ottima notizia, perché rappresenta un ulteriore piccolo passo verso una società inclusiva per tutti e tutte, ma non è decisiva per due ordini di ragioni:

a) proviene da un giudice di primo grado ed esplica efficacia nei confronti delle sole parti che hanno promosso il giudizio;

b) non è passata in giudicato, significa che è ancora suscettibile, come è stato annunciato, di essere impugnata dal Pubblico Ministero, con esiti al momento non prevedibili.

Per un breve commento nel merito delle deduzioni espresse dal Tribunale di Grosseto si rinvia alla nota scritta da Francesco Bilotta, socio fondatore di Avvocatura (http://www.diritticomparati.it/2014/04/questo-matrimonio-si-ha-da-fare.html#more).

Sotto un profilo di carattere generale è utile ricordare che i matrimoni contratti all'estero possono essere trascritti nei Registri dello Stato Civile, o perché vi provvede l'Ufficiale di Stato Civile o perché, nel caso questi si rifiuti, ciò gli venga ordinato dall'Autorità Giudiziaria.

Il Tribunale di Grosseto ci fa ben sperare, ma non è detto che in altri Tribunali si possa ottenere il medesimo risultato.

Tanto più che l'argomento principale utilizzato dal Tribunale è lo stesso che è stato avanzato in altri procedimenti e che la Cassazione ha rigettato con la sentenza 4184 del 2012, ossia che la trascrizione sia un mero onere formale e che non comporti nessuna valutazione nel merito da parte dell'Ufficiale dello Stato Civile.

Ricordiamo che contro la sentenza 4184 del 2012 alcuni avvocati/avvocate dell’Associazione hanno presentato ricorso alla Corte europea dei diritti umani (CEDU) e siamo in attesa di conoscere l’esito del giudizio di ammissibilità. L’esito del procedimento dinanzi alla CEDU sarà un importante ulteriore tassello per comprendere come continuare il nostro impegno e le battaglie giudiziarie per il riconoscimento del matrimonio egualitario.

Per tale ragione, quando una coppia si rivolge ad Avvocatura per chiedere se si può procedere con la trascrizione del matrimonio contratto all’estero, noi preferiamo consigliare loro di rivolgersi ai Tribunali per chiedere il riconoscimento di singoli diritti negati che sono collegati al matrimonio, come suggerito dai giudici nella citata sentenza della Cassazione e in quella della Corte costituzionale n. 138 del 2010. Facciamo riferimento a diritti in tutti gli ambiti: da quello lavorativo (es. congedo matrimoniale), a quello fiscale (es. benefici per il coniuge a carico), a quello sanitario e altri.

Tuttavia, si tratta di un consiglio e se una coppia intende comunque chiedere la trascrizione e poi impugnare il diniego, le Avvocate e gli Avvocati dell'Associazione sono disponibili ad assisterla giudizialmente, informandola dei costi della procedura e della probabilità che il Tribunale adotti un provvedimento sfavorevole.

Il caso di Grosseto dimostra tuttavia, che l’effetto di una decisione positiva ha un grande impatto sull’opinione pubblica e sul morale delle stesse coppie discriminate, anche se sul piano giuridico, specie in presenza di una riforma in appello, le conseguenze sono pressoché  nulle.

Vogliamo ricordare che ad oggi l’Associazione ha aiutato gratuitamente alcune centinaia di coppie a sposarsi all’estero e che è anche impegnata dinanzi alla Corte di Cassazione con un procedimento concernente l'impugnazione del diniego di pubblicazioni matrimoniali da parte di una coppia di persone dello stesso sesso. Il procedimento ha come obiettivo di superare quanto statuito dalla sentenza della Corte costituzionale n. 138 del 2010, che pur avendo un valore vincolante nel solo giudizio in cui la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata, rappresenta ad oggi un ostacolo sul piano interpretativo all'allargamento in senso egualitario del matrimonio in assenza di un intervento legislativo.

Alla luce di queste precisazioni, vista anche l’ordinanza di Grosseto, è sempre possibile impugnare un diniego di trascrizione del matrimonio celebrato all'estero, ma è bene valutare i pro e i contro di questa scelta, tenendo conto anche di cosa può essere più utile in concreto in riferimento alla battaglia comune per un allargamento delle tutele per le coppie formate da persone dello stesso sesso.


Antonio ROTELLI

Maria Grazia SANGALLI

Co-presidenti Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford